Niente di nuovo sul fronte occidentale, la recensione del film su Netflix

Niente di nuovo sul fronte occidentale recensione film Netflix DassCinemag

Niente di nuovo sul fronte occidentale, osservando il trailer, sembra presentarsi come un qualcosa di già visto, come una copia di 1917 di Sam Mendes. Guardiamo il film di Edward Berger e cambiamo completamente idea. Ci troviamo davanti ad una realistica quanto cruda rappresentazione della prima guerra mondiale, in ogni sua sfaccettatura. Minuto dopo minuto, abbiamo l’impressione che il paragone con il film di Mendes sia inappropriato, nonostante trattino il medesimo argomento.

Niente di nuovo sul fronte occidentale mostra gli orrori della guerra attraverso gli occhi di una Germania che, nel 1917 (anno di ambientazione dell’opera), è già in ginocchio, stretta da una morsa franco-russa. Non si può non notare come si cerchi in tutti i modi di far passare la Germania per “vittima” della guerra, sfruttando soprattutto la storia di quattro ingenui ragazzi appartenenti alla sfortunata generazione del 1899 che si ritrovano al fronte appena maggiorenni. La storia, però, ci dice ben altro e la Germania ha delle colpe riscontrabili in quel triennio precedente al 1917. Le ostiche trattative con la Francia per un armistizio, ampiamente a favore di quest’ultima, dipingono una fastidiosa immagine di una Germania double-face che da un lato tiene alla vita dei suoi soldati ma che dall’altro non ci pensa due volte a mandarli al fronte.

L’ opposizione soldato-comandante è un argomento che viene spontaneo trattare una volta parlato delle sequenze legate all’armistizio. L’intelligente montaggio alla base del film contrappone immagini di soldati in guerra, che vanno incontro a morti quanto più cruente si possa immaginare, a scene di fastose cene o momenti di pace vissuti dalle alte cariche della Germania. Questa contrapposizione caos-quiete non può che sottolineare un ritornello comune in ogni guerra: i soldati pagano con la vita le decisioni prese da chi non si sporca mai le mani.

Al di là del montaggio, Niente di nuovo sul fronte occidentale presenta una regia quanto mai azzeccata per un film di guerra. Edward Berger ci regala tanti campi lunghi e lunghissimi che esaltano l’ottimo lavoro scenografico, così come quello fotografico. Tanto è anche il realismo mostrato nelle battaglie. La focalizzazione su corpi mutilati, esplosioni e sparatorie è solo la punta dell’iceberg di un film che ci immerge totalmente nella realtà di trincea. Non si sta raccontando solo un pezzo di storia, ma anche le sfaccettature della vita di un soldato. Ecco quindi che vediamo personaggi bere acqua sporca, combattere nel fango, gioire per delle lettere scritte dai familiari ed esaltarsi quando possono mangiare del cibo commestibile.

Non si può non sottolineare l’interessante scelta della colonna sonora. Tre note che si ripetono, bastano ad esprimere il tono emotivo del film. Tre semplici note descrivono l’impeto della guerra sull’uomo, travolgendolo come la corrente di un fiume in piena senza che possa opporre la minima resistenza. La colonna sonora ci aiuta a capire che il vero protagonista del film è l’imponente guerra, non il piccolo e indifeso uomo.

Il protagonismo della guerra mette in secondo piano la storia dei personaggi. La narrazione non lineare contribuisce a rendere centrale la trama e non le caratterizzazioni interiori, accennate solo attraverso qualche dialogo (sempre ben scritti). La durata consistente del film contribuisce a rendere il ritmo narrativo più altalenante, mettendo a rischio l’attenzione spettatoriale ed aumentando il numero momenti e scene più lente. Protagonista insieme alla guerra, si potrebbe aggiungere, è la sfortuna. Questo è il filo conduttore che lega tutti i personaggi del film, simbolo di quella generazione di giovani destinata ad avere un’aspettativa di vita pari o inferiore a sei settimane una volta spedita al fronte.

Niente di nuovo sul fronte occidentale è un film che alterna momenti sorprendenti e spettacolari a momenti più lenti e quieti. Nel mare magnum di film di guerra, quest’opera sa dire la sua, raccontandoci un’esperienza immersiva sulla prima guerra mondiale e facendoci fare un salto indietro di oltre cent’anni. Si tratta indubbiamente di un prodotto di alta qualità che dimostra la grande attenzione di Netflix nel proporre ai suoi spettatori opere di spessore.

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