Possessor, la recensione del film su Prime Video

Possessor

Possessor (trailer), il secondo lungometraggio di Brandon Cronenberg, arriva finalmente in Italia a 2 anni dall’uscita nelle sale inglesi e canadesi. Dopo l’ambizioso Antiviral (2012), presentato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard e in seguito in una versione riadattata dallo stesso regista, vincitore del Toronto International Film Festival come Miglior opera prima canadese, il “figlio d’arte” del più noto David Cronenberg dimostra di aver recepito la lezione del padre, pur padroneggiando uno stile e una poetica che ne prolunghino in qualche modo la vita, imponendovi un proprio marchio personale. 

In seguito a una carriera sviluppatasi principalmente attraverso la direzione di cortometraggi e video musicali, Brandon Cronenberg realizza una sintesi del rapporto tra azione e mente; un racconto sul pericolo di perdere il controllo del proprio corpo e, infine, di se stessi

Possessor è la storia di Tanya Vos (Andrea Riseborough), agente per un’organizzazione segreta che, attraverso la tecnologia degli impianti celebrali, permette ad alcuni sicari, quali la protagonista, di prendere il controllo dei corpi altrui. Stabilita la vittima del delitto, viene (in maniera non ulteriormente approfondita) selezionata tra le persone molto vicine ad essa il corpo ospitante attraverso il quale Tanya potrà commettere il “delitto perfetto”, al termine del quale lo stesso assassino sembrerà suicidarsi. 

Ma la procedura finisce per invadere progressivamente la mente di Vos, segnata dal continuo “impossessarsi” di altri corpi e dalle esperienze iper-stimolanti a cui è costretta per “rimanere nel personaggio”. Dopo essere entrata nella mente del genero di un magnate del data mining (Sean Bean), vittima selezionata dall’organizzazione, la protagonista rimane intrappolata nel corpo ospitante (quello di Christopher Abbott), che tenta progressivamente di ribellarsi all’intruso. 

Possessor recensione film Brandon Cronenberg

In ciò è possibile ravvisare uno spunto di riflessione metacinematografica, o meglio legato alla transmedialità e a certi sviluppi contemporanei delle tecnologie per la realtà virtuale (si pensi al casco, piuttosto ingombrante, che la protagonista deve indossare durante il controllo del corpo altrui). Discorso portato avanti con distacco e freddezza: è evidente la predilezione per la dilatazione dei tempi e un certo gusto macabro per il parossismo della violenza, un’eco al cinema del padre, riconosciuto unanimamente come “padre” del sottogenere cinematografico del body-horror

Nella sua riflessione visiva sul voyeurismo, Cronenberg dimostra la sua abilità di cineasta organizzando i tempi e gli spazi per creare qualcosa che trascenda i confini del genere horror, riflettendo sull’oggi e sul futuro, com’è chiaro dalle allusioni, attraverso le intercettazioni di flussi video da webcam, alle tecniche di tracciamento dei colossi del web per profilare gli utenti, delineandone le abitudini e definendone le necessità di consumo. Nonostante la dilatazione del tempo, Possessor è carico di tensione grazie a un costante assalto percettivo nei confronti dello spettatore. A ciò contribuiscono le esplosioni di violenza estrema, come la brutale sequenza di apertura, che si alternano a sequenze più astratte e talvolta vertiginose. 

Il principale difetto del film sta nel perdersi, nella volontà di risultare minimalista, dando per scontato molti elementi propri del genere (presumendo forse lo spettatore sia in grado di colmare i vuoti autonomamente, attraverso le proprie pregresse conoscenze cinematografiche), in una fitta rete di richiami a temi contemporanei, relativi al capitalismo della sorveglianza, alla pervasività del tracciamento delle persone nell’epoca contemporanea, al data mining e alle tematiche di genere, senza tuttavia concedere abbastanza spazio, in sede di sceneggiatura, ad alcuni nodi narrativi centrali.

Distante dalle produzioni di genere più commerciali, Possessor è un horror e uno sci-fi immersivo e visivamente godibilissimo, in grado di portare avanti con eleganza l’eredità cinematografica di David Cronenberg, riprendendo alcuni dei temi a lui più cari. Nonostante ciò l’insistenza su una certa estetica della violenza non riesce a colmare efficacemente la debolezza di base del costrutto narrativo. Lo sguardo dello spettatore, bombardato da giochi di luci (che ricordano forse il cinema di Refn) e violenze esasperate, risulta infine appagato, ma la miriade di richiami iconografici e transmediali, nonché l’accumularsi di temi contemporanei, rischiano infine di passare in secondo piano di fronte ad una narrazione piuttosto debole. 

Possessor è disponibile in Italia su Amazon Prime Video dal 27 Luglio 2022.

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