September Mornings, recensione della serie su Amazon Prime Video

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In una cultura prevalentemente binaria ed eteronormata com’è la nostra, è solo di recente che le rappresentazioni queer si sono imposte come una necessità, e September Mornings (trailer) s’inserisce in questa realtà in un modo tutto suo. Se infatti la rappresentazione artistica è una necessità riconosciuta, è ancora dibattuto il modo con cui la suddetta rappresentazione dovrebbe avvenire, tanto che spesso si ricade nel tokenismo, tendenza ancora molto in voga.

O ancora, si rischia la stereotipia, facendo della “stranezza” un feticcio per un pubblico bianco e cisgender. Opinione diffusa è infatti che, nell’urgenza di rispondere alla richiesta del pubblico, si producano film e prodotti seriali che puntano più a spuntare una casella che a restituire un prodotto interessante. Non è così che si costruisce una narrazione alternativa e autenticamente interessante, e September Mornings se ne rende perfettamente conto.

La storia che racconta è infatti quella di Cassandra, che è prima di tutto una persona, non una macchietta, e della rete di relazioni che avvolge questa donna transgender impegnata a sopravvivere con un bistrattato lavoro di corriere in una frenetica e globalizzata Sao Paulo. Interpretata dalla cantante transgender Liniker, Cassandra è una donna sottoproletaria costretta ad avere a che fare con un capitalismo spietato, e che sogna il riscatto sociale attraverso la musica.

Ma non basta il lavoro, e non basta una relazione con un uomo con cui progetta di andare a convivere: la nostra vita, ci ricorda September Mornings, è un reticolo di relazioni da cui non ci si può sfilare. A Cassandra si presenta una donna, una vecchia fidanzata, con un figlio di dieci anni, residuo di una passato che non sapeva di avere.

Ecco allora che l’identità diventa, non solo qualcosa di cangiante, ma anche di conflittuale. La donna, che continua a percepire Cassandra come una figura maschile, ha bisogno di aiuto: il figlio che accudisce da sola è un fardello troppo pesante, e la vita che gli può offrire, dormendo in una macchina, non ha prospettive. Questo è quanto basta per creare un intreccio interessante.

Un intreccio privo di pretestuosità, che si snoda nella creazione di un personaggio a tutto tondo, che non risponda solamente alla versione comunemente proposta del modello queer, piatta e priva di realtà. La caratterizzazione queer è certamente rilevante, poiché determina in modo incontrovertibile l’esistenza di un essere umano, ma non la risolve nella sua interezza.

September Mornings si presenta come un crudo e interessante spaccato di realtà dall’ambizione ben superiore alla semplice rappresentazione: quella che vediamo è una storia, la storia di Cassandra, ed è in grado di interessare lo spettatore attraverso la propria onestà. E questo, per quanto possa sembrare scontato, è tutto ciò che si richiede alle storie.

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