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Mr. Turner (trailer), dodicesimo lungometraggio di Mike Leigh, presentato alla 67esima edizione del  Festival di Cannes, narra gli ultimi 25 anni di vita del celebre pittore britannico, considerato uno dei precursori dell’impressionismo e soprannominato “il pittore della luce”, per mettere in risalto l’uomo con tutte le sue imperfezioni e limiti ma anche sua la nobiltà e  genialità.

Turner (Thimoty Spall), pittore affermato, vive con il padre William (Paul Jesson) e la domestica Hannah (Dorothy Atkinson) e incontra di rado Sarah, madre delle sue due figlie. La ricerca di ispirazione lo porta a Margate, città marinara, dove frequenta la locanda di Mrs Booth (Marion Bailey) di cui si innamora. Nel mentre continua a dipingere, entra in contrasto con chi non capisce la sua arte fino a quando non sopraggiungerà la malattia che lo portarà alla morte 19 dicembre 1851.

Leigh adotta una narrazione cumulativa, centrata su eventi privi di nessi causali, ellittica, dove fondamentale (come del resto in gran parte del suo cinema) risulta essere il dettaglio rivelatore. E lo stesso pubblico viene chiamato dal regista a cogliere questi piccoli momenti di rivelazione. Ne è esplicitazione la scena in cui il padre di Turner chiede a Mary Sommerville (Lesley Manville), matematica e astronoma, se riesce a individuare l’elefante che il figlio ha dipinto in Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi. Con questa scelta il regista si tiene lontano da qualsiasi intento celebrativo e accento romantico restituendoci l’uomo nella sua complessità e nelle sue contraddizioni.

Da un lato abbiamo l’artista, in grado di creare immagini sublimi, affascinato dalla maestosità della natura e il cui intento è quello di fissare la luce sulla tela. Dall’altro un uomo scontroso, solitario, brutale e a tratti volgare (dirà che le Fiandre sono “piatte come la tetta di una strega”). Turner ha difficoltà ad amare, ha avuto una famiglia disfunzionale (altro tema ricorrente del cinema di Leigh): a 8 anni muore la sorella, la madre muore in manicomio, è separato da una donna che lo odia e ha due figlie di cui non si interessa (tanto da arrivare a dire di non avere figli).  Si sente solo nonostante sia spesso insieme a qualcuno, grugnisce per tentare di controllare ciò che si agita nel suo animo. Il suo carattere animalesco emerge, in particolare, dal suo rapporto con la domestica: lei resta spesso in silenzio, servizievole, nonché innamorata di lui; Turner, al contrario, la tratta con indifferenza e la usa per sfogare una pulsione sessuale. Eppure è anche dotato di una grande nobiltà d’animo, come nella scena in cui dichiara il proprio amore a Mrs Booth paragonandola ad Afrodite.

Turner ha due facce e l’una non potrebbe esistere senza l’altra. Questo dualismo risulta evidente quando il pittore chiede a una donna di suonare Il lamento di Afrodite del compositore Henry Purcell: lui si commuove e inizia a cantare, non ricordando le parole e con una voce sgraziata e cupa. Leigh non dimentica, inoltre, di delineare le persone e gli ambienti con cui si scontra e che non lo comprendono: dai membri della Royal Academy of the Arts che non capiscono il suo ideale di bellezza e arriveranno a dichiararlo sull’orlo della pazzia, alla presa in giro di cui è vittima e testimone da parte di uno spettacolo popolare, fino ai membri di una conferenza durante la quale espone le sue osservazioni sul colore, e che lo osservano stizziti. Né il periodo di rivolgimenti a cui Turner assiste: la costruzione delle ferrovie e la nascita della fotografia.

Proprio quest’ultima viene vista dal pittore con un misto di attrazione e paura. Attrazione: la fotografia non potrebbe esistere senza la luce, laddove questa rappresenta la vita e il suo opposto,il buio, la morte  (e l’ultima frase che dirà prima di morire sarà: “il sole è Dio”). Paura: perché la fotografia potrebbe condurre la pittura al capolinea. Infatti si sorprende che le foto non siano a colori ma in bianco e nero, augurandosi che restino cosi’ a lungo. Poco più tardi, quando andrà a fare una foto insieme a Mrs Booth, dirà che presto i pittori andranno in giro per il mondo con una “scatola” invece che con la tavolazza, facendo seguire l’immancabile grugnito di disapprovazione. E Il regista sembra rivedersi, almeno in parte, nel pittore, nel suo rifiutare di seguire il mercato, i gusti, e nella perseveranza con cui persegue la sua ricerca: in fondo Turner se ne infischia del denaro e vorrebbe solo che le sue opere fossero esposte in luogo unico, tutte insieme, visibili al pubblico e gratis.

Con Mr. Turner, Mike Leigh ha restituito, in maniera straordinaria, il ritratto di uomo complesso, difficile, ma geniale e moderno. Al risultato complessivo, contribuiscono in maniera determinante il lavoro del direttore della fotografia Dick Pope, per riproporre i toni dei dipinti di Turner e in particolare le sfumature di luce ( il giallo è un colore che ritorna costantemente all’interno dell’inquadratura), e la magistrale interpretazione di Timothy Spall, attore feticcio del regista, e vincitore del Prix d’interpretation masculine a Cannes. Il film è disponibile su Amazon Prime Video.

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