Lupin the IIIrd – The Movie – La stirpe immortale, la recensione: l’epilogo del nuovo Lupin

Lupin the IIIrd - The Movie - La stirpe immortale recensione film di Takeshi Koike DassCinemag

Dopo quattro mediometraggi che hanno visto gli storici comprimari di Lupin III rubare la scena al ladro gentiluomo, finalmente arriva nelle sale Lupin the IIIrd – The Movie – La stirpe immortale (trailer), quinto ed ultimo film di questo universo narrativo firmato da Takeshi Koike. Il film (primo lungometraggio di questa saga, con i suoi 93 minuti di durata) si pone di collegare gli avvenimenti dei precedenti film diretti da Koike, caratterizzati da un tono più serio rispetto a quello cui i fan di Lupin III sono abituati, per dare un grande epilogo in cui finalmente i riflettori sono puntati sul leggendario ladro creato dalla penna di Monkey Punch.

Stavolta, l’avventura si sposta su una misteriosa isola non segnata su alcuna mappa, in cui un leggendario tesoro nascosto attira Lupin III e i suoi compari (Daisuke Jigen, Goemon Ishikawa XIII e Fujiko Mine), inseguiti dall’ispettore Zenigata. Ma ancor prima di mettere piede sull’isola inizieranno le sorprese, che porteranno il gruppo a scontrarsi contro un misterioso individuo apparentemente immortale.

Ancor prima che il viaggio cominci, siamo introdotti alla visione da un montaggio iniziale, accompagnato da una voce narrante, che riassume in modo molto efficace i momenti più salienti dei quattro precedenti mediometraggi diretti da Koike. Questo riassunto risulta forse persino troppo lungo, ma resta comunque molto apprezzabile, in quanto rende il film godibile anche per chi vi si approcci senza aver visto tutti gli altri capitoli della saga. Un riguardo non da poco, in un mondo in cui il cinema seriale è dominato da film targati Marvel che sembrano ormai degli esami in cui lo spettatore deve dimostrare di ricordare pellicole uscite quindici anni prima.

Finito questo prologo, siamo subito immersi nel vivo dell’avventura, e da qui in poi, il ritmo diventa vertiginoso: l’azione non si ferma mai, spostandosi tra i vari personaggi che esplorano l’isola e si scontrano con le minacce che la abitano. Tra gli incontri, oltre ai nuovi personaggi, torna qualche vecchia conoscenza: si tratta di antagonisti dei precedenti film, ma per fortuna la scrittura riesce ad evitare di essere ridondante, anche grazie all’ambientazione bizzarra e fantastica, ben diversa da quella a cui Koike ci aveva abituato.

La trama di quest’ultima avventura riesce ad unire i puntini dei vari elementi sparsi nei precedenti film, dando una soddisfacente conclusione a questa saga. Tuttavia, la storia risulta a volte un po’ confusionaria, anche a causa della volontà del regista di rendere questo film un prequel di Lupin III – La pietra della sagezza (1978, Sōji Yoshikawa). A conti fatti, il finale aperto fa proprio da introduzione alle vicende del film del 1978: una chicca per i fan, forse, che tuttavia porta con sé il rischio di confondere gli spettatori meno esperti.

Lupin the IIIrd - The Movie - La stirpe immortale recensione film di Takeshi Koike DassCinemag

Il carisma dei personaggi principali è sempre stato uno dei punti di forza del franchise, ed anche qui, nonostante lo scarso minutaggio e la centralità di Lupin, quasi tutti i comprimari riescono ad avere spazio in scena. L’unica che, purtroppo, risulta avere una scrittura estremamente deludente è Fujiko. L’impressione è che sia presente nel film solo in quanto storico personaggio del franchise: la sceneggiatura non riesce, e forse neppure prova, a darle alcuna importanza né utilità all’interno dell’intreccio. Come se non bastasse, viene subito spogliata e costretta in abiti succinti fino alla fine del film, rendendo a questo punto ben chiaro quale sia la rilevanza che gli sceneggiatori le hanno concesso. Un vero peccato, anche perché questa gestione del personaggio di Fujiko stona moltissimo con quella che caratterizzava Lupin the IIIrd – La bugia di Mine Fujiko, il mediometraggio che lo stesso Koike aveva dedicato alla ladra.

D’altro canto, l’antagonista principale risulta piuttosto interessante, nel suo presentarsi come una minaccia così forte da rappresentare una sfida impossibile. Tuttavia, la sua smisurata forza e la sua origine chiaramente sovrannaturale lo avvicinano all’infinita schiera dei fortissimi villain del panorama anime e manga, rendendolo di fatto più dimenticabile rispetto agli antagonisti dei precedenti film: individui sì straordinari, ma comunque umani.

Per quanto riguarda il lato tecnico, siamo ancora ai livelli cui Koike ci ha abituato. Il suo stile e i suoi character design così spigolosi ed esagerati sono indubbiamente l’aspetto migliore di questa saga, ma anche le animazioni mantengono sempre un ottimo livello. L’utilizzo della computer grafica in alcune scene si nota parecchio, ma fortunatamente è piuttosto contenuto. E la regia fortemente dinamica di Koike, insieme ad una buona colonna sonora, completa il quadro di un film d’animazione che appare tecnicamente solidissimo.

Lupin the IIIrd – The Movie – La stirpe immortale è dunque un buon epilogo per una saga che ha saputo dare nuova vita ad un franchise ormai entrato nel mito. Koike ha dato agli splendidi personaggi che eravamo abituati a conoscere un contesto nuovo, più maturo e violento, senza tuttavia far passare in secondo piano il divertimento. Questo quinto ed ultimo capitolo ha in sé le qualità dei quattro mediometraggi precedenti, e nonostante qualche sbavatura non delude le aspettative. Chi non conoscesse il mondo di Lupin potrà comunque apprezzarlo, ma sicuramente la visione è consigliata ai fan del ladro gentiluomo, che troveranno in questo, come negli altri lavori di Koike, un nuovo Lupin che è difficile non ammirare.

In sala dall’11 dicembre.

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