Scambio di bugie: la recensione della nuova miniserie Netflix

Scambio di bugie, la recensione a cura di DassCinemag

Scambio di bugie (trailer) è la nuova miniserie thriller svedese ambientata tra Stoccolma e la Sicilia. Protagoniste sono due coppie che decidono, senza conoscersi, di fare uno scambio di case. Dietro a questo gesto, che sembra essere l’idea perfetta per una vacanza da sogno, si celano segreti e misteri che vengono a galla grazie a indizi seminati sin dai primi momenti della serie.

L’intera vicenda inizia in medias res con un episodio che incuriosisce lo spettatore e stabilisce il tono della miniserie: un corpo viene investito da un’auto. Da questo momento, la narrazione procede con l’alternarsi delle vicissitudini delle due coppie, facendo emergere gradualmente le crepe dietro un’apparente quotidianità. Helene (Frida Gustavsson) e Carl (Fares Fares) lasciano la loro abitazione nell’arcipelago di Stoccolma per trasferirsi nella villa siciliana di Scarlett (Emma Appleton) e Adam (Jakob Oftebro), mentre questi ultimi prendono temporaneamente il loro posto. Quello che dovrebbe essere un semplice cambio di scenario si trasforma presto in un gioco di diffidenza, omissioni e verità nascoste. 

Diretta da Kasper Barfoed e tratta dal romanzo Bytet dello scrittore svedese Stefan Ahnhem, la miniserie si muove all’interno dei codici del nordic noir, sfruttando soprattutto il contrasto tra i due paesaggi. Da una parte, la luce mediterranea, gli spazi aperti e i colori caldi della Sicilia; dall’altra, le atmosfere più fredde dell’arcipelago svedese. Due scenari apparentemente opposti che finiscono per condividere la stessa inquietudine. Le abitazioni, anziché rappresentare luoghi di intimità e sicurezza, diventano spazi estranei, nei quali ogni oggetto può trasformarsi in un indizio e ogni dettaglio alimentare il sospetto.

È proprio l’ambientazione italiana a rappresentare uno degli aspetti più piacevoli di Scambio di bugie. La Sicilia non viene utilizzata come un pretesto per costruire una galleria di personaggi caricaturali, né per ricorrere a quell’italianità stereotipata che spesso accompagna le produzioni ambientate nel nostro Paese. La regia, affidandosi alla forza visiva dei paesaggi, valorizza la dimensione mediterranea. Le canzoni italiane, come La Bambola di Patty Pravo e Sarà perché ti amo di Ricchi e Poveri, riescono a creare un’atmosfera suggestiva ma senza diventare un elemento folkloristico.

Un problema emerge, invece, sul piano della costruzione narrativa. L’apertura riesce a innescare grande curiosità ma gli indizi, anziché comporre un mistero sempre più articolato, conducono abbastanza presto verso una direzione riconoscibile. Le possibilità interpretative si restringono e ciò che inizialmente sembrava un intricato gioco di inganni diventa progressivamente prevedibile. Tuttavia, Scambio di bugie, con i suoi quattro episodi, risulta un thriller molto piacevole per addentrarsi nel panorama cinematografico svedese.

Disponibile su Netflix.

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