Elevator Boys: ritorno agli anni ’90, la recensione della serie su Prime Video

Elevator Boys: Ritorno Agli Anni '90

Elevator Boys: Ritorno Agli Anni ’90 (trailer) è una commedia tedesca diretta da Facundo Scalerandi, disponibile in esclusiva su Prime Video a partire dal 21 agosto 2026.

La storia ruota attorno a Ben (Jacob Rott), Chris (Luis Freitag), Oliver (Bene Schulz), Matteo (Julien Brown) e Jonas (Tim Schaecker), componenti di una boy band.  I cinque amici sono accomunati dalla passione per la musica e dal sogno di diventare un gruppo musicale di successo. Il quintetto entra in crisi nel momento in cui uno dei membri decide di abbandonare il progetto. Presto, però, i ragazzi si ritrovano ad affrontare un problema ben più grande: vengono improvvisamente catapultati negli anni Novanta a causa di un misterioso glitch.

Attraverso il salto temporale nel passato, il film cambia radicalmente registro anche sul piano visivo ed estetico: colori saturi, cultura underground, abbigliamento eccentrico e acconciature stravaganti contribuiscono a caratterizzare un’epoca nella quale non esistono smartphone né social network. Gli adolescenti si trovano così costretti a riscoprire il proprio legame e la propria passione per la musica senza poter fare affidamento su alcun dispositivo tecnologico, strumenti ai quali erano ormai abituati a ricorrere per diffondere le proprie canzoni e costruire il proprio successo, basato principalmente sul numero di followers e sulle visualizzazioni ottenute.

Il ritorno al 1995 rappresenta per i cinque amici un’opportunità per riscoprire la vera motivazione che li aveva spinti a unirsi: una passione autentica per la musica, libera dalla necessità di soddisfare continuamente le aspettative di un pubblico virtuale e legata, invece, al semplice piacere di fare musica. Il film sottolinea fortemente il contrasto tra due epoche differenti, mettendo a confronto il passaggio dalla dimensione offline, tipica di una fase ancora per lo più analogica degli anni Novanta, a quella propriamente digitale, iperconessa ed algoritmica del nuovo millennio e, con esso, due modalità profondamente diverse di fruire la musica e di costruire la propria immagine sociale.

Elevator Boys: Ritorno Agli Anni '90

Assistiamo, dunque, a una sorta di paradosso metacinematografico: persone la cui notorietà dipende fortemente dalla visibilità online e dalle nuove tecnologie informatiche vengono trasportate in un’epoca nella quale quella stessa cultura non esiste. La perdita di controllo e l’impossibilità di filtrare la realtà attraverso i social media permettono ai giovani di riscoprire una versione più autentica di sé, svincolata dalla necessità di costruire e mantenere costantemente una determinata immagine pubblica.

Il confronto con un’epoca così distante mette alla prova anche l’amicizia dei ragazzi, i quali dovranno contare esclusivamente sul proprio legame e sulla fiducia reciproca per tentare di viaggiare nuovamente nel tempo e fare ritorno alla propria epoca, senza rischiare di interferire con il corso degli eventi, in un evidente richiamo a Ritorno al futuro di Robert Zemeckis.

L’opera è caratterizzata dall’immaginario degli anni Novanta e dalla nostalgia per un periodo storico percepito come più autentico, libero e spontaneo. L’esperienza nel passato viene filtrata dal punto di vista dei protagonisti, idealizzando così un’epoca che non hanno mai potuto realmente vivere fino a quel momento.

Così, i cinque ragazzi dovranno imparare a comprendere cosa sono disposti a lasciarsi alle spalle e a fare riferimento l’uno sull’altro per poter tornare nuovamente nel presente.

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