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Con un piacevole e prestigioso incontro in Piazza del popolo si conclude la giornata del 25 agosto del PesaroFF56. L’ospite della serata è infatti il regista tre volte premio Oscar Oliver Stone, accolto sul palco per l’occasione anche dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Focus della serata, dopo un omaggio riconosciutogli dal festival, è stata l’autobiografia Cercando la luce che uscirà a breve per la casa editrice La Nave di Teseo. Condotta da Pedro Armocida e Silvia Bixio, l’intervista si è concentrata più sul lato personale, sulle esperienze che in quarant’anni lo hanno formato prima come uomo e poi come regista.

Il regista infatti più volte è tornato sul simbolico titolo: per lui i “no”, le sofferenze, ma anche gli errori e i conseguenti rimpianti che tutti noi abbiamo non devono fermare quella che è la nostra luce, che sia essa un obiettivo o una passione che abbiamo intenzione di portare avanti. Per Stone il desiderio di diventare regista, in particolar modo dopo il ritorno dal Vietnam, era molto forte, e proprio questo, ha tenuto a sottolineare, è stato il motore che lo ha poi portato a concludere, tra molte difficoltà vista la delicatezza dei temi affrontati, film come Platoon e Salvador, usciti entrambi in sala nel 1986.

Tra una domanda e l’altra c’è stata poi possibilità per parlare di altro, sempre partendo da episodi riguardanti la vita del regista. Dopo aver lodato il testo per il “grande passo” tipico della letteratura americana, Armocida si è rivolto al regista chiedendogli come abbia affrontato il processo di scrittura del libro e come sia stato ricordare alcuni eventi delicati. Stone ha semplicemente risposto che è stato come vivere una seconda volta la sua vita, far riemergere cose dimenticate, le sue radici, invitando i presenti in piazza anche a ripetere magari questo esercizio, perché c’è bisogno di sapere chi siamo e da dove veniamo per, appunto, trovare la nostra luce. In particolar modo quando si trattano temi delicati come la ricontestualizzazione di classici del cinema, come Via col vento, uno dei film preferiti di sua madre: per Stone, che non disdegna l’idea di inserire un disclaimer, è importante tenere a mente tutto quello che c’è in un’opera, la storia che viene narrata.

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Ricordando poi i tre premi Oscar si è dialogato circa l’importanza del premio, e proprio Stone ha detto che, anche se non è possibile definirli meritocratici, questi riconoscimenti sono necessari soprattutto in quanto simbolo di credibilità per i vincitori, in quanto conferiscono una futura possibilità di realizzare qualsiasi progetto.

A seguire questo incontro, all’Arena Cinema Rocca Costanza, una proiezione speciale di Nato il 4 luglio (trailer) in occasione dei trent’anni dalla vittoria dell’oscar.

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