Su Netflix: Whiplash (2014)

Il film Whiplash (qui il trailer), scritto e diretto da Damien Chazelle, si presenta come un’opera d’impatto, estremamente emozionante, ben confezionata ed ottimamente interpretata da un J. K. Simmons (Fletcher) ed un Miles Teller (Andrew), in forma smagliante.

Andrew, studente del college, è un ragazzo determinato e pronto a tutto pur di diventare un batterista di successo. Sulla sua strada farà la conoscenza del durissimo Professor Fletcher che, attraverso i suoi metodi d’insegnamento estremi e talvolta folli, porterà apparentemente il giovane Andrew a perdere fiducia in sé stesso.

Uno dei temi portanti del film che vediamo porsi al centro del contesto narrativo è indubbiamente il forte conflitto tra maestro e allievo. I metodi estremi e dittatoriali del primo sembrano quasi essere l’unico modo per portare in salvo dalla mediocrità il secondo, nella quale questi sembrerebbe essere in un primo momento condannato a rimanere se non adeguatamente motivato. Il rapporto che si instaura tra i due, seppur in apparenza parrebbe fondarsi sull’odio, in realtà, si basa sulle loro rispettive ossessioni: la ricerca dell’allievo perfetto da una parte e il desiderio di diventare uno dei migliori batteristi jazz di sempre dall’altra.

whiplash

La regia del giovanissimo Damien Chazelle è uno degli elementi migliori di Whiplash. Bello e funzionale al racconto è il piano sequenza iniziale con cui si apre il film, dove vediamo per la prima volta il nostro protagonista intento ad esercitarsi con la batteria, isolato da tutto e da tutti, in un’aula  del prestigioso conservatorio Shaffer di Manhattan. La macchina da presa tende, inoltre, a soffermarsi spesso su dettagli e particolari che mettono in risalto la volontà di Andrew di raggiungere il proprio sogno e quanto egli sia ossessionato da esso, arrivando talvolta a compiere azioni distruttive per sé stesso e per chi lo circonda, facendo così divenire questa sua ambizione il centro gravitazionale del suo mondo, l’unica vera ragione della sua esistenza.

Altro elemento degno di nota è il montaggio, assolutamente congruo con lo svolgersi degli eventi e delle sensazioni che il regista vuole far provare agli spettatori. Il ritmo del film è di frequente scandito dagli assoli e dalle canzoni che Andrew suona con la batteria, alternando istanti apparentemente tranquilli, a momenti frenetici, incalzanti e turbinosi.

Whiplash in alcuni momenti non teme assolutamente di eccedere nelle situazioni, anche se a volte le reazioni dei personaggi appaiono poco coerenti con il contesto, ciò non inficia la qualità dell’opera, anzi, questo piccolo difetto potrebbe essere stato volontariamente lasciato in evidenza da parte dell’autore del film, il quale, starebbe cercando di farci leggere tra le righe un messaggio: quello di non arrendersi mai e di lottare sempre per i propri sogni, senza mai darsi per vinti nonostante le difficoltà che la vita pone davanti ad ognuno di noi, malgrado queste possano sembrare insormontabili o al di fuori della nostra portata.

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