#FEFF27: Silent City Driver, la recensione del film di Sengedorj Janchivdorj

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L’autore mongolo Sengedorj Janchivdorj è un nome emergente della sua nazione; la sua opera The sales girl era stata presentata con successo all’edizione del 2022 del Far East Film Festival di Udine con una notevole accoglienza di critica e pubblico presenti all’evento. Il nuovo film di Janchivdorj, Silent City Driver (trailer), è però davvero molto lontano dalla commedia del 2022, vira, infatti, con fermezza nel cinema drammatico ed affronta temi forti come il lutto, la violenza e la vendetta. Il protagonista è un autista per funerali che passa la sua vita a trasportare cadaveri in lunghe tratte nel mezzo del deserto, accompagnato solo dai monaci buddisti che dovranno svolgere la cerimonia. Una parte del racconto si snoda fra le pratiche funerarie della cultura mongola e i retroscena delle agenzie funebri intervallando il racconto con sequenze notturne di stalking da parte del protagonista e silenzi contemplativi sulla periferia di Ulan Bator.

Il nuovo lavoro di Janchivdorj è una contemplazione del desiderio inespresso e della morte come catarsi ed atto liberatorio. Il protagonista non riesce a comunicare l’amore e nemmeno a superare il lutto per la perdita della madre, va in giro per i locali per picchiarsi gratuitamente con i clienti e vive i suoi giorni nel silenzio fra le salme di perfetti sconosciuti. La parte finale della storia è un’esplosione di violenza e dolore che apre le porte ad una risoluzione tragica e drammatica che riesce a chiudere il cerchio del racconto giustificando tutto il materiale offerto. Non c’è una sola scena che non possa essere perfettamente connessa al finale sia dal punto di vista narrativo che da quello psicologico.

Janchivdorj manifesta le sue capacità di autore drammatico dopo aver dimostrato di saper girare una commedia. Siamo davanti ad un tassello della crescita di un regista che nella sua sperimentazione mette in gioco nuovi temi e registri narrativi alla ricerca di una sua misura autoriale. Un film indubbiamente interessante per il piccolo ed emergente panorama del cinema mongolo, che ha ottenuto il My Movies Award all’ultimo Far East Film Festival.

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