Regretting you, la recensione: un dramma familiare travestito da rom-com

La recensione di Regretting you, Dasscinemag

Non è la prima volta che un libro di Coleen Hoover viene adattato sul grande schermo: Its ends with usSiamo noi a dire basta ha permesso alla scrittrice di acquisire ancora più popolarità.

Adesso è il turno di Regretting you – Tutto quello che non ti ho detto (trailer). Il regista Josh Boone è già navigato in questo genere di film, e non in cose di poco conto: nel 2014 dirige Colpa delle stelle tratto dall’omonimo e celeberrimo romanzo di John Green, un vero e proprio caso editoriale in tutto il mondo ed un successo incredibile al botteghino con il suo adattamento.

Per questo nuovo film si punta tutto sulla promozione basata sulla bella presenza e la chimica dei i due giovani attori Mckenna Grace e Mason Thames; una strategia alquanto popolare ultimamente per le rom-com, soprattutto se film mainstream con un target giovane e femminile. E proprio come in ogni campagna di marketing di questo genere, si ha la sensazione che non vi sia una totale fiducia nell’argomento del film, tanto che occorre affidarsi completamente all’appeal degli attori protagonisti. Anche quando molte volte, come in questo caso, protagonisti non lo sono affatto.

Sin dal primo minuto, infatti, la storia si focalizza principalmente su Morgan (Allison Williams), una donna rimasta incinta giovanissima, e sul suo rapporto con il marito Chris (Scott Eastwood), la sorella Jenny (Willa Fitzgerald) e il fidanzato di Jenny, nonché suo grande amico, Jonah (Dave Franco). È soprattutto con Jonah che Morgan ha un rapporto complicato, messo da parte quando la sorella ci si è spostata. Adesso Morgan è madre di una sedicenne di nome Clara (Grace), con cui ha un rapporto profondo ma conflittuale, tanto che lei preferisce sfogarsi con la zia Jenny. A seguito di un fatale incidente, la famiglia di Clara e Morgan è investita da un lutto che porta a galla tensioni passate e segreti inconfessabili. Da una parte, Clara combatte la perdita avvicinandosi a Miller (Thames), un suo compagno di scuola. Dall’altra, Morgan è costretta ad affrontare questioni mai risolte sul passato di sua sorella e si avvicina nuovamente a Jonah.

A ben vedere, quindi, la vicenda di Clara e Miller non è che un diversivo per il vero dramma che riguarda Morgan e Jonah e i loro rimpianti di gioventù. L’aria fresca e leggera dei due giovani si contrappone a quella malinconia degli adulti, in un alternarsi poco bilanciato che non porta da molte parti. Gli elementi che formano la storia sono troppo pochi, e si ricorre a espedienti drammatici per farcirla di emotività, ma senza un reale risultato. Il film è un dramma familiare travestito da commedia romantica, e di per sé non sarebbe un problema se non fosse che di due filoni non se ne sceglie mai davvero uno, lasciando scontenti sia chi voleva una frivola storia d’amore giovanile sia chi una riflessione malinconica sull’amore adulto. Il cast è pieno di facce note e Grace e Thames sono bravi e carismatici, ma non basta per dare sostanza ad una storia piena di cliché stantii e in cui non sembrano crederci in primis loro.

Insomma, Josh Boone prova a ricalcare lo stesso sentiero di Colpa delle stelle, ma il lavoro finale non è altrettanto ispirato. Forse perché undici anni sembrano pochi ma sono un mondo, e i gusti delle adolescenti lettrici sono mutati drasticamente. O forse il problema non è così generale, ma risiede semplicemente nel criterio con cui si scelgono i libri da adattare e le storie da portare sullo schermo.

In sala dal 4 dicembre.

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