The Toxic Avenger, la recensione del film di Macon Blair

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Il Vendicatore tossico è un supereroe cinematografico nato sulla falsariga dei personaggi Marvel Comics e DC Comics nel 1984 dalla mente dei registi indipendenti Michael Herz e Lloyd Kaufman, contrariamente ai supereroi canonici le storie del Toxic Avenger sono rivolte ad un pubblico più adulto, non sono per famiglie e si snodano in un contesto trash slasher con forti punte nel sottogenere splatter ed una robusta dose di commedia sexy adolescenziale per maschietti etero basici. Fin dal suo primo film questo personaggio ha prodotto scandalo, infastidendo, turbando, disgustando con contenuti violenti e demenziali che alcuni spettatori non sapevano in alcun modo come gestire. Questo prodotto al limite ha però nel corso degli anni sviluppato un gusto o forse dovremmo sostenere un non-gusto per l’orrido ed il demenziale che ha prodotto un vero filone di opere che arriva tranquillamente fino al franchise odierno di The Terrifier.

La genesi che partendo dal film del 1984 ci ha portato fino a questo reboot del 2025 è assolutamente unica nella storia del Cinema e merita una ricostruzione perchè alla fine questo personaggio da solo è un vero case study del nostro tempo, l’unico personaggio che si conosca ad essersi evoluto dal profondo trash fino ad essere un prodotto commerciale di fascia alta e addirittura un titolo da Festival.

Michael Herz ha esordito come produttore del collega Kaufman nella commedia sexy Squeeze Play un prodotto a bassissimo costo che potremmo paragonare ai nostri film “cornetti alla crema” (commedie sexy anni settanta con Alvaro Vitali o Lino Banfi), un sottogenere della commedia con mero scopo commerciale che ha visto il suo vertice con i film Porky’s e American Pie. Herz l’anno seguente avrebbe girato da regista un’altra commedia sexy intitolata Waitress! sulla falsa riga del film di Kaufman. Lloyd Kaufman proviene come Herz dalla commedia sexy a basso costo e dal cinema demenziale, i suoi primi lavori sono principalmente destinati al mercato Home Video e tutta la sua attività si regge sulla produzioni di piccoli film da vendere poi sul mercato internazionale con particolari risultati a Cannes.

Nel 1984 con il film The Toxic Avenger – Il vendicatore tossico i due registi cambiano il loro settore di azione aggiungendo alla commedia sexy demenziale le tinte dell’horror, una decisione eccentrica che però frutterà a entrambi successo ed un buon flusso di vendite mondiali. Questo film del 1984 fa da modello o se vogliamo da prototipo per un filone incredibile di commedie horror slasher, se ne contano almeno 142 film ambientati nello stesso universo del vendicatore tossico, una cifra che nemmeno l’universo MC e quello DC possono vantare. La storia dell’originale Toxic Avenger si svolge nella città di Tromaville collocata poco lontano da New York, lo capiamo perchè sullo sfondo si stagliano spesso le Twin Towers. Nel corso degli anni questo universo ha generato altri supereroi con cui il vendicatore tossico ha potuto interagire come il Sergente Kabuki Man, un poliziotto che diventa uno strano samurai kabuki dopo aver mangiato del sushi radioattivo e l’uomo delfino. Il modello pubblicitario della Troma passa attraverso video virali, flash mob, incursioni illegali in eventi mondani e molte altre manifestazioni improvvise legate più ai modelli dei centri sociali o delle organizzazioni per i diritti civili che alle promozioni formali corporative. Il regista e sceneggiatore del remake dal titolo omonimo, The Toxic Avenger – Il vendicatore tossico (trailer), è Macon Blair, quasi esordiente alla regia e con alle spalle più che altro film d’orrore come attore e dieci collaborazioni come sceneggiatore,

La mutazione del personaggio rispetto alla saga originale è davvero impressionante, si tratta infatti di adeguare ad una dimensione filmica per un pubblico più ampio e per una nuova sensibilità, complice anche l’evoluzione culturale woke. Il primo vendicatore era un ragazzino sfigato, maschietto basico e un pò tossico con manie da guardone che verrà punito per la sua sbadataggine e per i suoi vizietti con uno scherzo chiaramente ispirato al finale di Carrie, lo sguardo di Satana: sedotto da una ragazza e costretto per un gioco erotico ad indossare un tutù rosa verrà bullizzato, percosso e rischierà di essere perfino brutalizzato. Per salvarsi si getterà da una finestra cadendo su scorie radioattive che lo muteranno. I primi effetti della mutazione saranno forza incredibile, senso per la giustizia ed una nuova sensibilità per il femminile ed i più deboli più un fortissimo odio per criminali e bulli. Il nuovo vendicatore, interpretato dal magnifico Peter Dinklage è invece un addetto alle pulizie di una fabbrica farmaceutica, uomo di mezza età, vedovo e padre di un ragazzo ancora in balia dei tumulti della crescita. Anche le atmosfere che circondano il protagonista sono diverse; nel film originale il sesso è un tema molto presente in una forma che oggi consideriamo senza dubbio tossica, la polizia era nazista ed il sindaco mafioso e pervertito con il vizio di farsi massaggiare da segretarie in bikini sopra delle braciole di maiale (questi tratti assurdi permeano tutto il film del 1984), nella nuova versione l’atmosfera è più coerente al cinema dei supereroi, Kevin Bacon è un multimiliardario con le mani in pasta nelle assicurazioni sanitarie americane, negli abusi edilizi e nella produzione di medicine scadenti per i più poveri. Il nuovo villain veste come Donald Trump negli anni ’80 e sua moglie somiglia in modo impressionante a Melania, l’unica cosa che distingue questo film dai supereroi canonici è la carica slasher e splatter che lo rende inadatto alle famiglie. Il vendicatore tossico è un personaggio rinnovato e adatto ai tempi, con delle connotazioni oscure che lo collocano comunque nel cinema horror, ma decisamente più uniformato ai bisogni del mercato di oggi. Non si deve però pensare che il personaggio non abbia lo stesso potenziale degli altri supereroi, negli anni ’90 infatti la Marvel pubblicò una serie a fumetti proprio su di lui e cercò di renderlo un canonico prendendone i diritti definitivi, cosa che gli autori si rifiutarono di permettere, per meglio capire quest’angolo buio di Hollywood va anche ricordato che Troma Film produsse il musical horror Canniball the musicall di due ragazzi che sarebbero poi diventati famosi per South Park che quindi può essere ascritto fra i figli del folle mondo della Troma Film.

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