Per Lucio, recensione: la dedica di Pietro Marcello al cantautore

Per Lucio di Pietro Marcello: la recensione

Per Lucio (trailer) è un documentario a quattro voci, una personale dedica che Pietro Marcello fa a Lucio Dalla, una chiacchierata tra amici che si prefigge di ricordare il cantautore più che raccontarlo. A parlare sono lo stesso regista, il manager Umberto Righi, l’amico Stefano Bonaga e, ovviamente, Lucio Dalla. L’onere di rivelarsi spetta proprio a lui, tramite interviste e, immancabilmente, canzoni. E «mentre gli amici, di Lucio parlano sempre al presente», Marcello ne lega il ricordo alla Storia e la musica all’Italia.

Il regista fa infatti, come di consueto, un buon lavoro d’archivio, rendendo nuovamente quelle canzoni colonna sonora di un passato con il quale ancora non si è fatto del tutto i conti, un passato rivangato per mezzo della matericità della pellicola. Viene messo in evidenza il duplice e continuo scambio tra Dalla e l’immaginario italiano di quegli anni, quanto l’uno sia intessuto nell’altro, quanto a dispetto di ciò che si potesse pensare agli inizi della sua carriera, il cantautore bolognese abbia in verità saputo parlare a tutti. Perché d’altronde, come diceva, quasi con affetto, Eleonora Giorgi in Borotalco (Carlo Verdone, 1982) «Dalla è Dalla».

Ed è proprio l’affetto che si percepisce durante la visione, non solo degli amici di una vita, ma soprattutto di Pietro Marcello. Quell’affetto dei “fan fanatici”, come si definisce lui stesso, quell’immensa stima che si tramuta in sentimento e che lo porta a legare la musica e il ricordo dell’artista non solo all’immaginario collettivo, ma anche a quello personale: tra le scene d’archivio che scorrono sullo schermo ecco che ne compaiono infatti alcune tratte da La bocca del lupo, documentario dello stesso Marcello, a sancire e consacrare, a scolpire su schermo una vicinanza ora effettiva.

Per Lucio di Pietro Marcello: la recensione

Un film intimo dunque, ma che paradossalmente proprio per questo non scende nell’intimità del protagonista. È intimo perché evidente è la connessione che il regista sente con Dalla, perché intima è la chiacchierata tra Righi e Bonaga e perché quella stessa chiacchierata è girata nell’intimità di un pranzo a due. Ma di certo non perché si scenda a fondo nella vita del cantautore: nel commentarla si resta infatti in superficie, limitandosi ad accenni affettuosi alla sua personalità, alludendo scherzosamente al suo aspetto fisico, riferendosi al rapporto con Roberto Roversi. Ma nulla di più. Forse perché il rispetto degli amici è tanto così come la reverenza del regista. Oppure perché in fondo non è un documentario per conoscere Lucio Dalla, ma per ricordarlo. Anzi, non è neanche un documentario su Lucio Dalla: è per Lucio, come ci dice il titolo sin dall’inizio e prima ancora.

Pietro Marcello sceglie coscientemente di portare avanti un lavoro parziale sul cantautore, di omaggiarlo con un film che parli più dell’Italia che di lui, più del suo rapporto con la Storia che della sua storia personale. Un film che è una dedica, da un fan per i fan. Una lettera Per Lucio, da Marcello.

Presentato al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, Per Lucio sarà nelle sale per tre giorni a partire dal 5 Luglio.

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