#RomaFF14: The Aeronauts, in volo tra sogni e dolori

Sognare in verticale è da sempre una pulsione intima che spinge l’uomo a raggiungere obiettivi apparentemente fuori dalla sua portata. Spingersi più su, più in alto dove nessun altro è mai arrivato è il motore della scoperta attraverso la quale passa anche un’affermazione della tangibilità del proprio Io in terra. Tra le altezze siderali capita però di perdersi e non tornare più, sacrificio necessario perché gli altri, i propri simili, i propri partner, traggano un insegnamento salvifico e uno sprone ad andare avanti. The Aeronauts (trailer), diretto dal britannico Tom Harper e sceneggiato insieme a Jack Thorne, condensa queste aspirazioni nella cesta di un pallone aerostatico sollevato oltre i diecimila metri dal suolo.

Amelia (Felicity Jones) e James (Eddie Redmayne) sono i due volti necessari alla conquista di un successo; lei una donna pilota di mongolfiere nella società misogina di un’Inghilterra del secondo ottocento, lui uno scienziato della Royal Society considerato più un veggente che un visionario. Lei estro e sentimento, lui calcolo e scienza. L’obiettivo è quello di confermare teorie scientifiche che risuonano come un credo, e per farlo occorre raggiungere altezze, lì in cielo, fino a quel momento solamente immaginate. E il costo da pagare non è importante. Però, mentre James non si è mai sollevato in volo e segue appassionatamente un impulso radicato in lui sin dalla tenera età (Redmayne dolcissimo in una scena con il “padre” Tom Courtenay), Amelia tra le nuvole ha invece detto addio a qualcuno, e forse anche a se stessa. È come un albatros al quale è stata strappata un’ala per poi venire ricacciato crudelmente nel mondo incomprensibile degli umani, tanto sgraziato in terra quanto magnifico in volo. Nel momento in cui si ha l’opportunità, ed il coraggio, di tornare ad affrontare il claustrofobico bisogno di pura libertà che quel cielo (che è quasi cosmo) offre, si riscopre come all’avvicinarsi delle stelle ed al rarefarsi dell’aria le dinamiche terrestri sembrino distanti, “insignificanti”.

The Aeronauts, teso in verticale un po’ come lo era l’Interstellar di Nolan (accostamento offerto da Antonio Monda in conferenza di presentazione di #RomaFF14), non cede a sensazionalismi esasperati ne tanto meno a una drammatizzazione ossessiva. I due interpreti non escono dalla loro comfort zone, cosa alla quale dopotutto non sono chiamati, rivelandosi traghettatori di un semplice gioco degli opposti (con un Eddie Redmayne che in questi ruoli sembra sempre più e solamente Eddie Redmayne). La pellicola gioca bene sulla fibra emotiva toccando le giuste corde di vertigine e lacrima, senza strafare e proponendosi come un film di intrattenimento che scorre via piacevole ed indolore.

The Aeronauts sarà nelle nostre sale a partire dal 6 dicembre.

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