
A partire dal 31 luglio, Disney+ ha reso disponibile un episodio standalone della serie televisiva Adults, ideata da Ben Kronengold e Rebecca Shaw. Concepito come ponte narrativo verso la seconda stagione, l’episodio racconta l’ingresso di Paul Baker, uno dei cinque protagonisti, interpretato da Jack Innanen.
Per comprendere appieno il contesto, è utile ricordare la premessa della serie. Cinque ventenni di New York, Samir, Billie, Paul, Issa e Anton, amici inseparabili fin dall’infanzia, si lanciano nella sfida di diventare adulti “come si deve”. Tra ambizioni professionali, pasticci col sistema sanitario, cene che deragliano e serate fuori sempre imprevedibili, scoprono che crescere è tutt’altro che semplice. Spesso le buone intenzioni non fanno che complicare ulteriormente le cose. In questo continuo tentativo di definire cosa significhi davvero “essere grandi”. Emerge tuttavia una certezza: qualunque caos li travolga, non smetteranno mai di esserci l’uno per l’altro.
Proprio a partire da queste premesse, l’episodio prequel, pur essendo stato realizzato successivamente alla prima stagione, non si limita a presentare le figure principali e le loro relazioni con il nuovo arrivato, ma approfondisce anche le dinamiche psicologiche già emerse in precedenza. Vengono così esplicitati la sindrome della crocerossina di Issa (Amita Rao), il bisogno di appartenenza di Billie (Lucy Freyer) e la dipendenza dalle bugie di Anton (Owen Thiele). Samir (Malik Elassal) pur rimanendo un personaggio meno memorabile, svolge comunque un ruolo di mediazione fondamentale. E’ lui a mitigare le tensioni e a impedire che l’atmosfera degeneri nel caos. La sua è una funzione che si rivela essenziale per la comicità stessa della serie. Ciò è evidente durante la scena in cui Issa incontra il suo futuro fidanzato.

Infatti, al centro delle vicende c’è la maratona di New York. Tutti loro si trovano lì per aiutare Anton a mantenere in piedi una serie di bugie, delle quali non riesce a liberarsi. Si trovano, così, nel luogo giusto al momento giusto. Infatti, proprio a un bar nelle vicinanze, avviene l’incontro (e il colpo di fulmine).
Trattandosi di un prequel realizzato dopo la serie, l’episodio pone un dilemma agli spettatori che non hanno ancora visionato nulla. Qual è il momento migliore per guardarlo? Le opzioni sono due: seguire l’ordine cronologico, quindi collocarlo prima di tutto, oppure inserirlo tra la prima e la seconda stagione, rispettando l’ordine di pubblicazione. La differenza, in apparenza, non è sostanziale, ma la scelta cronologica comporta il rischio di spoilerarsi dettagli che la serie dà per scontati, visti i mesi trascorsi dall’uscita della prima serie. La seconda opzione appare quindi più prudente per chi si avvicina per la prima volta alla serie. Tuttavia, Disney+ sembra orientarsi diversamente, avendo posizionato la puntata all’inizio della prima stagione sulla piattaforma, suggerendo così implicitamente una visione in ordine temporale.

Va precisato, tuttavia, che né questo episodio standalone né l’intera serie ambiscono a ridefinire i canoni del genere. Adults si colloca piuttosto nel solco di quelle operazioni seriali che, negli ultimi anni, hanno tentato di aggiornare il linguaggio della sitcom tradizionale per intercettare le sensibilità e le ansie della Generazione Z. L’approccio è quello di un ibrido consapevole: da un lato, una fotografia, volutamente ironica e leggera, delle dinamiche lavorative e affettive dei ventenni contemporanei; dall’altro, un prodotto che non rinuncia alla propria vocazione intrattenitiva, configurandosi come un passatempo intelligente ma volutamente poco impegnativo. In un panorama seriale sempre più incline al dramma e alla complessità narrativa, una scelta di questo tipo può apparire limitata, ma è proprio in questa consapevole leggerezza che Adults trova la sua ragion d’essere e il suo fascino.
L’episodio si rivela, dunque, un’aggiunta utile, tanto sul piano narrativo quanto come anticipazione di ciò che vedremo a ottobre. Alcuni sguardi tra due personaggi, in particolare, lasciano presagire lo sviluppo di una storia d’amore destinata a intensificarsi, generando conflitti e contrapposizioni tra i protagonisti ben più marcati di quelli finora mostrati. Le potenzialità della seconda stagione si delineano così in termini promettenti. Grazie a un tono che si annuncia ancora più realistico e divertente, e qualitativamente superiore al precedente. Non resta che attendere il primo ottobre, data di uscita italiana, e nel frattempo formulare ipotesi sul futuro dei nostri giovani adults.

