Open Wide, O Earth

La politica e la scienza iniziano a collidere in Open Wide, O Earth. Quelli che erano i due poli distanti e opposti delle prime puntate di Chernobyl (qui il trailer) cominciano a contaminarsi a vicenda. La verità comincia a farsi strada e ad azionare lentamente la macchina burocratica sovietica, tutto fuorché efficiente ed incorruttibile. La scienza comincia a capire la necessità di un sofferto sacrificio. Ma è una contaminazione che rischia di essere superficiale e troppo abbozzata.

Legasov continua a spingere per misure urgenti, addirittura proponendo l’uso di minatori per riuscire a raggiungere il nucleo e raffreddarlo. Pur sapendo che per molti di loro vorrà dire morte certa, sostiene questa misura, come quella di evacuare i 2600km² attorno alla centrale. Come un vero politico, capisce quando una misura è necessaria pur essendo dolorosa. Anche Shcherbina si allontana dalla freddezza burocratica dei primi episodi lo vediamo chiedere informazioni su cosa accadrà a pompieri e ingegneri esposti alle radiazioni, con il suo volto sempre arcigno e granitico, ma sotto il quale si intuisce la sofferenza per il sacrificio di quegli innocenti. È comunque l’unico politico di cui si ha un ritratto che rasenta l’umanità, visto che tutti gli altri membri della Commissione Centrale sono presentati come delle macchine insensibili o incompetenti. Forse una rappresentazione leggermente eccessiva, ma che se dovesse continuare nelle prossime puntate rischia di raggiungere la pedanteria.

Sì, la scienza viene contaminata dal senso politico della necessità di prendere scelte difficili, ma non abbastanza da non rimanere naïveed, inoffensiva agli occhi dello Stato. La politica stessa comincia a sporcarsi, come il Ministro del Carbone dai minatori, ma rimane ancora fedele al detto di Charkov, capo della KGB: “trust but verify” (ovvero, “fidati ma verifica”). Il rischio di pedanteria nel portare avanti l’idea centrale della serie intuibile anche nella linea narrativa dei coniugi Ignatenko. Per ora si limita ad essere una rappresentazione pietistica delle prime conseguenze del disastro nucleare e dell’ingenuità della scienza, con il medico che permette alla moglie di incontrare il marito nonostante i rischi per la sua salute e portando a conseguenze disastrose.

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