
C’è stato un momento, nel laccato decennio degli anni 80, dove il cinema non si faceva solo a Hollywood, ma anche sugli scaffali delle videoteche. Una giungla di cult a basso budget, tra slasher copia-della copia-della copia, commedie horror e allucinazioni al neon. Era un periodo floridissimo per il cinema di genere, dove si muovevano case di produzione che sicuramente non volevano compiacere la critica ma puntavano a quella volontà di sano trash che tanto divertiva il pubblico giovanile e che scandalizzava i benpensanti. C’era la Troma, con il suo universo condiviso di Vendicatori Tossici, Classi nucleari e sergenti Kabuki. C’era la Full Moon con i suoi giocattoli demoniaci che facevano il verso a Chucky. C’era anche la Empire International Pictures, produttrice di vari film del duo Yuzna-Gordon e del film preso oggi in considerazione: Terror Vision, diretto da Ted Nicolaou (che curiosamente dirigerà anche due episodi della serie tv di Lucky Luke con Terence Hill) e uscito nel 1986 e oggi disponibile su Amazon Prime Video.
La premessa del film è un capolavoro di brillante demenzialità: il capofamiglia dei Putterman installa una gigantesca parabola satellitare (e probabilmente abusiva) che, oltre a captare i più bizzarri canali televisivi, intercetta anche un segnale contenente una mostruosa creatura aliena, che piano piano li eliminerà uno a uno. Non c’è una volontà di raccontare chissà quale storia, ma piuttosto la volontà di divertire lo spettatore. E su questo Terror Vision è ancora oggi una certezza. Un caleidoscopio di follia, a cominciare dai bizzarri personaggi e dai loro deliranti dialoghi. Un continuo botta e risposta, un valzer di battute e controbattute che strappano più di una risata. Abbiamo una coppia di genitori fieramente scambisti, una figlia maggiore con una capigliatura e un abbigliamento alla Cindy Lauper e la divertentissima coppia nipote-nonno, entrambi fissati con la guerra(“ti ricordi cosa ti ho detto sugli esplosivi? Quando tutto sembra perduto, usali!” è il consiglio che dà il nonno al nipotino).
Un distillato di tutti gli stereotipi che infestavano le case (e gli schermi) degli anni anni 80. E proprio attraverso lo schermo della televisione facciamo la conoscenza del Ministro della Sanità alieno, che consiglia ai terrestri di spegnere i televisori per circa 2 secoli e permettere all’alieno di tornare a casa (“un alieno affettuoso” ci tiene a precisare il Ministro) e Medusa, la presentatrice di un programma horror ed evidente parodia di Elvira, lo storico personaggio televisivo interpretato da Cassandra Peterson. Non mancano le gag puramente visive, sempre con un tocco di surrealismo: riuniti intorno alla televisione ed eccitati dalla possibilità di guardare nuovi canali, i Putterman s’imbattono in una serie di canali demenziali, tra cui uno interamente dedicato alle parate militari (per la gioia di nipote e nonno).
Non mancano nemmeno momenti involontariamente comici, dovuti però alla mancanza di budget. Se si aguzza lo sguardo, si può notare come il cielo attorno alla residenza di questa pazza famiglia non sia un ”vero cielo”, ma un gigantesca tela dipinta.
È un film meravigliosamente spensierato, che non va confinato nei limiti di una necessaria interpretazione intellettualoide, perché privare della libertà di essere caotici senza doppi sensi è un balsamo per lo spettatore e per il cinema stesso. Una parodia, sì, ma una parodia nata con il solo scopo di strappare qualche sonora risata e far vivere un’ora e mezza di spensieratezza.

