Bullet Train, la recensione: un dinamico e colorato deja-vu

bullet train recensione film David Leitch con Brad Pitt

David Leitch con il suo Bullet Train (trailer) realizza un film pensato da stuntmen per il gusto di esaltare il mestiere e sebbene ci venga offerto un cast stellare con Brad Pitt in prima fila e un dispendio di fondi economici considerevole, l’opera non lascia nulla di memorabile sembrando piuttosto un dinamico e colorato deja-vu.

All’inizio degli anni ’90 il regista americano indipendente Quentin Tarantino con due soli film cambiò il modo di realizzare e vendere i film americani esterni alle logiche della grande Hollywood. I suoi primi due film Resevoir Dogs e Pulp Fiction indicarono la via a moltissimi giovani autori che presero come modello quello stile in grado di fondere cinema di genere ad analisi metacinematografica e di trasformare scene di violenza estrema in giocosi momenti ironici.

Improvvisamente il Sundance di Park City, così molti altri festival, si ritrovarono in programma diversi epigoni dello stile di Tarantino. Di tutta quella immensa onda di film girati spesso a basso budget e venduti a prezzi convenienti rimasero poche opere da ricordare e dei tanti giovani autori emergenti solo alcuni riuscirono ad avere una carriera degna di questo termine. Vale la pena ricordare tanto il messicano Robert Rodriguez quanto l’inglese Guy Ritchie, che contrariamente ai loro colleghi emergenti riuscirono a sfruttare l’onda Tarantino senza venirne travolti, creando uno stile ed una firma in grado di contraddistinguerli ancora oggi. Quasi trent’anni dopo il fenomeno creato dai primi lavori di Tarantino, ecco arrivare in una forma blasonata e lussuosa un prodotto che sembra provenire direttamente da quell’epoca.

Bullet Train

Lo stuntman e regista Leitch realizza un film finalizzato al puro divertimento con tutte le caratteristiche delle opere clone di Tarantino degli anni ’90, ma con un budget immensamente superiore seppure senza alcun guizzo di originalità. E se almeno le opere del filone potevano risultare nuove e frizzanti, Bullet Train si rivela del tutto privo di novità e sinceramente fuori tempo massimo rispetto al cinema americano contemporaneo.

Un cast che toglie il fiato, capireparto oro zecchino e mezzi di altissimo livello non sembrano bastare a fare del b- movie di Leitch un prodotto degno di paragoni con la cultura pop contemporanea e sebbene ci si possa ritenere soddisfatti della presenza sulla scena di volti emergenti come alcuni interpreti di Atlanta, Brian Tyree Henry e Zazie Beetz, e di alcuni cameo lussuosi come Sandra Bullock e Ryan Reynolds, il film è vittima di un costante autocompiacimento che indebolisce la presa sul pubblico e corrompe perfino i colpi di scena.

Sebbene i mezzi siano altissimi e le scene d’azione sofisticate, c’è una noia costante nella visione dell’opera che deriva dalla sensazione di avere già visto tutto quello che capita sullo schermo e quando finalmente compare qualcosa di nuovo sembra non andare oltre la svolta sciocca per spiazzare in modo un po’ demenziale lo spettatore. Siamo insomma davanti ad un film costoso ma fuori tempo, con i mezzi per essere un blockbuster ma poche idee buone per concretizzarne il potenziale.

Bullet Train è nei cinema dal 25 agosto.

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