La recensione del film di Sia

Music (trailer), primo film diretto dalla cantante Sia, ha alle spalle un processo di produzione molto lungo: girato nel 2017, doveva essere distribuito nel 2019, ma alla fine la sua uscita è stata rimandata a quest’anno. Ha visto la luce in Australia a gennaio, mentre al momento in Italia è disponibile a noleggio sulla piattaforma MyMovies (fino al 28 febbraio). Fin dall’uscita del trailer, Music è stato oggetto di forti polemiche rivolte principalmente alla trasposizione dell’autismo nel film, considerata troppo superficiale e stereotipata. Inoltre, è stata altamente criticata la scelta di non affidare il ruolo ad una persona realmente affetta da autismo. Nonostante le controverse vicende che hanno accompagnato la sua uscita, il film si è aggiudicato ben due nomination ai Golden Globe (Miglior film nella categoria Comedy/ Musical e miglior attrice non protagonista per Kate Hudson).

Music segue le vicende di Zu, interpretata appunto da Kate Hudson (Deepwater), una donna con alle spalle un passato di dipendenza da droga che viene nominata tutrice legale della sorellastra autistica Music (Maddie Ziegler). Alla storia delle due si intrecciano quelle di altri personaggi: Ebo (Leslie Odom Jr, One night in Miami…), il vicino di casa che diventerà un punto di riferimento per le due protagoniste, e Felix (Beto Calvillo), un ragazzo con una vita difficile. La narrazione è alternata da sequenze oniriche che rappresentano il modo in cui Music trasforma la realtà: nella sua immaginazione lei balla e canta insieme agli altri personaggi della storia. Le canzoni, scritte da Sia, sono una parte caratterizzante del film che indubbiamente lo abbelliscono, insieme ai costumi e alle coreografie. Probabilmente, però, se le sequenze musicali fossero state ridotte sarebbero risultate più godibili, poiché tolgono spesso risalto allo sviluppo degli eventi.

La storia, a tratti, sembra fare da contorno alle parti musicali, e la sceneggiatura (scritta da Sia in collaborazione con Dallas Clayton) non appare curata. E’ riscontrabile una rilevante prevedibilità che avvolge la narrazione e spesso ci si trova davanti a dinamiche già utilizzate in decine di film, con il risultato che, in determinate scene, non risulta difficile allo spettatore prevedere ciò che accadrà. Music non sembra sorretto da una storyline precisa, sembra vagare da una parte all’altra, aggiungendo tematiche, eventi, a cui non viene dato il giusto risalto e che alla fine vengono accantonati per dare spazio ad altro.

MUSIC

Lo spettatore non ha modo di sentirsi emotivamente coinvolto, di rispecchiarsi nei personaggi e condividere il loro dolore perché non vengono indagati così a fondo. Viene perso di vista quello che doveva essere il focus della storia: il personaggio di Music e il suo rapporto con la musica. E’ dedicato ampio spazio a personaggi poco interessanti come Ebo e Zu, e ad un certo punto ci si dimentica completamente di Music che indubbiamente poteva essere caratterizzata in modo migliore. Il suo personaggio sembra essere più un espediente per giustificare le parti musicali.

L’autismo ci viene mostrato in una sua piccolissima sfumatura e l’interpretazione della Ziegler risulta approssimativa. E’ chiaro che l’attrice, poco più che quattordicenne allora, abbia voluto comunque offrire al pubblico una sua interpretazione e l’ha fatto in maniera abbastanza apprezzabile. Da alcune sue scelte possiamo però capire che alle spalle di questo progetto non ci sia una forte azione di ricerca su determinati argomenti, come appunto l’autismo. Sono molte le persone affette da questa sindrome che hanno affermato di essersi sentite prese in giro in questo film. Sicuramente Sia, come la stessa Ziegler, si è approcciata all’autismo in maniera rispettosa, peccando però di superficialità.

Non è semplice inserire questo film in un genere preciso, in quanto si presenta come un ibrido diviso tra commedia, dramma e musical che però non eccelle in nessuna categoria. La struttura che alterna sogno e realtà aveva sicuramente l’obiettivo di conferire a Music un’identità originale, di caratterizzarlo come un prodotto “al passo con i tempi”, ma da altri punti di vista questo è un film che potremo definire “antico” perché cade in stereotipi di cui il cinema è pieno. L’idea di Music era coraggiosa, e se trattata meglio, sarebbe potuta essere anche interessante, però la pellicola non è riuscita a riscattarsi da tutte le critiche che l’hanno coinvolta. L’esordio alla regia di Sia non è stato come molti suoi fans lo aspettavano, speriamo, però, che lei in futuro ci stupisca con un prodotto veramente innovativo, come lo sono tutte le idee che sa convogliare nei suoi video musicali.

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