She-Hulk: Attorney at Law, la recensione della serie su Disney+

She-Hulk: Attorney at Law recensione serie tv

Come visto fin qui, la fase quattro del Marvel Cinematic Universe si è dimostrata essere la più sperimentale tra quelle proposte in questi 14 anni e l’ultima serie del catalogo di Disney+ targata MCU non fa eccezione. Anzi, sembra volersi spingere anche oltre, evadendo dai limiti a cui questo universo narrativo ci aveva abituato. stiamo ovviamente parlando di She-Hulk: Attorney at Law (trailer), disponibile a partire dal 18 agosto 2022 ed appena conclusasi.

Non c’è dubbio che sfruttare un personaggio come quello di She-Hulk, a.k.a. Jennifer Walters (Tatiana Maslany), sia stata la scelta migliore per tentare di arrivare ad un approccio di rottura con i prodotti precedenti, i quali, nonostante gli innegabili successi al botteghino, cominciano a soffrire di ripetitività e di scarsa originalità. Le storie della controparte cartacea che vedono coinvolta la verde supereroina sono infatti note per rompere frequentemente la quarta parete.

In esse Jennifer sovverte spesso in suo favore gli eventi dei quali è protagonista, ricorrendo a soluzioni metanarrative e al di fuori degli schemi, ad esempio, prendendo consapevolezza di essere un personaggio dei fumetti e rifiutandosi di andare avanti con il racconto, se non secondo i suoi termini. Questo aspetto è fondamentale anche nella serie TV, arrivando ad essere, in certi casi, un vero e proprio deus ex machina atto a portare avanti l’intreccio delle vicende e a regalare allo spettatore gag comiche ed irriverenti persino verso lo stesso franchise d’appartenenza della serie.

she hulk

Nonostante il buon tentativo di risultare all’avanguardia, però, She-Hulk: Attorney at Law, non è esente da difetti e criticità. La trama spesso sembra non godere appieno di trasparenza e lucidità, arrivando ad impiegare personaggi e situazioni che ai fini della storia risultano superflui o poco approfonditi. Un esempio su tutti è la Titania interpretata da Jameela Jamil, una figura che esordisce in maniera vigorosa, dando l’illusione allo spettatore di essere un elemento importante nel futuro sviluppo del racconto, ma finendo, invece, col risultare poco più di una sporadica comparsa e tutt’altro che impattante dal punto di vista dell’utilità narrativa.

Questa superficialità la ritroviamo anche nell’affrontare temi attuali e delicati, purtroppo poco più che accennati. Si passa con rapidità a parlare di cyber-bullismo, fino a toccare un argomento scottante come il revenge porn, piaghe moderne che al giorno d’oggi colpiscono gravemente molte persone (in particolare donne) e che avrebbero meritato una più rilevante attenzione da parte degli sceneggiatori, colpevoli dunque di aver sprecato un’occasione per sensibilizzare maggiormente il pubblico riguardo certe questioni sfortunatamente sempre più diffuse nell’odierna società.

Questi problemi, uniti ad una CGI non sempre all’altezza degli standard del MCU, non impediscono però a She-Hulk: Attorney at Law di risultare una serie godibile e fresca, per certi sensi coraggiosa e bizzarra come la propria protagonista, auto ironica ed insolita, nata non con l’obiettivo di rimanere impressa a lungo nelle menti degli spettatori, ma di divertirli immergendoli nuovamente tra le mille avventure che da sempre caratterizzano il mondo Marvel.

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