Britney contro Spears, la recensione del documentario su Netflix

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Britney contro Spears (trailer), è un documentario disponibile su Netflix, in cui la giornalista Jenny Eliscu e la regista Erin Lee Carr rimettono nuovamente in luce i segreti e le controversie che si nascondono dietro l’immagine tanto amata della pop star di fama mondiale Britney Spears. Il documentario svela ciò che si cela dietro il movimento #freeBritney, al centro dell’attenzione mediatica dal 2019 e indaga poi sulla conservatorship, ossia la tutela legale che il padre della pop star americana ha esercitato su di lei dal 2008.  

La regista, già nota per altri film su celebri casi giudiziari (Come insabbiare uno scandalo stupefacente, Dirty Money), realizza il documentario con un approccio quasi investigativo, riportando interviste esclusive da parte di personaggi direttamente coinvolti nella vicenda, come l’ex fidanzato di Britney Spears e fotografo Adnan Ghalib, l’assistente Felicia Culotta e altre persone vicine a Britney, che furono tutte allontanate dal padre. 

Britney contro Spears ci racconta come la “Principessa del pop” sia rimasta intrappolata in una vera e propria gabbia dorata, privata della sua libertà, innanzitutto a causa della sua fama, infatti nei filmati mostrati all’interno del documentario si vede come i paparazzi la seguissero e perseguitassero, rendendole impossibile perfino uscire dalla sua casa. Viene sottratta della sua libertà di scegliere, poi, dalla sua stessa famiglia: ritenuta incapace di badare a se stessa, Britney è stata privata dell’autonomia di decidere il suo avvocato, la sua guardia del corpo, di vivere da sola e perfino di guidare la sua stessa automobile

Il documentario mostra il lavoro della pop star negli ultimi dieci anni: l’uscita di diversi album in studio, le tournée, il suo ruolo di giudice a X-Factor, il suo primo resident show a Las Vegas, dimostrando come, in realtà, Britney fosse una un’adulta sana di mente, capace di prendere decisioni. Questo denuncia, oltre lo sfruttamento finanziario ed emotivo da parte del padre e anche dei componenti del suo entourage nei confronti della cantante americana, anche il sistema legale della California, sicuramente corresponsabile di quanto accaduto.

Spears collabora con i tutori, ma ciò che è evidente, vedendo il documentario, è che l’unico motivo per cui lo fa è perché si sente costretta, teme di perdere i suoi figli, continuamente minacciata dal padre, che le ricorda in continuazione che ha il potere, conferitogli dal ruolo di tutore legale, di impedirle di vederli.

Il documentario manifesta certamente dei punti i deboli, infatti vengono mostrate delle prove inedite, rappresentate da rivelazioni anonime, che però risultano poco convincenti per la mancanza di fonti certe. Ma, nel complesso, è da vedere, in quanto permette di fare chiarezza su questa vicenda tanto discussa e così intricata, ma soprattutto perché si rivela estremamente coinvolgente e lungimirante: anticipa, infatti, di qualche giorno la data in cui la battaglia legale tra gli Spears è tornata in aula di fronte alla Corte Suprema di Los Angeles.

In Britney contro Spears, è la registrazione della stessa voce di Britney Spears, in tribunale, a rompere il silenzio. Con gli occhi di tutto il mondo puntati addosso, la cantante mostra la rabbia nei confronti di suo padre e di chiunque abbia permesso ciò che le è accaduto e manifesta la sua sofferenza, provocata dalla vera e propria perdita della sua dignità di donna, di madre, di artista. Tutto il dolore e la paura che trapela dalle sue forti parole spinge a chiedersi come un essere umano possa arrivare a dover chiedere e lottare per una libertà che dovrebbe essere un diritto di tutti.

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