Ms. Marvel, la recensione della serie su Disney+

Ms. Marvel recensione serie Disney+

Sin dal principio, la Marvel ha avuto l’obiettivo di far immedesimare i propri lettori nelle avventure e nelle vite dei supereroi che popolavano questo universo fumettistico. Negli anni ’60 la Casa delle idee riuscì nell’impresa di creare un personaggio in grado di impersonare i problemi e le difficoltà del pubblico più giovane; il personaggio col tempo divenne iconico e conosciuto da tutti con il nome di Spider-Man. Per quanto riguarda invece questi 14 anni di Marvel Cinematic Universe, non c’è stato un prodotto che, almeno sulla carta, fosse rivolto esplicitamente ad un pubblico di giovani fruitori ed è qui che entra in scena la nuovissima serie Ms. Marvel (qui il trailer), distribuita su Disney+.

Gli episodi che aprono la suddetta serie e che presentano Kamala Khan (Iman Vellani), la giovane eroina di origine pakistana, puntano proprio verso un tipo di narrazione dinamica e innovativa, in un certo senso slegata da quella classica dei Marvel Studios che abbiamo conosciuto fin qui e con lo scopo, appunto, di coinvolgere un pubblico giovane e nuovo.

Le prime due puntate della serie, infatti, sono quelle che più spiccano per l’utilizzo di uno stile visivo colorato e metalinguistico, in linea con lo spirito e la personalità della protagonista. A tal proposito si potrebbe dire che certe scelte stilistiche volte a sottolineare lo stato d’animo dei personaggi, in particolare di Kamala, svolgono la stessa funzione delle didascalie che accompagnano le storie a fumetti. Questo stile, fino ad ora inedito nell’MCU, può essere visto come un pregevole tentativo da parte della casa di produzione di volere osare e sperimentare maggiormente con i propri prodotti, e si può tranquillamente affermare che una piattaforma come Disney+ si presta decisamente bene ad accogliere nel suo catalogo una serie con tali intenzioni.

Non a caso, anche WandaVision, in un certo senso, si apriva con episodi caratterizzati da una buona dose di sperimentazione e proprio come avveniva con la serie dedicata ai due Vendicatori, Ms. Marvel parte con ottime premesse per poi calare sul finale, non riuscendo a mantenere un livello di qualità particolarmente costante, come quasi tutti gli altri prodotti a puntate targati MCU disponibili sulla piattaforma.

Ms. Marvel recensione serie Disney+

La serie tenta di affrontare tematiche non solo di tipo supereroistico, difatti, col proseguire della narrazione, vengono toccati anche argomenti più vicini a noi comuni spettatori e non sono rari i riferimenti a temi socio-culturali molto attuali. Si parla spesso dell’integrazione pakistana nella società americana odierna, ma non solo: un’interessante parentesi viene aperta nel momento in cui si parla del passato dei membri della famiglia Khan, facendo riferimento agli eventi che coinvolsero l’India negli anni ’40 e che portarono all’evento storico noto come Partizione. Purtroppo, però, sebbene questi argomenti vengano introdotti nel corso delle puntate, non vengono approfonditi adeguatamente, quasi come ci fosse, da parte dei Marvel Studios, il timore di distaccarsi troppo da una narrazione leggera e poco impegnata.

Seppur Iman Vellani sia un’ottima Kamala Khan, sono state perse, dunque, alcune occasioni per costruire in modo migliore la tridimensionalità del suo personaggio e per tratteggiare la sua psicologia. Questo aspetto probabilmente non costituisce un grosso difetto agli occhi del pubblico target della serie, ma potrebbe essere un problema se chi fruisce il prodotto è uno spettatore maggiormente attento a queste dinamiche e allo sviluppo dei personaggi, che non devono fermarsi solamente a far sfoggio delle loro capacità, ma che debbano in primo luogo seguire un arco narrativo convincente oltre che avvincente che conduca ad una loro evoluzione.

Ms. Marvel nel complesso è quindi un prodotto discretamente confezionato e nonostante pecchi di coraggio per alcune scelte, può definirsi sicuramente una serie godibile, che sa regalare buoni momenti emozionanti e spassosi i quali, nonostante qualche scricchiolio e un po’ di amaro in bocca per l’ennesima occasione sprecata nel tentativo di esplorare nuove soluzione narrative, riusciranno ad intrattenere e raccogliere i consensi di una larga fetta di pubblico.

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