Space Jam: New Legends, recensione: la giostra del citazionismo

Space Jam: New Legends recensione film Lebron James DassCinemag

L’iconico lungometraggio della Warner Brothers del 1996 ha finalmente un seguito: con Space Jam: New Legends (trailer) si passa dalla leggenda del basket Michael Jordan a Lebron James, ma la formula non cambia pur rinnovandosi con alcuni dettagli ed imparando dalla scuola dei multiversi e del videogioco di Ready Player One, sempre Warner e diretto da Steven Spielberg. La produzione passa dalla regia di Joe Pytka, veterano del videoclip e dello spot pubbliciatrio, a quella dell’afroamericano Malcom D. Lee, con molte serie tv e film di genere alle spalle incluso il quinto Scary Movie.

La storia è sempre quella: un grande campione di Basket si ritrova a dover sostenere la sua partita più difficile nel mondo dei cartoni animati, in questo caso un metaverso di prodotti in franchise della Warner, aiutato dai leggendari Looney Tunes per salvare il mondo dei cartoni e della sua infanzia, ma anche il rapporto con suo figlio.

Infarcito di citazioni nerd, fotomontaggi divertenti e divertiti con i grandi successi Warner degli ultimi trent’anni e ricco di easter eggs nascosti ad arte fra una scena e l’altra, il film è il simbolo del suo tempo: un prodotto finalizzato ad esaltare i prodotti dell’universo Warner e ricco di autocitazioni che faranno impazzire il popolo della rete ed i fan più nerd dei vari franchise citati.

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In un’epoca dove il cinema non basta più e la commistione con il videogioco, lo streaming, la rete, l’evento virtuale e il crossover impossibile imperano, ecco arrivare un prodotto dove tutti i personaggi della nota casa di produzione, inclusi Harry Potter, Matrix e Rick and Morty, interagiscono con Bugs Bunny, Silvestro e Lebron James creando un vero helzapoppin a metà fra il già citato Ready Player One e una mostra del fumetto con cosplay contest.

Il punto di forza del progetto sono gli effetti speciali e la gag imprevedibile, che si ripete per tutto il film, in cui a turno i Looney Tunes si trasformano in altri personaggi a marchio Warner, come Bugs Bunny che diventa Batman o la nonnina che diventa Trinity di Matrix, creando una giostra di giochi, citazioni e rimandi che diverte alla prima visione ma forse perderà mordente con il passare degli anni e con il mutamento delle mode.

Al centro del racconto ci sono solo personaggi afromericani e i volti bianchi o asiatici sono pochissimi e relegati a comparse (altro segno dei tempi), mentre il film si disvela per quello che è, un gioco gustoso con lo spettatore, una sorta di sfida ad indovinare quale film o serie tv sarà citata. Appunto, però, la formula colpisce al primo impatto per poi lasciare l’amaro in bocca quando una volta usciti dalla sala si comincia a riflettere su cosa in effetti si è davvero visto.

Alla fine della festa con Space Jam: New Legends siamo davanti a un ottimo prodotto di intrattenimento per famiglie, una buona scusa per tornare tutti insieme al cinema, perfetto per una cesta di pop corn e una soda, ma che difficilmente si conquisterà un posto fra le leggende Warner che cita dal primo all’ultimo fotogramma. Insomma, un giocattolo colorato e ben musicato che distrae ma non va oltre l’effetto giostra lasciandoci poco o niente come messaggio o spunto di riflessione.

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