Everything Everywhere All at Once, la recensione: l’evento cinematografico di cui abbiamo bisogno

Everything everywhere all at once la recensione del nuovo fenomeno cinematografico

Arriva finalmente anche nelle sale italiane: Everything Everywhere All at Once (trailer), fenomeno cinematografico del momento scritto e diretto da Daniel Kwan e Daniel Scheinert. Partito come un film indie e low budget è stato osannato dalla critica mondiale e dal pubblico, diventando in poco tempo uno dei film più apprezzati e discussi della stagione. Con queste premesse e grazie anche alla presenza al suo interno di nomi del calibro di Michelle Yeoh e Jemie Lee Curtis, il film genera grandi aspettative ed incuriosisce, creando una forza attrattiva sul prodotto ed un’attesa non indifferente.

Everything Everywhere All at Once così non delude ma anzi travolge ed appassiona per ogni secondo di visione. Crea un’eccezione, mischiando temi e stili di tendenza e riempendoli di significato, senza mai appiattirli, ma caratterizzandoli in diverse ed inusuali sfaccettature. La trama di base è molto semplice: Evelyn è una donna cinese americana che gestisce una piccola impresa famigliare, è indietro nel pagamento delle tasse e conduce una vita normale e piatta. D’improvviso la sua vita viene stravolta quando scopre l’esistenza di universi paralleli e che lei è capace di acquisire le abilità di tutte le sue versioni alternative: ciò la porterà ad essere la protagonista nella lotta contro una misteriosa entità che minaccia di distruggere tutto. Con maestria viene così presentata una vita qualsiasi, non particolarmente interessante ma l’innovazione sta proprio qui nel rendere il banale qualcosa di speciale.

Everything everywhere all at once la recensione del nuovo fenomeno cinematografico

Facendo eco alle dinamiche del blockbuster, Everything Everywhere All at Once, giostra la sua costruzione filmica in un equilibrio perfetto tra azione in stile Marvel, grazie anche probabilmente ai fratelli Russo che figurano come produttori, e dramma andando ad analizzare nel profondo l’interiorità della sua protagonista, comunicando in modo sincero con lo spettatore. La storia che viene narrata così sposta il suo asse sul personale, raccontandoci la storia di tutti noi, parlando di momenti bui e di sconforto dell’esistenza e mostrandoci più punti di vista e più soluzioni. Il film tramuta la sua essenza dolcemente portandoci così ad una conclusione tenera, sincera ed intelligente, trasmettendo il suo messaggio di gentilezza ed inclusività in un mondo che ormai ne è privo.

La pellicola gioca anche sull’attualità, rendendosi attinente e veritiera nella sua follia, mostrandoci ed evidenziando le imperfezioni e non cercando di trovare una giustificazione o un ordine alle cose. Parla di interiorità mostrando come il cambiamento scaturisca dall’individuo, improntando un messaggio di accettazione, un percorso psicanalitico alla scoperta di una nuova versione del sé. Con una regia strepitosamente curata si viene trasportati in quel mondo allineando il nostro sguardo a quello dei suoi protagonisti, grazie ai primi piani ed ai numerosi dettagli, non imponendoci però una scelta ma lasciandoci liberi.

Everything everywhere all at once la recensione del nuovo fenomeno cinematografico

La fluidità contraddistingue la pellicola che di per sé rappresenta tutto e nello stesso frangente non rappresenta nulla diventando una metafora dell’esistenza umana. Le interpretazioni sono coerenti ed accurate, i personaggi ci vengono mostrati a 360 gradi, sia interiormente che esteriormente, risultando, così, autentici e rappresentativi, spingendoci ad innamorarci di loro dal primo secondo. Un particolare riconoscimento inoltre va alla fotografia di Larkin Seiple, magnetica e istantanea, che rapisce ed incuriosisce lo spettatore grazie alla precisione e la complessità della sua costruzione, ricca di dettagli ed in continua evoluzione. Anche la colonna sonora di Son Lux merita il suo encomio, adattandosi al ritmo della narrazione, accompagnando ed incalzando lo spettatore in un viaggio straordinario ed inaspettato.

Everything Everywhere All at Once è un’opera totalmente imprevedibile, sovversiva ed emozionante. Gioca in modo penetrante con i vari stili cinematografici, spaziando ed innovando. Si rifà ai capisaldi del genere e diventa anche metacinema in modo educativo. È reale, nel senso che è un’opera pura ed inaspettata. La sua estetica si mischia in modo armonioso con la sostanza di quello che sta narrando, portando avanti un tema di fondo ben sviluppato e coerente, puntando dritto al cuore di chi guarda. Il film risulta così incisivo in ogni secondo rendendolo uno di quei film in cui rifugiarsi, un probabile cult del cinema contemporaneo, un film da non perdere.

Distribuito in Italia da I Wonder Pictures, Everything Everywhere All at Once esce nelle sale il 6 ottobre.

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