Omicidio nel West End, la recensione: un giallo dietro le quinte

Omicidio nel West End (trailer), il comedy/giallo diretto da Tom George e scritto da Mark Chappell, proietta lo spettatore nella Londra anni ’50, più precisamente all’interno di un teatro nel quale sta andando in scena per la centesima volta la nota commedia Trappola per topi di Agatha Christie. Un noto produttore (Reece Shearsmith) decide di realizzare un adattamento cinematografico dell’opera, ma l’impresa si arresta dopo poco a causa dell’omicidio di due personaggi fondamentali del cast.

Il caso viene affidato all’ispettore Stoppard (Sam Rockwell), un uomo visibilmente disilluso e borbottante, e alla neo-agente Stalker (Saoirse Ronan), chiaramente alle prime armi, ma con tanta voglia di apprendere e risolvere l’enigmatico caso. I due si ritrovano dunque ad indagare dietro le quinte del teatro, immersi in un’atmosfera affascinante e misteriosa.

La pellicola, sin dal principio, ripercorre tutti gli stilemi del giallo ponendoli sotto una luce di ironia e sarcasmo, divertendosi a prendere in giro se stessa e il genere a cui appartiene, interloquendo spesso e direttamente con lo spettatore attuando un lavoro di metacinema notevole. Il contesto narrato è perfettamente credibile grazie a un’abile ricostruzione storica, resa possibile da un’impeccabile scenografia e utilizzo dei costumi: questo è un punto fondamentale, in quanto riesce ad essere un ausilio determinante alla sceneggiatura, che nel corso della pellicola va a perdere leggermente lo slancio di partenza.

Il reale punto di forza di Omicidio nel West End, senza nulla togliere al resto, è indubbiamente la presenza nel cast dei due talentuosi interpreti Sam Rockwell (vincitore dell’Oscar con Tre manifesti a Ebbing, Missouri) e Saoirse Ronan, che grazie a tempi comici impeccabili e a una perfetta chimica riescono a regalarci un’interpretazione stravagante, efficace, divertente e mai banale. Tra gli altri nomi spiccano chiaramente Adrien Brody, Ruth Wilson, Charlie Cooper e Jacob Fortune-Lloyd, che completano il cast rendendolo degno di apprezzamento sia per gli spettatori che per la critica.

Possiamo tranquillamente affermare che il film di Tom Geroge, oltre a risultare un piacevole giallo d’altri tempi condito con momenti comici e pimpanti, riesce ad assumere le forme di una parodia mettendo in scena e allo stesso tempo criticando i numerosi artifici teatrali e cinematografici che compaiono durante la visione, divertendo e provocando lo spettatore senza mai risultare pesante o scontato.

Il film è nelle sale da giovedì 29 settembre.

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