Happy Together di Wong Kar-wai è tornato in sala

Happy Together cinema

Ritorna in sala ed in una versione integrale mai vista la storia d’amore gay di Wong Kar-wai Happy Together (trailer) che mise insieme due giganti del divismo di Hong Kong trattando il tema scomodo dell’omosessualità in Cina nell’anno della riconsegna dei territori al colosso comunista. Il film, ambientato fra Buenos Aires ed Hong Kong, fu una vera rivoluzione perchè oltre a trattare un tema ancora piuttosto emarginato nel 1997 provocò fin da subito le istituzioni cinesi che ancora oggi hanno enormi problemi ad affrontare il tema dell’omosessualità senza pregiudizi o paure.

Wong Kar-wai scelse Buenos Aires perchè si colloca agli antipodi di Hong Kong e rappresenta un rovesciamento del globo, concetto che il regista esprimerà rovesciando letteralmente la città con uno dei movimenti di macchina più poetici del film. Nel ruolo dei protagonisti troviamo due figure carismatiche del panorama hongkonghese degli anni 90′ come il divo pop Leslie Cheung (che qualche anno dopo si toglierà la vita dopo la fuga di notizie sulla sua omosessualità nascosta) e il magnetico Tony Leung Chiu-wai, già divenuto all’epoca del film argentino un divo maturo grazie al successo internazionale di Hong Kong Express. Leslie Cheung al momento della produzione del film era già un gigante del cinema cinese e una vera icona della musica pop orientale. Il suo ruolo di cantante eunuco nel capolavoro di Chen Kaige Addio mia concubina, unito ai successi popolari dei blockbuster di Hong Kong A better tomorrow di John Woo e Storia di fantasmi cinesi di Ching Siu-tung, avevano fatto di lui uno dei volti più emblematici dell’industria dell’estremo oriente.

Wong Kar-wai scelse di raccontare una storia d’amore omosessuale nell’anno della restituzione di Hong Kong alla Cina da parte del Regno Unito non solo perchè questo amore proibito e nascosto poteva essere assimilabile al nuovo disorientamento identitario della ex colonia britannica, ma anche perchè il 1997 rappresentava il cambiamento, almeno apparente, della Cina verso la tematica omosessuale. Infatti solo nel 1997 il Paese decise di riformare la sua posizione giuridica e sanitaria verso l’omosessualità escludendo dall’elenco dei comportamenti criminali la sodomia, ma mantenendola nei “criteri della classificazione e diagnostica cinese dei disordini mentali” trasformando gli omosessuali da criminali a pazzi da internare nei manicomi.

Happy Together

La Cina abbandonerà questa politica di persecuzione verso le persone di inclinazione LGBTQI solo nel 2001 eliminando l’omosessualità dalle malatie mentali e ammettendo poi nel 2004 partecipanti transessuali alle elezioni di Miss Cina. A oggi, però, il cinema indipendente cinese continua a mostrare storie di isolamento e discriminazione per le persone di orientamento omosessuale. Emblematico anche il fatto che in quello stesso anno dall’estremo oriente arrivino almeno altri due film che trattano il tema senza compromessi: da Taiwan sarebbe arrivato infatti il capolavoro Il fiume di Tsai Ming-lyang e proprio la Cina avrebbe finalmente concesso la distribuzione del film proibito East palace, west palace di Zhang Yuang che il mondo ricorderà in seguito come il primo film cinese a trattare il tema dell’omosessualità.

Esattamente come per i film precedenti, lo spazio fisico in cui si muovono i protagonisti diventa il diapason che diffonde lo stato emotivo dei personaggi, le caratteristiche di Hong Kong e Buenos Aires si piegano alla volontà del racconto, somatizzano le condizioni dei due ragazzi e si trasformano in funzione della sfera sentimentale delle figure narrative. La nuova versione del film si avvale di diverse scene tagliate all’origine che attribuiscono a un terzo personaggio maschile una maggiore centralità nel racconto. Questa mutazione cambia irreversibilmente il film portandoci a una nuova percezione dell’opera che fino a ora era stata parzialmente possibile solo guardando il documentario Buenos Aires zero degree di Kwann Pun-leung ed Amos Lee che raccontava il ritorno a Buenos Aires dell’attore Tony Leung Chiu-wai corredato da un’intervista inedita con Wong Kar-wai ed alcuni spezzoni inediti del film, parte dei quali si ritrovano oggi nella versione integrale restaurata.

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