Nicola Di Bari sul set di Tolo Tolo

Caro Nicola Di Bari, Tolo Tolo rappresenta il tuo ritorno al cinema dopo Torino nera di Lizzani, la tua ultima apparizione in un film, risalente al 1972. Come ci si sente a tornare sul set dopo tutti questi anni?

Non era nei miei programmi, affatto! Solo che Zalone ha voluto a tutti i costi farmi fare una parte in questo film, dal momento che si è sempre identificato con la mia canzone Vagabondo, canzone in un certo senso vicina alla tematica del film, e che ha incluso mentre scorrono i titoli di testa. L’idea è stata di Checco naturalmente!

Raccontami dell’incontro con Checco. Come è avvenuto e perché?

È avvenuto circa sei mesi fa, proprio a Milano, dove vivo. Mi ha chiamato prima al telefono, chiedendomi di incontrarlo per discutere del cameo che voleva offrirmi, anche se non sapevo di cosa si trattasse. Quindi siamo andati in un bel ristorante molto conosciuto per fare un pranzo a base di pesce, roba di mare insomma! La cosa mi ha convinto sin da subito e da quel giorno siamo diventati molto amici, è bastato quell’incontro a creare la sintonia tra me e lui. Non ci eravamo mai conosciuti prima di persona, anche se i suoi film li avevo visti tutti. Mi sono sentito molto onorato quando mi ha detto di avermi sempre apprezzato e di conoscermi benissimo artisticamente

Com’è Checco Zalone regista?

È davvero un geniaccio. Sul set abbiamo trascorso quindici giorni spettacolari, è stato piacevole come una vacanza. Con lui ti diverti a girare, anche perché è molto disponibile caratterialmente, sta molto attento alle inquadrature che riguardano un amico, si prende molta cura di questi dettagli. Nonostante sia la sua prima regia, ha dimostrato di essere una persona che sa quello che vuole, di incertezze non ne ho viste

Ogni tanto venivano sul set lo sceneggiatore Virzì e il produttore Valsecchi?

Virzì durante le riprese non lo ho visto, anche se a lui lo conosco bene, e ad essere sincero in un primo momento ero convinto che la regia la avrebbe fatta lui. Ovviamente ci conosciamo per via del suo film La prima cosa bella (2010) che prende il titolo della mia canzone. Con lui ci siamo incontrati in un programma con Fabio Fazio, anche se in un primo momento c’eravamo contattati per telefono. Valsecchi invece era sempre nei paraggi del set. È un gentiluomo, e a differenza di Virzì non lo avevo mai incontrato prima…

Nel precedente Quo vado l’ospite d’onore è Lino Banfi per rappresentare la pugliesità. A questo giro ci sei tu ed è molto divertente che Zalone stia offrendo poco per volta nella sua filmografia un catalogo degli artisti pugliesi che a lui piacciono tanto…

Si dà il caso che lui ama questi personaggi che “invita”. Siamo tutte persone nelle quali ripone molta fiducia. Poi essendo un pugliese non è un caso, e come ben saprai le sue radici non le mette da parte. Io sono rimasto in contatto con lui, ci sentiamo qualche volta telefonicamente. Ne sono contento perché è un grande amico, un grande artista, una persona colta, preparata. Ho conosciuto un ragazzo straordinario. Sono fiero di essere suo amico e di essere presente in questo suo film che ora come ora sta facendo parlare tutta Italia!

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