Red, la recensione del film su Disney+: un’adolescenza bestiale

Red recensione film Pixar su Disney+

In uscita su Disney+ l’11 marzo, Red (trailer) è il 25° lungometraggio della grandiosa e miliardaria casa di produzione Pixar Animation, affiancata dalla socia in affari Walt Disney Studios. Finanziata dalla produttrice Lindsey Collins e girato dalla regista cinese-canadese Domee Shi, la pellicola è il frutto di una precedente lavorazione, ovvero il cortometraggio del 2018 vincitore d’Oscar Bao.

In quello che potrebbe sembrare un eventuale sequel del corto di stampo cinese, Red è il primo film animato diretto esclusivamente da una donna. È la storia di una bambina, anzi di una neo-adolescente, Meilin “Mei” Lee (Rosalie Chiang), estremamente legata alla sua famiglia ma soprattutto alla sua discendenza. Proveniente da una stirpe particolare, la vita di Mei sta per cambiare rapidamente, ma con l’aiuto del suo gruppo di amiche Miriam (Ava Morse), Priya (Maitreyi Ramakrishnan) e Abby (Hyein Park) riuscirà a trovare una soluzione. 

Per il film la regista (come anche dichiarato nella conferenza stampa) si è ispirata al clima degli anni ’90, con tutte le sue rivoluzioni pop e influenze degli anime giapponesi, come Sailor Moon e Ranma 1/2 per dirne alcuni. Dall’animazione esagerata, cinetica e cinematografica, che rende tutto estremamente divertente e colorato, Red subisce all’interno della storia un’influenza costante dai manga, i già nominati anime e in primis dai videogame. Cita, difatti, alcuni vecchi giochi in voga nel periodo a cavallo tra gli anni ’90 e primi anni 2000, come il Tamagotchi e il Paroliere, tanto amati dal pubblico di ogni età. Ciò permette alla pellicola di entrare nel cuore dello spettatore, di farlo immergere nei ricordi dell’adolescenza, aiutata inoltre dalla sua tematica principale. Red è un film sulla crescita, non solo esteriore quanto interiore, che si tramuta in un continuo tiro alla fune con l’io passato, nella speranza di trovare nel futuro qualcosa di incredibile ed emozionante: il nuovo sé.

Red recensione film Pixar su Disney+

Mei Lee è un personaggio costruito per essere energico, frizzante e entusiasta all’inverosimile della vita, che spende tutte le sue forze in ciò che ama e per la sua famiglia. Instancabile di mantenere alti i suoi standard, e di conseguenza di risultare perfetta agli occhi della madre, altrettanto precisa e oppressiva, la nostra protagonista inizia però ad affrontare un duro conflitto interiore in quanto divisa dagli oneri e i desideri di qualcosa di diverso.

Red riporta, per l’appunto, nel suo immaginario animato l’idea della teenager alle prese con i drammi adolescenziali. Una semplice ragazza che, come una supereroina, si trasforma in qualcun altro, o in questo caso qualcos’altro, identificato dal suo colore specifico. Come dichiara la stessa regista “per me il panda rosso è la perfetta rappresentazione metaforica della pubertà“. Invero, all’interno della vicenda, sia l’animale sia il colore rosso ricoprono un ruolo dominante sui due piani della cultura tradizionale cinese e dell’emotività. Per il primo, questi aspetti richiamano la protezione del nucleo familiare e dello spirito, benedetti da abbondante felicità, fortuna e ricchezza; mentre per la seconda analisi questi rispecchiano le molteplici spaccature della gioventù, caratterizzate da forti emozioni altalenanti, oltre a una buona dose di stravolgimenti fisici imprevedibili.

A fare da contorno a tutti gli sviluppi adolescenziali di Red c’è la musica pop, più nello specifico quella delle boy band molto popolari tra le ragazzine adoranti. Nel film a ricoprire tale compito sono i 4 Town, un gruppo tutto al maschile, nonché idoli della protagonista. Questo mix shakerato tra i Backstreet Boys e gli Nsync accompagnano la piccola Mei Lee nel suo percorso di crescita, ma saranno allo stesso tempo fautori di altri scontri. Il rapporto tra la nostra protagonista con la madre Ming Lee (Sandra Oh) si fa sempre più complicato, poiché non è più la sua bambina perfetta dedita ai doveri e al decoro, quanto al contrario una ragazzina vivace e scatenata. A risolvere tutto sarà l’amicizia vera delle sue compagne di avventura, un po’ stravaganti ma leali. Saranno loro, tra una risata e l’altra, ad aiutare Mei con il suo peloso problema. Nel bene e nel male, guardando ancora da lontano la porta dell’età adulta: “Noi entreremo da  piccole adolescenti e ne usciremo da adulte”.
 

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