#RomaFF17: War – La guerra desiderata, la recensione del film di Gianni Zanasi

Presentato nella sezione Grand Public della 17esimaedizione della Festa del Cinema di Roma, War – La guerra desiderata (trailer) di Gianni Zanasi è un manifesto politico e sociale sugli effetti distorti della guerra. Ambientato in un futuro che è già presente – il film è stato scritto nella primavera del 2019 e montato a marzo 2022, proprio quando la Russia ha invaso l’Ucraina – il profetico film di Gianni Zanasi riflette sulla morale tipicamente da cowboy di chi spara per primo. War – La guerra desiderata è una parabola sulla moralità degli italiani di fronte ad una situazione tragica: i media riferiscono che Francia e Spagna si preparano a dichiarare guerra all’Italia, dal momento che quest’ultima detiene illegittimamente gli apparenti omicidi spagnoli di una ragazza italiana. Guardando il prologo scopriamo, invece, che è l’Italia stessa ad aver premuto il grilletto sulla sua gente. Le prime scene ci presentano dunque le future linee tematiche di una narrazione gigantesca: scontri armati, pregiudizi internazionali e pesante incoscienza (anche mediatica) sono gli attuali ingredienti di una minestra salatissima e ricca di intreccio.

I protagonisti di questo spinoso scenario internazionale, molto vicino a quello russo-ucraino di oggi, sono Tom (Edoardo Leo) e Lea (Miriam Leone). Il primo è un frustrato commerciante di vongole che troverà rifugio presso un fanatico gruppo paramilitare durante l’invasione franco-spagnola, mentre la seconda è una psicologa pacifista con un piano per porre fine alla guerra. Estremismo e pacifismo sono gli universali poli drammaturgici di una sceneggiatura che sviluppa l’intreccio anticipato nel titolo, la guerra desiderata, soltanto quando Tom si unisce al gruppo paramilitare. Quest’ultima è la sezione più calda del film, anche perché animata dal più particolare conflitto tra fanatismo sfegatato e coscienza critica. Il cieco personaggio interpretato da un maestoso Giuseppe Battiston guida il gruppo paramilitare seguendo le stesse macchie del duce; scambiare le sue parole con “vincere e vinceremo” o con “il traditore è sempre un’infame” non fa alcuna differenza. Il suo corso è un tragicissimo precipitare entro l’ombra di una coscienza che prima confessa e poi trucida il suo fragile ego. Imbracciando il mitra, il personaggio di Giuseppe Battiston porta alla luce il rancoroso inconscio collettivo di un’Italia mai diventata fino in fondo Repubblica.

Il protagonista interpretato da Edoardo Leo è invece il volto di una penisola che impara l’arte del coraggio e che non cede alla brutalità. Tom seppellirà infatti il suo risentimento per un paese approfittatore e si unirà allo sguardo amorevole di Lea. L’umanità che traspare dagli occhi della donna è la speranza in un futuro splendente e non sottomesso. Il personaggio interpretato da Miriam Leone rappresenta oltretutto la riappacificazione con una generazione di padri (Massimo Popolizio) potenzialmente deleteri. La sequenza che trasporta questo riavvicinamento è un omaggio velato ad Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola: Lea risale il suo cuore di tenebra fino a raggiungere la casa del titano impazzito. Non mancano altre scene suggestive, come quella in cui il tipico atteggiamento evitante dell’italiano medio si trasforma meravigliosamente in orrore; il regista ce lo sottolinea anzitutto con un bellissimo piano sequenza – Tom passeggia in aeroporto e vede militari ovunque – e poi con un netto taglio di montaggio sul volto provato di Tom, con cui rimarca lo shock di un popolo che non vuole morire. War – La guerra desiderata è un’indagine sui comportamenti dell’individuo in una situazione agli estremi. È un cinema attuale e mainstream che si serve di due attori conosciuti all’interno del panorama italiano per diffondere un messaggio di pace e di critica. E sotto questo punto di vista il film di Zanasi si fa quanto più necessario!

War – La guerra desiderata è al cinema dal 10 novembre.

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