
Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Den Sidste Viking (The Last Viking) (trailer) è l’ultimo film della collaborazione tra Mads Mikkelsen e Anders Thomas Jensen, iniziata più di 20 anni fa. Da sempre osannato dal pubblico per il suo fascino misterioso, Mads Mikkelsen sveste il suo usuale sex appeal lasciando il posto ad una cruda vulnerabilità per approcciarsi a Manfred: un personaggio delicato e imprevedibile, sfacciato e tenero, esilarante e tragico, infranto come porcellana sotto al peso di una famiglia a dir poco disfunzionale.
Manfred, fin da bambino mostrava i segni di una fragile salute mentale e per tutta la vita è dipeso dai suoi fratelli maggiori Ankar (Nikolaj Lie Kaas) e Freya (Bodil Jørgensen), ma la carriera di Ankar come rapinatore di banche destina la famiglia ad una brusca rottura. Quando una rapina finisce male, Ankar ha solamente il tempo di affidare i soldi al fratello, con l’istruzione di sotterrarli nel bosco che circonda la vecchia casa di famiglia, prima di essere arrestato. Quando, 15 anni dopo, Ankar torna finalmente e casa da uomo libero, la salute mentale del fratello è ormai degenerata in un vero e proprio disturbo dissociativo della personalità. Manfred non è più Manfred, ormai è convinto di essere qualcun’altro: John Lennon. Con la persona che era se n’è andata anche la sua memoria e, con essa, i soldi.
Bukowski diceva «La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?», la pazzia di Manfred, sentenziata da un mondo diffidente e omologante, diventa la sua unica risorsa. Così, traumatizzato da un misterioso episodio del passato e condannato alla lontananza forzata dal fratello, Manfred cambia la sua realtà, creandone una dove può essere chiunque desideri e dove ogni ricordo doloroso appartiene semplicemente a qualcun’altro. Frustrato e incapace di accettare o tantomeno di cambiare la situazione del fratello, Ankar lo trascina nella vecchia casa di famiglia, ora convertita in un B&B, nel tentativo disperato di recuperare il bottino, imbarcandosi in un demenziale viaggio di ricerca, riscoperta, incontri stravaganti e esperimenti musicali fuori dagli schemi. Per raggiugere l’obiettivo i due fratelli si trovano a dover ricostruire il loro rapporto, a conoscere di nuovo se stessi e l’altro, riappropriandosi dei vecchi traumi e dei loro ricordi più dolorosi, relegati nel profondo.
L’opera dell’ex regista di Dogma, è una pellicola vitale e piacevole, un susseguirsi di momenti esilaranti, che coinvolge e commuove, ma tende, talvolta, ad una certa superficialità nell’affrontare i temi complessi e contorti che si propone. Den Sedste Viking è una commedia brillante e stratificata, dai toni quasi dark, intrisa di tenerezza e realismo, ma pervasa anche da un’aura di amarezza e inquietudine. Sotto un umorismo sferzante e provocatorio, una specifica impronta di black humor e un pizzico di politicamente scorretto, Jensen scava in un abisso di ferite, rimorsi e responsabilità con coraggio, forse incostante, e cede, lentamente, il passo ad una tragedia familiare che sfida la definizione stessa di follia.

