Black Widow, recensione: Scarlett Johansson torna nel nuovo film Marvel

Black Widow recensione film Scarlett Johansson

Dopo quasi due anni di blocco e tre miniserie evento su Disney+, i Marvel Studios tornano al cinema con Black Widow (trailer), film standalone postumo dalla distribuzione molto sfortunata. La data di rilascio originale, infatti, era fissata per il 24 aprile 2020, ma il rallentamento generale portato dalla pandemia in atto ha portato gli alti dirigenti della Marvel a dover rivedere più di una volta il proprio calendario, rimandando più volte il film in questione e, inevitabilmente, anche i successivi progetti la cui distribuzione (in alcuni casi anche la stessa produzione) è stata stravolta profondamente.

Black Widow costituisce il punto di partenza della fase 4 del MCU, e appare abbastanza singolare il fatto che si sia scelto di ricominciare con un ultimo tributo ad uno degli eroi caduti in Avengers: Endgame. Infatti, nonostante le recenti serie di successo, ci è stato mostrato veramente poco del mondo post-blip dell’universo Marvel e sembra che dovremo attendere ancora molto. Questo film ci racconta una storia inedita, dove vediamo Scarlett Johansson tornare per (presumibilmente) l’ultima volta a vestire i panni di Natasha Romanoff, che prima di affrontare le sue ultime battaglie si ritrova a dover chiudere i ponti con il proprio passato una volta per tutte.

Black Widow riprende la falsa riga di Falcon and the Winter Soldier mostrandoci sì un racconto esagerato e poco attendibile, ma ben più vicino a noi di quanto possa essere un Avengers o un I Guardiani della Galassia. Certo, abbiamo a che fare con una storia e un pericolo ben lontani da ciò che rappresentava la minaccia portata da Thanos, motivo per cui le nostre aspettative dinanzi ad un film simile appaiono ridimensionate. Eppure, nel suo essere un action-movie dalle leggi della fisica alterate, Black Widow appare come un film molto godibile, che a modo suo non solo rende un ultimo omaggio ad uno dei sei membri originali degli Avengers, ma getta anche alcune basi per quella che potrebbe essere la sua eredità.

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Ci viene ribadita l’importanza della famiglia, in questo caso duplice. Se, infatti, fino a questo momento abbiamo sempre considerato gli Avengers come effettiva famiglia di Natasha, siamo ora chiamati a fare un passo indietro, per far luce sul suo passato di cui sapevamo poco e niente e per conoscere una realtà altra relativa a questo personaggio.

Ci vengono presentati dei nuovi personaggi a cui dobbiamo reimparare ad affezionarci, in particolar modo spicca fra tutti il personaggio di Yelena, interpretata da Florence Pugh. Una sorella di cui non abbiamo mai sentito parlare ma che è solo all’inizio del suo percorso in questo universo, lasciando presagire la presenza di piani ben precisi per il viaggio del suo personaggio.

Una storia di due sorelle, quindi, separate da bambine e costrette a intraprendere strade diverse ma ritrovatesi come per destino. Ad accompagnarle si aggiungono anche i loro genitori, Melina e Alexei, interpretati rispettivamente da Rachel Weisz e David Harbour. Considerando che al personaggio di Alexei è assegnata una funzione quasi esclusivamente comica, Black Widow appare come un film dichiaratamente femminista e sorretto da tre personaggi femminili forti e indipendenti. Il film costituisce sotto questo punto di vista una grande evoluzione del personaggio di Natasha Romanoff e di tutto ciò che rappresenta, considerando quello che fu il suo esordio nell’universo Marvel ormai più di dieci anni fa, contesto in cui la Vedova Nera appariva quasi come una sorta di femme fatale moderna.

Scene di combattimento fluide e ben coreografate, un pizzico di violenza in più anch’esso già apprezzato in Falcon and the Winter Soldier, una fotografia con dei bei colori, una colonna sonora d’impatto seppur non particolarmente memorabile e un umorismo forse talvolta eccessivo. Ci sono tutti gli ingredienti per un buon prodotto Marvel nella media, forse non il più indimenticabile, ma sicuramente un modo per farsi avvolgere ancora una volta da un mondo del quale in realtà non si ha mai abbastanza, soprattutto in un momento storico difficile come il nostro.

Black Widow, diretto da Cate Shortland e scritto da Eric Pearson, sarà nelle sale a partire dal 7 luglio e su Disney+ con accesso VIP dal 9, con la speranza che con i prevedibili incassi che un film simile comporta, possa rappresentare davvero un punto di ripartenza non solo per il MCU, ma per l’intera industria cinematografica, in un momento in cui si sente la necessità delle presenze in sala più che mai.

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