#RomaFF17: Causeway, la recensione del film di Lila Neugebauer

Causeway recensione

Presentato in concorso nella sezione Progressive Cinema della 17esima edizione della Festa del Cinema di Roma, Causeway (trailer) di Lila Neugebauer segue il percorso di Lynsey (Jennifer Lawrence) e il suo tentativo di superare il disturbo post-traumatico da stress dopo un tragico evento avvenuto quando si trovava in Afghanistan. La protagonista si sente isolata dal mondo, è sempre stata autonoma e indipendente ma non riesce più ad avere il controllo del proprio corpo. Il film ce la mostra fin da subito incapace di camminare, parlare, persino lavarsi i denti. Quello che prima era normale e quotidiano adesso si è trasformato in un obiettivo da raggiungere.

Ma accanto al trauma legato alla guerra se ne aggiungono altri. Il ritorno a casa è anche il ritorno in un luogo dal quale si è voluto fuggire e che non sembra avere nulla da offrire. I rapporti con la madre Gloria (Linda Emond) sono tesi, non c’è alcun padre ad attenderla e il fratello non si sa bene quale fine abbia fatto. L’incontro con il meccanico James (Brian Tyree Henry) è una boccata d’aria fresca che finirà però col metterla a confronto con ciò che ha sempre negato a sé stessa. Al centro di Causeway vi è dunque il difficile percorso di elaborazione del trauma. Non solo quello derivato dalla guerra, sia fisico che psicologico, ma anche quello legato a un passato che ci si è sempre rifiutati di affrontare. È indicativo il fatto che Lynsey ripeta continuamente al suo medico di sentirsi pronta per tornare in Afghanistan e al proprio lavoro.

Ma non è sola. Anche James deve fare i conti con la tragicità di un evento che lo ha portato ad essere compatito da tutti (ha perso una gamba, ma le ragioni verranno svelate solo in seguito). È grazie all’incontro di queste due anime solitarie e alle prese ciascuna con i propri limiti e debolezze che si avvierà un percorso di analisi di sé e di presa di coscienza, alla ricerca di un futuro nel quale il passato non sia più un peso impossibile da gestire. Un nuovo inizio che renda possibile perdersi negli altri, piuttosto che trasformali in bersagli su cui scaricare colpe, in un mutuo scambio di dolcezza e comprensione.

Peccato che la regia adottata da Lila Neugebauer sia di una piattezza sconcertante, priva di qualsiasi idea, quasi si trattasse di un compitino il più possibile pulito e volto a ingraziarsi il pubblico a suon di intimismo e buoni sentimenti. Mentre l’arco narrativo segue in maniera pedissequa un manualino della sceneggiatura, tra cadute, risalite, piccoli momenti di felicità rubati e crisi di fronte alle quali ci si sente impotenti. Nel corso di tutta la visione si respira aria da Sundance Film Festival e non è un complimento.

Causeway uscirà il 4 novembre su Apple TV+.

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