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	<title>Fjord Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>#RomaFF21: Fjord, la recensione del film di Cristian Mungiu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Mazzoneschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la prima Palma d’Oro nel 2007 per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, Cristian Mungiu è tornato a vincere a Cannes con un</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/romaff21-fjord-la-recensione-del-film-di-cristian-mungiu/">#RomaFF21: Fjord, la recensione del film di Cristian Mungiu</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord.jpg" alt="Fjord, la recensione a cura di DassCinemag" class="wp-image-43739" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord.jpg 1280w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la prima Palma d’Oro nel 2007 per <em>4 mesi, 3 settimane, 2 giorni</em>, <strong>Cristian Mungiu</strong> è tornato a vincere a Cannes con un dramma giudiziario destinato a creare dibattito, <strong><em>Fjord</em></strong> (<a href="https://youtu.be/4L8XzvLxyuY?si=oKVbkHp1kEteLGiE"><span style="text-decoration: underline">trailer</span></a>), ora presentato alla 21ᵃ edizione della <em>Festa del Cinema di Roma</em> nella sezione Best of 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regista romeno continua a concentrarsi sul tema delle problematiche e ingiustizie sociali che affliggono i nostri tempi, lasciandosi ispirare questa volta dal <strong><a href="https://www.bbc.com/news/magazine-36026458"><span style="text-decoration: underline;">caso del 2016 della famiglia Bodnariu</span></a></strong>, che si è vista portar via i suoi cinque figli dai servizi sociali norvegesi con l’accusa di presunti maltrattamenti. Mungiu riprende e romanza questo fatto di cronaca, trasformando i Bodnariu in Mihai e Lisbet Gheorghiu (<strong>Sebastian Stan</strong> e <strong>Renate Reinsve</strong>), coppia romeno-norvegese cristiana conservatrice da poco trasferitasi con i loro bambini nella cittadina natale di lei. Qui conducono una vita tranquilla, scandita dai riti religiosi che seguono pedissequamente. Tutto però precipita quando un’insegnante nota dei lividi importanti sul corpo della piccola Elia, informando subito i servizi sociali che decidono a scopo precauzionale di allontanare i cinque figli dei Gheorghiu dai genitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.hollywoodreporter.com/movies/movie-features/cristian-mungiu-fjord-sebastian-stan-renate-reinsve-film-1236604118/"><span style="text-decoration: underline;">Come spiegato dallo stesso regista</span></a>, il film ha intenzione di intercettare e creare un dibattito su un problema attuale, ovvero la crescente polarizzazione della società in due fazioni, una più progressista (in questo caso incarnata nel popolo norvegese) e una conservatrice (la famiglia romena), che faticano a convivere senza conflitti gli uni con gli altri. <strong>Il caso del presunto abuso sui minori diventa così il punto di partenza per una riflessione sulle differenze culturali, sulle tradizioni e sul credo religioso</strong>, sollevando questioni morali difficili da risolvere persino in un’aula giudiziaria, figurarsi in due ore di film.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-1.jpg"><img decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-1.jpg" alt="Fjord, la recensione a cura di DassCinemag" class="wp-image-43740" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-1.jpg 1280w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-1-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Fjord-1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Fjord</em> vuole essere provocatorio criticando sì il pericoloso estremismo della famiglia religiosa, ma mettendolo contro il sistema di regole nordiche tanto rigido quanto imperfetto</strong>: l’accoglienza e la disponibilità nei confronti dei Gheorghiu pian piano si sgretola, lasciando affiorare sottili forme di pregiudizio e intolleranza verso pratiche diverse da quelle locali. Il controllo norvegese si manifesta in maniera sempre più esplicita nel corso del film, ma la scena in cui l’assistente sociale comunica a Lisbet l’allontanamento dei suoi cinque figli, mentre una bandiera norvegese sventola sullo sfondo oltre la finestra, ne restituisce forse l’immagine più emblematica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, nel tentativo di trattare tematiche così complesse senza dare una risposta definitiva, <strong>Mungiu sembra peccare di profondità, rimanendo ambiguo e favorendo progressivamente un unico punto di vista</strong>. Pur lasciando un dubbio di fondo, sembra aver preso di fatto una posizione ben precisa, portando lo spettatore dalla sua parte attraverso una scrittura attenta ai dettagli, in contraddizione con quanto si proponeva di fare inizialmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Colpiscono comunque le interpretazioni</strong> di Stan – qui molto diverso da come siamo stati abituati a vederlo finora – e Reinsve, che sta dando ampiamente prova del suo talento nell’ultimo anno con il successo di <em><a href="https://www.dasscinemag.com/sentimental-value-recensione-film-joachim-trier/"><span style="text-decoration: underline;">Sentimental Value</span></a></em> e <em><a href="https://www.dasscinemag.com/backrooms-la-recensione-il-primo-film-di-kane-parson/"><span style="text-decoration: underline;">Backrooms</span></a></em>. Allo stesso modo, è necessario elogiare anche la capacità di costruire la narrazione attraverso un ritmo che alimenta la tensione e stimola costantemente la curiosità dello spettatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là delle questioni sollevate, <strong><em>Fjord</em> riuscirà di sicuro nell’intento di instaurare un dialogo tra gli spettatori</strong>, proprio perché costringe inevitabilmente ad interrogarsi sui limiti delle proprie convinzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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