Finch, la recensione del film su Apple TV+

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Finch (qui il trailer) è un film del 2021 diretto da Miguel Sapochnik, con protagonista Tom Hanks. La pellicola è disponibile dallo scorso 5 novembre su Apple TV+.

La trama del film ruota attorno a Finch, un brillante ingegnere robotico che si ritrova ad essere uno dei pochi sopravvissuti ad una catastrofe dovuta ad un’eruzione solare che ha decimato la popolazione del pianeta Terra. Resosi conto di essere gravemente malato, decide di costruire un robot (Caleb Landry Jones) che lo aiuti a prendersi cura dell’unico essere rimastogli accanto: il suo cane. Il robot, aiutato da Finch, dovrà imparare presto a “vivere” in questo nuovo mondo, apprendendo allo stesso tempo, come prendersi cura di sé stesso e soprattuto del cane, affrontando le diverse insidie e difficoltà che gli si pareranno davanti.

Sebbene Finch inizialmente sembri ispirarsi a film come The Martian di Ridley Scott, fortemente improntati verso il survival movie, con l’avanzare della trama si scorgono diverse altre influenze del cinema Sci-Fi che abbracciano ed omaggiano diversi sottogeneri. Impossibile non notare, ad esempio, le somiglianze con Humandroid, di Neill Blomkamp, dove la fantascienza è solo un pretesto per raccontare in realtà, una storia introspettiva e decisamente caratterizzata da una forte componente umana, volta ad approfondire in modo deciso e articolato i protagonisti a discapito di momenti di alta spettacolarità visiva, come ci si potrebbe aspettare da un prodotto di fantascienza.

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Il film lascia dunque poco spazio a scene d’azione cariche di adrenalina, limitandosi in rare occasioni a mostrarci i protagonisti in difficoltà e minacciati da spaventosi eventi. Questo è tutt’altro che un difetto, poiché il focus della pellicola, come detto in precedenza, è un altro. Lo spazio viene lasciato a scene talvolta ironiche, talvolta drammatiche, culminanti in un atto finale toccante ed emotivo.

Finch si configura come un buon prodotto capace di soddisfare sia il pubblico più giovane che quello più adulto, toccando diversi tipi di argomenti, dalla tematica ambientale a quella della famiglia, giungendo a mostrarci cosa significhi assumersi le proprie responsabilità per il bene di chi ci sta intorno.

Nonostante l’ambientazione e il soggetto del film possano in qualche modo ricordare altre opere cinematografiche dello stesso genere e non consentano al prodotto di brillare dunque di una forte luce d’originalità, Finch riesce tramite un sapiente uso del montaggio (Tim Porter) e una buona sceneggiatura (Craig Luck, Ivor Powell) nell’intento di “coccolare” lo spettatore, catapultandolo in uno scenario composto da dinamiche e situazioni familiari, sebbene le vicende siano ambientate su una Terra ormai dominata da panorami post-apocalittici e desolati.

Benché all’apparenza semplice, Finch si presenta dunque come un prodotto piacevole e godibile, di certo non rivoluzionario, ma sicuramente capace di regalare allo spettatore una buona dose di emozioni e di intrattenimento.

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