Omicidio a Easttown, recensione della serie su Sky

Kate Winslet in Omicidio a Easttown

Omicidio a Easttown (trailer) è il nuovo fiore all’occhiello di casa HBO da poco approdato su Sky, miniserie poliziesca di sette puntate che di certo adoreranno i fan di Twin Peaks, celeberrima serie figlia degli anni ’90. Le due serie portano entrambe nel loro titolo il nome dell’improbabile cittadina al centro di scandalosi omicidi, raggelati da una fredda fotografia. Erin McMenamin (Cailee Spaeny) impersona una Laura Palmer del 21esimo secolo, ma lo stesso non si può dire dei loro veri protagonisti, i detective: Dale Cooper, carismatico e sottile, contrasta il carattere risoluto e schietto di Mare Sheehan.

Lontana dai tempi di Titanic e più vicina a quelli di Eternal Sunshine of The Spotless Mind, Kate Winslet dà prova del suo enorme talento immergendosi nella personalità di una protagonista complicata ed irrisolta. Mare, bardata in pesanti abiti invernali nella rigida Pennsylvania, mette a nudo la sua anima costellata da perdite ed eventi dolorosi.

Cinica e generosa, la protagonista di Omicidio a Easttown nasconde un’anima fragile come lo schermo frantumato del suo smartphone: gli unici vizi che si concede, stacanovismo e sigaretta elettronica, le sono amici nella sua vita popolata da bizzarri ed ambigui personaggi, come la sua partecipe e stravagante famiglia. 

Omicidio a Easttown recensione

In Omicidio a Easttown ci sono donne forti e uomini positivi, come l’amabile Richard (Guy Pearce) o il detective Colin Zabel (Evan Peters) che riscattano lo spirito della serie altrimenti contaminata da personaggi bugiardi e malintenzionati. Easttown si presta da sfondo ad un groviglio di bugie, dolore e risentimento dei suoi abitanti, in cui l’omicidio è solo una goccia nell’oceano delle vite dei protagonisti ricolme di umanità e sofferenze.

Mare è il collante più profondo che unisce tutti i cittadini di Easttown, ma è anche colei che non perdona e non assolve, che mira alla scoperta della verità ad ogni costo; anche a quello di non risparmiare parenti ed amici in una città come quella protagonista delle indagini dove «tutti sono imparentati», citando il detective Zabel, punto di vista esterno alla ristretta comunità della cittadina americana. I dialoghi apparentemente semplici nascondono profonde chiavi di lettura, che si avvalgono dello spettatore come terzo detective. Colma di suspance, la serie non si propone solo come giallo, ma anche come elegante e labirintica prosa psicologica.

La trama sapientemente costruita danza sulle note di un ritmo instancabile che volteggia tra momenti rilassati ed improvvisi colpi di scena. Il finale della serie appare trafelato e ansimante sull’apparentemente soddisfacente soluzione già proposta riguardo al caso, che in pochi minuti cambia tutte le carte in tavola. Peccato e redenzione convivono nel colpevole e in chi lo circonda. In una risoluzione tanto agognata quanto dolorosa, la detective Mare Sheehan risolve il caso ed una parte di sè. Omicidio a Easttown si conclude sullo stupore di un epilogo tanto inaspettato quanto accondiscendente.

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