The Conjuring – Per ordine del diavolo, la recensione: arriva il nuovo capitolo della saga

The Conjuring: per ordine del diavolo (trailer) è il terzo capitolo della saga horror più attesa e conosciuta degli ultimi anni, diretto da Michael Chaves (che torna sul grande schermo dopo il tanto criticato La Llorona – Le lacrime del male uscito nel 2017) e distribuito da Warner Bros. Debutta nei cinema il 2 giugno nel tentativo di terrorizzarci ancora una volta. 

Diversamente dai precedenti due capitoli, la storia narrata si discosta dallo stile finora intrapreso di lotta contro un’entità maligna (la strega Bathsheba Sherman nel primo film e il demone blasfemo, Valak, nel secondo); quest’ultimo capitolo, invece, si concentra maggiormente su un tema più ampio: quello del satanismo e dei riti di stregoneria.  Il focus è uno dei casi più sensazionali affrontati da Ed e Lorraine, una possessione dovuta ad una maledizione che si riversa su tre persone distinte e segna la prima volta nella storia degli Stati Uniti in cui un sospetto omicida avrebbe reclamato la sua possessione demoniaca come difesa.

Tratto da un’agghiacciante storia vera, di omicidio e male oscuro, il film presenta un inizio fortissimo con citazioni ai caposaldi del genere horror stesso, come L’esorcista o Psycho, mettendo in campo tutte le potenzialità per poter essere uno dei film horror più terrificanti degli ultimi 20 anni. Nel suo proseguire, però, la sceneggiatura manca di qualcosa, l’attenzione cola a picco ed il film sembra prendere una piega troppo piatta per un horror/blockbuster a cui siamo tutti abituati.

Diverse storie si intersecano nella narrazione principale per poi concludersi in modo molto superficiale, non lasciando spazio né al terrore e nemmeno all’interesse. Non mancano i jumpscare, ben costruiti e spaventosi, ma comunque molto sporadici e dispersivi, che discordano notevolmente con il tipo di narrazione di questo terzo capitolo. 

The Conjuring: per ordine del diavolo sembra voler prendere le distanze dall’horror commerciale e allo stesso tempo aver troppa paura per farlo, dividendosi così in due film al suo interno: per i primi 40 minuti rispetta alla lettera tutte le regole dell’horror commerciale, terrorizzando e coinvolgendo lo spettatore come i capitoli precedenti; superata la metà di girato, o poco meno, il tono della narrazione cambia e si accosta più ad una visione da dramma familiare, che si focalizza sulla storia d’amore dei due personaggi. «Il cuore di questa saga è la connessione e l’amore fra Ed e Lorraine», dice Vera Farmiga, «questo è ciò che ci differenzia dagli altri film horror, la storia d’amore» anche se in questo caso sembra essere più un punto a sfavore che fa crollare la suspence dell’intera pellicola.

Sotto l’aspetto tecnico The Conjuring: per ordine del diavolo è impeccabile. Il team creativo dietro la cinepresa ha riunito i vecchi collaboratori di The Conjuring, tra cui il direttore della fotografia Michael Burgess (Aquaman), la scenografa Jennifer Spence (The Nun – La vocazione del male) la costumista Leah Butler (Annabelle 3, Shazam!) e il compositore Joseph Bishara (Insidious), insieme al montatore del regista di La Llorona – le lacrime del male, Peter Gvozdas, e Christian Wagner (Fast & Furious 7). La ricostruzione minuziosa delle scenografie colpisce fin dal primo minuto del film e gli effetti speciali ricalcano l’eccellenza, dimostrando, ancora una volta, come le tecnologie CGI possano emulare fedelmente la realtà oppure costruirne una nuova nei minimi dettagli, rendendola credibile ed impeccabile. 

Vera Farmiga e Patrick Wilson tornano a recitare nei panni di Lorraine e Ed Warren, sotto la direzione di Michael Chaves e forniscono un’interpretazione magistrale, riuscendo a reggere totalmente il film che senza di loro sarebbe stato probabilmente inguardabile, donando forza e spessore ai personaggi da loro interpretati e fornendoci uno spettro totale di quelle personalità. La bravura dei due interpreti emerge dai primi minuti della pellicola, sorprendendoci ed appassionandoci per tutta la narrazione. Reggono magistralmente i diversi registri interpretativi, passando dai toni horror agghiaccianti dello spavento puro, a toni più lievi e romantici propri della loro sotto-trama matrimoniale e romantica.

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Prodotto da James Wan, creatore dell’universo narrativo di The Conjuring, il più grande franchise horror della storia, The Conjuring: per ordine del diavolo, vanta un budget consistente, facendo scaturire delle grandi aspettative che non riesce a soddisfare del tutto. Mentre i capitoli precedenti rappresentavano un’eccellenza nell’intrattenimento, a nostro malgrado quest’ultimo capitolo fallisce sotto quest’aspetto, costruendo una storia poco spaventosa e in alcune parti anche notevolmente piatta. Per tutta la pellicola, infatti, sembra mancare qualcosa, quel pizzico in più che l’avrebbe fatta emergere in modo migliore e che avrebbe aiutato anche il regista ad allontanarsi dalle pesanti critiche mosse al suo precedente film.

La sala cinematografica aiuta per la spettacolarizzazione di un film che visto in VOD sarebbe finito sicuramente nel dimenticatoio, ma purtroppo non riesce a fare miracoli. Nel suo complesso, The Conjuring: per ordine del diavolo parte con grandissima forza come da aspettative dovute a una campagna pubblicitaria minuziosamente curata, ma procedendo nella narrazione delude notevolmente, diventando più un’occasione mancata che un film memorabile.

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