#DassCineSummer: rom-com da vedere in estate

DassCineSummer, la rubrica estiva di dasscinemag

Secondo appuntamento di DassCineSummer, la rubrica di DassCinemag che nasce con lo scopo di tenervi compagnia durante le calde giornate di agosto. Tema di questa puntata: l’amore. Oggi i nostri redattori vi consigliano alcune commedie romantiche che amano guardare in estate.

TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL’AZZURRO MARE DI AGOSTO (1974; Lina Wertmüller)

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare di agosto, la recensione del film

Se Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (trailer) fosse uscito negli ultimi anni, sarebbe stata una pellicola di forte discussione per la crudezza del rapporto maschilista di Gennarino (Giancarlo Giannini) verso Raffaella (Mariangela Melato). Lei è una viziata borghese di Milano che passa le vacanze su uno yatch e rimarca continuamente il suo status “superiore”. Atteggiamento che infastidisce Gennarino, un siciliano che vive da sottomesso sia nel senso lavorativo che sociale. Un chiaro riferimento al divario tra nord e sud che vigeva negli anni 70, ma, in parte, ancora oggi. Proprio questo divario è il tema principale del film, dichiarato con la crudezza e la brutalità di Gennarino, che, stanco della sua vita, sfoga la sua frustrazione sulla donna quando naufragano sull’isola, fino a sfociare nella violenza sessuale.

Ma proprio con la rozzezza, Raffaella, pian piano, cambia atteggiamento, accettando e, addirittura, ricercando questa “violenza” che la eccita e inverte il ruolo tra i due: Gennarino acquisisce una posizione predominante, aiutato dall’essere l’unico che sa come sopravvivere in quell’ambiente ostile, abituato alle avversità della sua vita; Raffaella, da padrona, finisce per essere schiavizzata e usata per soddisfare l’uomo. Con l’accettare e ricercare questa sottomissione, la donna smaschera la vera natura della borghesia che copre la propria insensibilità e corruzione con atteggiamenti patinati. Un po’ quello che siamo abituati a vedere con i social, dove molte persone si mostrano umane e felici ma velano il loro vero essere, dimenticandosi che la loro aridità viene fuori, come è capitato a Raffaella, nei momenti difficili e inaspettati.

Di Carmine Faiella

BEFORE SUNRISE (1995; Richard Linklater)

before sunrise, la recensione del film

Cosa succederebbe se incontrassi la tua anima gemella su un treno e sapessi che siete destinati a non vedervi mai più? Jesse (Ethan Hawke) sta andando a Vienna per prendere un aereo per tornare a casa, negli Stati Uniti. Céline (Julie Delpy) è invece diretta a Parigi, dove studia. I due, però, iniziano a chiacchierare e a piacersi, e non smettono più per tutto il giorno e tutta la notte. La ragazza decide infatti di accettare l’invito a scendere dal treno e trascorre quelle ventiquattro ore di giugno in giro per la capitale austriaca con Jesse, a discutere di vita, amore, filosofia, religione e delle proprie convinzioni. Nasce così una delle storie d’amore più oneste e romantiche del cinema recente, destinata a svilupparsi grazie ad altri due episodi: Before Sunset e Before Midnight, tutti girati a nove anni di distanza l’uno dall’altro. La trilogia è diretta dallo stesso regista Richard Linklater e ha come protagonisti i medesimi attori, che vediamo crescere coi film: da ventenni spensierati a trentenni insoddisfatti, fino a diventare quarantenni disillusi.

Before Sunrise (trailer) è un film lineare, dolce, toccante e di cuore. In appena un’ora e venti minuti conosciamo i protagonisti, ci affezioniamo a loro e li vediamo innamorarsi e lasciarsi, promettendosi di rivedersi da lì a sei mesi. I due sono ragazzi brillanti, intelligenti, pieni di sogni e di ambizioni, consapevoli di cosa vogliono dalla propria vita; eppure, quell’incontro sul treno li sconvolgerà per sempre, dimostrandosi molto più di una cotta passeggera.

