Armando Iannucci è un poliedrico artista inglese con un curriculum di tutto rispetto come showrunner ed autore di testi. Fra le serie di maggiore importanza per la carriera di Iannucci si ricordano il prodotto britannico di satira politica The Thick of It (2005 – 2012) con Peter Capaldi e Chris Addison ed il suo quasi corrispondente americano Veep – Vicepresidente Incompetente (2012 – 2019) con Julia Louis-Dreyfus. Iannucci è anche un regista cinematografico piuttosto interessante, autore di tre film molto curiosi come le satire politiche In the Loop (2009) e Morto Stalin, se ne fa un altro (2017) ed il recente multietnico La vita straordinaria di David Copperfield (2019).

Con la serie Avenue 5 ( trailer) torna alle origini della sua attività di showrunner, i tempi in cui faceva satira parlando del futuro con Time Trumpet (2006), fondendo i temi di satira politica e sociologica che hanno caratterizzato gli ultimi 14 anni della sua attività. Già confermata da HBO per una seconda stagione, consolida l’amicizia e la collaborazione di Iannucci con il carismatico Hugh Laurie, indimenticabile Dr. House e volto iconico della storia postmoderna della televisione americana. Laurie come Iannucci è inglese ed in questa particolare occasione dimostra la sua capacità di saper recitare tanto in accento british quanto in tipico accento americano, interpretando il ruolo di un attore inglese ingaggiato per impersonare il capitano americano di una futuristica astronave da crociera persa tragicamente nello spazio.

Negli escrementi galleggianti in orbita intorno all’astronave da crociera Avenue 5, alcuni membri dell’equipaggio ed alcuni clienti riescono a vedere il volto di un famoso papa con tutte le conseguenze spirituali o integraliste del caso.

La serie televisiva è la chiara metafora del mondo in cui viviamo dove le persone sono suddivise per qualità delle proprie risorse economiche, gli amministratori che li governano o comandano sono talvolta attori succubi e inadeguati di grandi imprenditori multinazionali e le logiche del mercato valgono più delle logiche umanitarie. L’astronave Avenue 5 vaga nello spazio in balia delle imprecisioni dei tecnici compiacenti dei politici, degli errori di amministratori incapaci e delle difficoltà degli specialisti realmente competenti di farsi ascoltare o considerare dal popolo o dal potere. Come se non bastasse l’attrito dell’immensa astronave rende impossibile sbrazzarsi dei defunti che finiscono per ruotare intorno ad essa ed alle finestre panoramiche da crociera come piccole lune e perpetui presagi di morte.

Il vertice massimo del gioco metaforico si raggiunge fra la sesta e settima puntata, quando il proprietario dell’astronave decide di rendere gradevole l’immenso anello di escrementi e cadaveri che ruota intorno alla nave attraverso perpetui effetti di luci laser, trasformandolo in uno spettacolo di piacere e speranza per i clienti della crociera. Nella settima puntata alcuni turisti penseranno di riconoscere il volto di un famoso papa fra gli escrementi e le luci al laser e si svilupperà un pensiero religioso ed un culto estemporaneo che gli amministratori della nave dovranno decidere se sfruttare o rinnegare.

Avenue 5 è una satira crudele ed efficace del nostro pianeta che passa con sapienza fra serie di culto come Love Boat, Star Trek e Battlestar Galactica in tutte le loro declinazioni generazionali.

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