Il buono, il matto e il cattivo
Il famoso stallo alla messicana rivisitato da Kim Ji-woon

Quale miglior modo di passare questi giorni chiusi in casa se non vedersi Il buono, il matto e il cattivo (trailer) di Kim Ji-woon? Un western coreano liberamente ispirato alla pellicola del sommo Sergio Leone.

Ebbene sì, per chi non lo sapesse esiste una versione orientale del famoso spaghetti western la cui trama, come si evince dal titolo, rimanda a quella de Il buono, il brutto e il cattivo. Ovviamente la rivisitazione coreana mantiene gli elementi base del suo ipotesto, ovvero i tre personaggi principali, la ricerca di un tesoro nascosto e l’ambientazione western. Quest’ultima ovviamente abbandona i paesaggi americani, o spagnoli e messicani se vogliamo essere pignoli e non tenere conto della finzione narrativa, per ritrovarsi nel deserto della Manciuria che con la sua varietà di paesaggi contribuisce alla spettacolarizzazione visiva di sfondo agli eventi narrati.

La storia si concentra su un gioco di inseguimenti e sparatorie che vedono come protagonista Yoon Tae-gu, il matto, interpretato da Song Kang-ho, volto iconico del cinema sudcoreano, che ha da sempre lavorato con registi di grosso calibro come Park Chan-wook, regista di Old Boy (l’originale) per intenderci, e con Bong Joon-ho, che dopo gli oscar di quest’anno non credo abbia bisogno di presentazioni. Ebbene sì, se vi state chiedendo chi sia Song Kang-ho e non lo avete ancora cercato su Google posso dirvi che in Parasite è l’attore che fa il padre della famiglia di truffatori. Direi che ora lo dovreste aver presente. 

Il buono, il matto e il cattivo
Song Kang-ho, il matto, in un ascena del film

Gli altri due nomi importanti che ricoprono i ruoli dei due co-protagonisti sono Jung Woo-sung, nei panni del buono, e Lee Byung-hun, il cattivo. Anche quest’ultimi sono due famosi attori del cinema sudcoreano. Forse per noi occidentali il secondo ha un volto più noto, essendo spesso utilizzato da Hollywood per rivestire i panni dell’assassino asiatico, basti pensare a film come Red 2 o I magnifici 7, il remake del 2016.

La trama non la riassumo nemmeno in parte perché se avete visto il capolavoro di Leone allora a grandi linee la avrete presente. Se invece non l’avete visto recuperatelo immediatamente e poi potrete guardare Il buono, il matto e il cattivo. La conoscenza del film del regista italiano è necessaria per poter fare un confronto con la regia proposta da Kim Ji-woon. Il regista coreano ha optato per una rivisitazione in chiave più moderna, ambientata durante gli anni Trenta del Novecento, scegliendo di ispirarsi sì al modello Leone ma omaggiandolo e non copiandolo. Non ci sono infatti i famosi primi piani alla “Leone”, come li chiama Tarantino, e nemmeno quelle inquadrature lunghe e statiche che servono a dilatare il tempo caratteristici della regia del regista romano.

Il buono, il matto e il cattivo
Lee Byung-hun, il cattivo, in una scena del film

Kim Ji-woon ha scelto, in maniera vincente, di distaccarsi da tutti quegli elementi troppo iconici della regia degli spaghetti western, optando per movimenti di camera continui e sempre in movimento, tagli rapidi e molto concitati. Sicuramente la contemporaneità ha contribuito a questa scelta, rendendo il film più godibile per il pubblico attuale in termini di velocità visiva e spettacolarizzazione, uno stile che ha contribuito alla riuscita del film. Dopotutto diciamocelo, di Leone ce n’è sempre stato e sarà solo uno e il regista coreano era conscio del fatto che non sarebbe stata un’ottima mossa provare a copiarlo.

Il buono, il matto e il cattivo in italia è stato distribuito da Tucker Film, la casa di distribuzione indipendente di Udine che in collaborazione con Mymovies e il Far East Film Festival propongono vari titoli asiatici per la rassegna #iorestoacasa. Un’iniziativa interessante che propone il sistema della visione in sala, ma a casa propria. Si prenota il biglietto, gratuitamente sul sito, e ad un orario specifico viene reso disponibile il film sulla piattaforma online di MyMovies, il tutto in questo periodo di quarantena può essere un ottimo compromesso per gli amanti della sala e di questo tipo di cinema. La rassegna prevede uno o due film al giorno fino al 5 aprile, se non lo avete ancora fatto vi consiglio di andare a prenotarvi per recuperare qualche film interessante.

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