Di Eleonora Lavia

IL FAVOLOSO MONDO DI AMÉLIE (2001; Jean-Pierre Jeunet)

Il favoloso mondo di amelie, la recensione del film

31 agosto 1997, Lady D muore all’improvviso in un incidente d’auto. Amélie Poulain, dalla lontana Parigi, sente la notizia alla televisione e la sua vita cambia per sempre. Jean-Pierre Jeunet incanta e conquista il mondo intero con una love story dai tratti impressionisti nella città dell’amore più famosa al mondo. L’immagine si colora di un giallo innaturale, i soprammobili parlano ai protagonisti e una macchinetta per fototessere rivela la curiosa presenza di un fantasma. È un mondo dolce e innocente, dove tutto è alla portata di un dito e sembra bellissimo. Sembra una fiaba in cui ogni problema può risolversi e niente può fare del male ad Amélie. Tuttavia, per quanto tutto sembri divertente, Amélie si sente sola e si è sempre sentita così. Un giorno, però, incontra Nino (Mathieu Kassovitz), un ragazzo strano e disabituato ai rapporti sociali, proprio come lei, e con lui inizia un rincorrersi senza fine tra misteri e incontri magici, come solo può essere il mondo vissuto da due persone che stanno per innamorarsi.

 Il favoloso mondo di Amélie (trailer) fa ridere, piangere e divertire spassionatamente. Nonostante sia un film europeo, guadagna 5 nomination agli Oscar. Nel bene o nel male, è difficile rimanergli indifferenti. Stupisce la storia, ma soprattutto le piccole scelte, come la colonna sonora di Yann Tiersen, nota persino a chiunque non abbia visto il film, la fotografia super satura di Bruno Delbolnnel o l’interpretazione eccellente di Audrey Tatou. Ogni cosa contribuisce a creare un film che vive di un respiro proprio, un microcosmo, una finestra ritagliata nella grande metropoli di Parigi attraverso cui vedere che gli esseri umani possono essere una cosa bellissima.  Un’estetica che non riesce ad invecchiare e un racconto che fa venire voglia di aprire la porta di casa, uscire e aprirsi al mondo, agli esseri umani, a una vita piena di opportunità.

Di Daniele Fabietti

MEET CUTE (2022; Alexandre Lehmann)

meet cute, la recensione del film

Una buona rom-com solitamente segue uno schema preciso: una breve introduzione e poi l’evento principale il “meet cute”, ovvero l’incontro tra i due personaggi principali destinati a diventare una coppia. Successivamente il film prosegue creando un piccolo idillio che viene però spezzato da un evento che porta i due innamorati a separarsi e, in seguito, a ritrovarsi più forti di prima per l’immancabile happy ending. Ma se, invece di seguire lo schema alla lettera, si riproponesse all’infinito solo il meet cute costruendoci intorno tutto il resto? Questo è ciò che accade in Meet Cute (trailer), scritto da Noga Pnueli e diretto da Alexandre Lehman.

Sheila (Kaley Cucco) incontra Gary (Pete Davidson) in un bar e decide di fare il primo passo offrendogli un drink; la chimica tra i due è innegabile mentre li seguiamo passo dopo passo nel loro primo appuntamento, eppure, c’è una nota stonata in sottofondo. Sheila, infatti, confessa di poter tornare indietro nel tempo e di aver scelto consapevolmente di voler continuare a rivivere quel giorno “perfetto” per il resto dell’eternità. Gary appare dapprima scettico poi, confuso e spaventato, decide di mettere fine alla serata con uno sterile saluto, cosa che non turba minimamente la donna. Da questo momento continuiamo a vedere i due protagonisti alle prese con il loro perenne primo appuntamento tra scene divertenti e litigi furibondi ogni volta che Sheila, con la speranza che Gary ricordi qualcosa, confessa di essere la responsabile di quel loop. La trama però si apre anche a vari scenari in cui ci verrebbe da pensare a Gary non solo come “vittima” della scelta di Sheila ma anche come, in parte, una sua creazione. Una rom- com, quindi, decisamente fuori dal comune che vale la pena di guardare.

Di Marina Anzellotti

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