#IrishFilmFesta2026: WE ONLY WANT THE EARTH – The life and ideas of James Connolly, la recensione del film di Alan Gilsenan

We only want the earth-the life and ideas of James Connolly, il documentario su James Connolly di Alan Gilsenan

Il logo dell’Irish Film Festa quest’anno è una rivisitazione della bandiera Plough and Stars, conosciuta anche come l’Aratro Stellato, l’immagine creata per rappresentare i lavoratori irlandesi durante il grande sciopero del 1913 noto come Dublin Lockout e sventolata durante la celebre Easter Rising, la Rivolta di Pasqua del 1916. James Connolly, leader del socialismo e del sindacato irlandese, l’aveva ideata perché potesse essere il simbolo della terra e di una promessa di speranza, con cui un popolo schiacciato dal dominio inglese avrebbe dovuto guardare alle stelle auspicando la libertà.

WE ONLY WANT THE EARTH – The life and ideas of James Connolly di Alan Gilsenan, autore di diversi documentari per la TV ma anche di cinema e teatro, eludendo il tanto di moda drama-documentary, sceglie la forma classica. La figura di James Connolly, icona della storia del repubblicanesimo irlandese, viene ripercorsa attraverso le foto e le immagini di repertorio e con la lettura dei suoi appassionanti scritti interpretata dall’attore Terry O’Neill. Alle sequenze storiche il film alterna le testimonianze dei leader dei movimenti ambientalisti, sindacali e dei diritti lgbtq+ dell’Irlanda odierna, che sottolineano l’importanza dell’eredità della sua lotta in quelle dei nostri giorni. Alcune antiche ballate intervallano le scene contribuendo a celebrare questo personaggio così importante per la storia d’Irlanda come la struggente Where is our James Connolly? che racconta della sua uccisione e Bread and Roses, famosa canzone sulle rivendicazioni delle donne operaie. Gilsenan nell’intervista post-proiezione parla dell’attualizzazione della sua figura e di come ci sia bisogno oggi più che mai di un idealismo che faccia sperare la gente in un mondo migliore.

Connolly nasce nel 1868 da una famiglia povera irlandese emigrata a Cowgate, sobborgo di Edimburgo, dopo la grande carestia che ha interessato l’Irlanda a metà Ottocento (The Great Famine). Si forma da autodidatta preferendo i libri alla birra, studiando da solo anche l’italiano. Così quando si reca in viaggio negli Stati Uniti ai primi del Novecento invitato dall’Industrial Workers of the World (IWW) per tenere una serie di conferenze perché era diventato la voce più potente del Partito Socialista Repubblicano Irlandese (Isrp), riesce a parlare anche ai lavoratori italiani emigrati oltreoceano. Al ritorno in Irlanda fonda insieme a Jim Larkin l’Irish Citizen Army, l’esercito operaio nato per contrastare la repressione dei grandi scioperi del ‘13 e proteggere i lavoratori dalla violenza della Polizia.

Quello che aveva intuito Connolly era che bisognava unire la lotta per l’indipendenza della Repubblica Irlandese a quella per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Agli inizi del secolo scorso l’Irlanda era uno dei paesi più poveri d’Europa, il film mostra le foto delle squallide abitazioni diroccate di Dublino. La strada per l’indipendenza doveva essere percorsa parallelamente a quella per la giustizia sociale e l’emancipazione dallo stato d’indigenza. Connolly inoltre era un femminista convinto, si era sempre battuto per i diritti delle donne considerate da lui “schiave degli schiavi”, appoggiando le loro rivendicazioni nelle fabbriche, come quella di poter cantare mentre lavoravano.

Il lunedì di Pasqua del 1916 l’esercito indipendentista occupò le Poste centrali di Dublino innescando una grande rivolta che avrebbe coinvolto tutta la città, riuscendo a resistere all’assalto dell’esercito inglese per sei giorni. Connolly venne arrestato e giustiziato il 12 Maggio dello stesso anno, fucilato su una sedia perché non poteva più stare in piedi per le ferite riportate. Alla moglie e alla figlia che gli concessero di vedere per l’ultima volta disse: «Non è stata una vita piena e non è questa una buona fine?» dimostrandosi coerente con tutto ciò che aveva fatto. Grazie alla rivolta e alla sanguinosa guerra civile che ne seguì si arrivò al trattato del 1921 che sancì un primo riconoscimento da parte del Regno Unito della Repubblica Libera d’Irlanda (Eire), da quel momento non più considerata come dominion.

La locandina di We only want the earth raffigura la statua di James Connolly a Dublino sotto cui dorme un senza tetto avvolto in una coperta. L’eredità più importante che ha lasciato, secondo il regista, è l’ideale di una società più equa e meno schiava degli imperialismi, una conquista da perseguire ancora oggi come dimostrano le scritte sugli striscioni delle manifestazioni pacifiste in tutto il mondo su cui si legge “No Kings!”. Questo documentario intende ispirare le persone e aprire una porta di riflessione su una rivoluzione avvenuta un secolo fa ma ancora viva nei suoi valori di giustizia sociale, libertà e speranza.

Ti potrebbero piacere anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ho letto la privacy policy e acconsento al trattamento dei miei dati personali ai sensi del Regolamento Europeo 2016/679 (GDPR) e del D.Lgs. n. 196 del 2003 cosi come novellato dal D.Lgs. n. 101/2018.