
Chandler: «Sono a pezzi e ho tanto bisogno d’affetto!» (Friends, stagione 3, episodio 4)
Il 28 ottobre del 2023, su ogni pagina social, c’è il volto di Chandler Bing. A quasi vent’anni dall’ultimo episodio di una delle serie più amate al mondo, migliaia di fan si stringono nel dolore per la perdita di Matthew Perry, per tutti “Chandler di Friends”. Al tg ne rivediamo le scene più iconiche, la strada davanti al celeberrimo appartamento di New York scoppia di fiori, addirittura, in alcune chiese, le campane compongono il motivo della sigla della serie. Che l’attore avesse una vita difficile fuori dal set era ormai di dominio pubblico ed era stato lui stesso a mettersi a nudo nella sua autobiografia Friends, Amanti e la Cosa Terribile, caso editoriale pubblicato solo un anno prima. La sua scomparsa, però, ha sicuramente sollevato moltissime domande. Domande a cui tenta di rispondere The One About Matthew Perry (trailer), il documentario Netflix in tre episodi di Mary Robertson.
La storia dell’attore è ricostruita in ordine cronologico alternando filmati d’archivio, foto e video personali e interventi di persone vicine a Perry. Amici, colleghi e, soprattutto, sua sorella Mia Perry Bowick. Impariamo a conoscere l’uomo dietro al personaggio osservando la sua vita, dall’infanzia alla celebrità, assistendo alla sua ascesa professionale e alla discesa nella dipendenza. È evidente come si sia giocato molto sul parallelismo tra Matthew e Chandler (soprattutto nella prima puntata) a cominciare dal titolo del documentario che riprende esplicitamente quelli degli episodi di Friends. Lo stesso Matthew Perry, in diversi spezzoni di interviste, spiega di aver fortemente voluto quel ruolo per la somiglianza tra lui e il personaggio. Una cosa che emerge fortemente dalla narrazione, infatti, è il bisogno quasi morboso di Perry di far ridere. Far ridere per sentire la propria esistenza legittimata, esattamente la caratteristica principale di Chandler.

Eppure, nel documentario, la serie TV è solo una breve parentesi, qualcosa di marginale nella vita dell’attore. Complice il rifiuto dei membri del cast di partecipare al progetto perché ancora alle prese con l’elaborazione del lutto. Sicuramente i fan affamati di nuovi aneddoti sulla loro serie del cuore rimarranno un po’ delusi. C’è però un momento che cerca di sanare questa mancanza ed è l’immagine evocata da Mia Perry Bowick dei cinque attori di Friends stretti attorno alla bara dell’amico e collega. Per gli amanti della serie è un sollievo, un modo per curare finalmente la ferita apertasi con la morte dell’attore. Chandler può riposare in pace, ha ancora i suoi amici attorno.
L’ultima parte della narrazione si concentra sugli sviluppi e sulla conclusione dell’inchiesta attorno alla morte di Perry. Anche su questo punto, pur con il cuore pesante, possiamo scrivere la parola fine.
Sotto il punto di vista tecnico, il documentario ha una struttura ripetitiva che, in tre episodi della durata di un’ora, rischia di annoiare. The One About Matthew Perry lascia con l’amaro in bocca perché ci mette davanti alla realtà di un uomo che in molti abbiamo sentito vicino, quasi fosse un membro della famiglia, ma che nessuno conosceva davvero. La cosa più bella, quella che rimane alla fine, però, è l’immagine di un uomo che ha sempre provato a migliorare la propria situazione, di un artista che non ha esitato a offrire la propria esperienza per aiutare chi combatteva i suoi stessi demoni. Qualunque fosse lo scopo del documentario, è finalmente riuscito a ricucire i bordi di una ferita aperta da tre anni, ferita che continuerà a fare male, ma che inizierà a guarire.

