Dopo solo due anni dalla messa in onda della prima puntata della prima stagione arriva già il secondo oav (original animation video) della serie Re:Zero che, esattamente come il precedente Memory Snow, di cui abbiamo parlato qui, è uscito per qualche giorno nelle sale giapponesi prima della sua diffusione on demand in streaming. Il secondo special ha la durata di un film ed è in tutti i sensi il prequel della serie regolare nonché un sostanziale spin-off dedicato alla figura femminile di Emilia ed alle origini del suo legame con lo spirito demone Puck.

La figura del protagonita Saburo compare solo per pochi secondi nel finale, dopo un vistoso salto temporale, collocandosi esattamente come per il primo special, alla fine del secondo arco narrativo della prima stagione. La protagonista centrale della storia è dunque Emilia, di cui ci vengono mostrati dettagli delle misteriose origini e qualche elemento più solido per capire la sua freddezza e diffidenza verso le relazioni umane nonché il legame indissolubile che la lega allo spirito Puck.

Fondamentalmente lo scopo della storia è solo quello di fare un po’ di luce sul passato di un personaggio lasciato forse troppo misterioso nella prima stagione e cercare di riprendere la simpatia del pubblico che al contrario di qualsiasi previsione si è totalmente incanalata nella figura di Rem come abbiamo già spiegato qui. Scopriamo quindi chi fosse e come vivesse Emilia prima di diventare una pretendente al trono, ma più di tutto scopriamo ulteriori sfumature, sempre più inquietanti, del suo rapporto con il demone della foresta Puck.

La storia ha lo scopo strategico di rivelare alcuni dettagli del passato di Emilia ed esaltarne lo spirito di abnegazione e la disposizione al sacrificio per un bene superiore, al tempo stesso non rivela troppo per garantirsi nuovi sviluppi nella seconda stagione e si concentra sulla discriminazione sociale che subisce Emilia in quanto mezz’elfo con le caratteristiche somatiche tipiche di una strega della cultura in cui è nata.

Un prodotto furbetto che serve a vendere biglietti al cinema e tenere sulle spine il fan dell’anime, non aggiunge nulla ai temi più alti del progetto Re:Zero e sembra piuttosto transitorio e frettoloso. Se ne consiglia la visione solo se si è rimasti innamorati della serie regolare, avvisando che le possibilità di rimanere delusi sono davvero elevate.

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