A Hero, la recensione: una delle opere più compiute di Asghar Farhadi

In A Hero Asghar Farhadi torna a dirigere nella sua terra natale dell’Iran con la stessa bellezza e bravura dei suoi due storici capolavori.

Continua a leggere

Encanto, la recensione: la magia del legame familiare

Quando la magia che ha guidato per cinquant’anni la famiglia viene minacciata, Mirabel si rivela l’unica capace di risolvere il problema.

Continua a leggere

Chi è senza peccato – The Dry, la recensione: quando mentire diventa una seconda verità

Chi è senza peccato, la recensione del film di Robert Connolly che costruisce un thriller dalla tensione costante non privo di sorprese.

Continua a leggere

Analisi di un instant cult: Drive 10 anni dopo

A dieci anni dalla sua uscita ecco un’analisi di Drive, il film con Ryan Gosling che ha consacrato il regista Nicolas Winding Refn.

Continua a leggere

Figli del sole, recensione: quando il coinvolgimento è inevitabile

Figli del sole di Majid Majidi segue un gruppo di ragazzi iraniani interpretati da giovani attori in grado di modellare il film.

Continua a leggere

Kantemir Balagov oggi compie trent’anni

Oggi è il trentesimo compleanno di Kantemir Balagov che ha già lasciato segni profondi nel panorama del cinema russo e internazionale.

Continua a leggere

Selva tragica, recensione del film di Yulene Olaizola su Netflix

Selva tragica, recensione del film di Yulene Olaizola su Netflix che mette in scena uno dei popolari racconti di folklore della sua terra.

Continua a leggere

Michael Dudok de Wit e La tartaruga rossa

Uscito nelle sale cinematografiche il 29 giugno 2016, La tartaruga rossa è uno splendido film d’animazione che merita una breve analisi.

Continua a leggere

Listen, la recensione: l’incapacità di ascoltare

Listen è la storia di una famiglia di immigrati portoghesi, a Londra da diversi anni, che si ritrova a sopravvivere in maniera precaria.

Continua a leggere

Yasujirō Ozu e Hirokazu Kore’eda, l’arte del silenzio e del vuoto

Il cinema giapponese dall’esperienza di Ozu fino ad arrivare all’eredità raccolta da un regista analogo ma differente come Kore’eda.

Continua a leggere