Manifesto della 55a edizione della Mostra Internazionale del Cinema Nuovo di Pesaro

Giunta alla sua 55ª edizione (tutte le informazioni dettagliate qui), dal 15 al 22 giugno, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro incanta e stupisce con innovazioni e storia. Presentata da Pedro Armocida e Bruno Torri, intende dare uno sguardo ad ampio spettro sulla cinematografia mondiale nel suo formato più classico: la pellicola, 35mm, 16mm e super8. Un comitato scientifico, costituito tra i tanti dallo stesso Armocida e Andrea Minuz. Una giuria di studenti e una professionale composta, tra gli altri, da Olimpia Carlisi e Andrea Sartoretti.

Film selezionati per raccontare il cinema in un dialogo fatto sempre più da voci femminili, come la statunitense Lee Anne Schmitt, protagonista di una delle Personali. Oppure le cinque registe del Focus sul Cinema Spagnolo, in collaborazione con l’Instituto Cervantes, l’Acción Cultural Española (AC/E), il Festival Margenes e Mujeres de Cine. La presenza femminile all’interno della Mostra è sottolineata nel Focus sul Cinema Russo e nella sezione “Femminismi”, nell’ambito delle lezioni di storia di Federico Rossin. In quattro programmi, lo storico e critico cinematografico ripercorre il cinema femminista dal 1968 al 1978, tra lungometraggi, mediometraggi e corti.

Il film d’apertura della Mostra dichiara l’amore per la storia del cinema e il genere western. In Piazza del Popolo, “Butch Cassidy” diretto nel 1969 da George Roy Hill, con Robert Redford e Paul Newman inaugurerà questa 55ª edizione.

Il manifesto della Mostra, ideato da Roberto Recchioni (ideatore e sceneggiatore, tra gli altri, della realizzazione del fumetto legato al film “Lo chiamavano Jeeg Robot”), si riallaccia all’Evento Speciale, che vedrà film in 35mm proiettati sulla spiaggia pesarese, donando allo spettatore un’esperienza anche materica. La mano e lo strumento, nel movimento tra le tre strisce, cambiano emulando i tre generi cult del cinema italiano: giallo, western e poliziesco. Durante l’Evento sarà fatto un approfondimento proprio sulla storia del Cinema di Genere, in una rassegna di 14 film dei suoi rappresentanti più esemplari. L’intento è analizzare le radici del movimento e comprendere le dinamiche che l’hanno portato ad un’attuale condizione di parziale assenza.

Allo stesso tempo, si cerca di ampliare la platea degli scrittori e avvicinare i giovani al lavoro critico e di ricerca. A questo proposito il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici italiani e la stessa Mostra Internazionale del Nuovo Cinema propongono un concorso per critici e recensori intitolato a Lino Miccichè. Andrea Minuz e Chiara Grizzaffi curano, infine, il primo e unico concorso dedicato al video Essay: “(Ri)montaggi”.

I film di famiglia e il cinema amatoriale sono di centrale importanza per la storia collettiva e la società italiana. Perciò è stato indetto il progetto “Re-Framing home movies”, che ha avuto due edizioni e i cui lavori saranno mostrati il 16 giugno durante la Mostra.

Ulteriori esperienze che sarà possibile vivere alla Mostra saranno “Super8” e “Muro del Suono”. La prima consiste nella visione dei film del regista sperimentale argentino Claudio Caldini in super8 con suoi interventi nel corso della proiezione. La seconda in cinque serate a Palazzo Gradari: sul muro verranno proiettate le immagini di film muti o prodotti audiovisivi mentre in sottofondo si assisterà a sonorizzazione e performance dal vivo e in anteprima.

Uno dei motivi di grande orgoglio per il Festival è la partnership con la Rai. In questa edizione s’intende, perciò, rendere omaggio al programma di Rai2 “Stracult” per i suoi 20 anni. Inoltre, con pillole di cinema sparse per tutta la durata della Mostra, l’incontro con gli autori del programma e una maratona notturna di film inediti e visibili solo a Pesaro, si vuole celebrare l’anniversario dei 30 anni di “FuoriOrario: cose (mai) viste”.

La mostra intende omaggiare anche le singole personalità, come Alberto Grifi, di cui verranno proiettati tutti i materiali video, Bernardo Bertolucci, in uno sguardo retrospettivo, e Barbara Hammer, pioniera del cinema lesbico.

Per il quinto anno si assisterà a “Animatori italiani oggi” e “Corti in Mostra”, che propongono diversi film brevi d’animazione realizzati da giovanissimi e autori più maturi. Nello stesso contesto è prevista una personale con Roberto Catani, uno tra i più grandi illustratori e autori di cinema d’animazione italiani.

Per la sezione “Proiezioni speciali” sono stati selezionati due film di omaggio, tre film italiani in anteprima mondiale e uno tedesco in anteprima italiana. I due omaggi sono rivolti a Notre-Dame, con “Nuestra Señora de Paris” (1981-1982) di Teo Hernandez e ai 25 anni dell’associazione Emergency, con “La Terra strema” (2018) di Federico Greco. Per quanto riguarda le nuove produzioni, si tratta di “Rasendes Grün mit Pferden”, di Ute Aurand, proiettato in 16mm. “White Flowers”, di Marco De Angelis e Antonio Di Trapani, film sperimentale realizzato in collaborazione con l’università. “Gelsomina verde”, di Massimiliano Pacifico, che affronta il tema delicato e scottante della camorra. Infine “Adriano Aprà Autoritratto” di Pasquale Misuraca, un’intervista al grande maestro della critica cinematografica italiana della durata di 2 ore e 40 minuti circa. Il film mostra anche diverse parti della storia del cinema, ripercorsa sapientemente in un contesto analitico.

Sempre presente è la sezione “Satellite. Visioni per il Cinema futuro”, avanguardistica e riflessiva. Al suo interno, opere prime e inediti hanno lo scopo di creare un dialogo sulla condizione del cinema nuovo che mostri la realtà della produzione a basso budget, non industriale.

Durante il Festival sarà presentato in anteprima il volume “Fuorinorma – La via neosperimentale del Cinema Italiano”, curato da Adriano Aprà. Composto da 520 pagine, intende racchiudere gli ultimi 13 anni del cinema indipentente e sperimentale italiano, film innovativi che puntano alla riflessione e al dialogo.

Walter Veltroni, nuovo componente del comitato scientifico, presiederà alla rassegna “FuoriCinema”, una serie di incontri con le personalità dello spettacolo, tra cui Giovanni Floris e Lino Banfi.

Tra approfondimenti e panoramiche sul cinema, alla Mostra non manca, ovviamente, la sezione “Concorso Pesaro Nuovo Cinema”. Da una rosa di centinaia di film candidabili, il comitato ha scelto i sette che presentavano più elementi in cui riconoscersi. Anche in questo caso, si è dato spazio alla presenza femminile con la scelta di tre prodotti diretti da donne. Alla giuria studentesca e a quella professionale spetta il compito di giudicarli e assegnare lo storico premio Lino Miccichè.

Nelle parole di Aprà: “L’industria cinematografica italiana sta morendo. È già sorto un altro cinema italiano, che ha l’unico torto di essere ignorato dall’industria e da gran parte della critica cinematografica”. E forse questo pensiero potrebbe dare un indizio sul motivo per cui, tra i sette film in concorso, si nota la grande assenza italiana.

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