Il giorno più bello, la recensione: troppi talenti nel posto sbagliato

C’è un giorno in particolare che ogni persona sogna, un giorno pieno di emozioni, ricco di tensione e con tanti ostacoli da superare per poter arrivare al fatidico “sì”. E se l’intoppo non stesse nelle promesse dei due sposi ma nell’organizzazione dell’intero ricevimento? Se mettessimo da parte la vita di chi si trova all’altare e andassimo a mettere mani in quella del wedding planner, che cosa accadrebbe? Ce lo racconta il primo film diretto da Andrea Zalone, Il giorno più bello (trailer), prodotto da Oplon Film e IBC Movie con Rai Cinema, in associazione con 102 Distribution.

Dopo anni di spalla comica a Maurizio Crozza, finalmente il neo regista porta sul grande schermo la classica commedia italiana. Basata sul film C’est la vie – prendila come viene (2017), di Olivier Nakache ed Éric Toledo, la pellicola racconta niente meno che la vita di Aurelio (Paolo Kessisoglu), ereditiere dell’azienda di famiglia che organizza matrimoni. A dare vita ai sogni degli altri, però, si rischia a volte di non pensare al proprio; difatti le incertezze in amore con Serena (Valeria Bilello) ed i sotterfugi con l’ex migliore amico Giorgio (Luca Bizzarri), nonché marito della ragazza, portano Aurelio ad uno stato di totale confusione nella vita privata e lavorativa.

Essere a capo di un intero staff, con dei tempi da rispettare e con una torta nuziale da portare a tavola, non risulta semplice se nella testa hai mille pensieri. Fortuna e sfortuna però, Aurelio ha la spalla di Adele (Violante Placido), che, ahimè, è sull’orlo di una crisi di nervi ogni due per tre. Un film che racconta, a modo proprio, il classico matrimonio italiano, con centinaia di invitati che sono più in trepidazione nell’assaggiare il cibo che nello scatenarsi insieme agli sposi, ad esempio ne Il Ballo del Mattone, canzone che fa da incipit alla pellicola per introdurre il focus sull’argomento e per spiegarci sin dal primo momento, con diversi filmati in bianco e nero, che l’Italia è il Paese per antonomasia ricco di cliché.

il giorno più bello, Andrea Zalone

Un film attuale in cui non poteva mancare dopo quasi tre anni il tanto aspettato riferimento al Covid e a come la ristorazione e gli eventi si siano bloccati con il lockdown, portando i gestori delle piccole e grandi imprese in bancarotta e con gli arretrati da pagare. Aurelio difatti non ha soldi per poter risarcire i propri impiegati ma continua, da vero italiano, a promettere ricavi in più ai suoi dipendenti che non sempre sono d’accordo nel portare avanti la baracca. È anche l’esordio alla recitazione del ballerino e ormai presentatore Stefano De Martino (Pier), che insieme a Fiammetta Cicogna (Chiara), provano ad incoronare il proprio sogno, anche questo con un lieve richiamo al passato da parte di Billy (Lodo Guenzi), intrattenitore ed ex della sposa, che porta la sua voce canora nel film.

Insomma, talenti al di fuori della sala cinematografica che riescono a portare le proprie esibizioni all’interno della pellicola, passando dal canto al ballo per farci ricordare che l’ambizione che vediamo al cinema è sempre quella che guardiamo ogni giorno in tv. Un punto a favore nel film è  Carlo Buccirosso, il padre della sposa, da sempre una garanzia nella commedia, capace di portare con il suo accento e le espressioni un clima scherzoso che dà un tocco in più alla parte comica del film.

La pellicola, tirando le somme, propone una bella idea, mai vista in Italia ma che poteva ben promettere portando sullo schermo attori affermati e non artisti uscenti da Sanremo o da altri programmi televisivi. Si sa, ognuno è bravo nel proprio mestiere, vale la pena  cimentarsi in altro per lasciare poi il posto ad altri talenti che fanno quel lavoro di professione. Peccato per le battute scontate che potevano essere evitate nella sceneggiatura rendendola magari un po’ più ricca di contenuti a livello emotivo.

Il giorno più bello è un film che sicuramente fa scappare qualche sorrisino sul viso, ma niente in più. Potrebbe essere paragonato ad un cinepanettone in quanto ricco di tradimenti, intrighi amorosi e sotterfugi ma senza le stelline di Natale. Andrea Zalone porta sul Grande Schermo un lungometraggio con temi interessanti, attori che incitano sicuramente ad attirare il pubblico in sala ma che lascia quell’amaro in bocca che emana un “si poteva fare di più”.

Dal 9 giugno al cinema.

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