Sentimental Value, la recensione: la tenerezza è il nuovo punk

Sentimental Value recensione Dasscinemag

‹‹È come essere afferrati con gentilezza dal regista più tenero che lavori oggi›› ha detto Paul Thomas Anderson di Sentimental Value (trailer), ultimo attesissimo film del norvegese Joachim Trier, Grand Prix Speciale della Giuria allo scorso Festival di Cannes. È uno dei film più discussi del 2025: sei European Film Awards, otto nomination ai Golden Globes e nove agli Academy Awards, tra cui Miglior film.

Il regista svedese di fama mondiale Gustav Borg (Stellan Skarsgård) torna alla casa di famiglia di Oslo per riunirsi con le due figlie Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas) in occasione della veglia funebre della sua ex moglie. L’evento coincide con la decisione di ritornare dietro la macchina da presa con un film che vorrebbe girare proprio in quella casa e nel quale vorrebbe che la figlia maggiore, attrice televisiva e teatrale, interpretasse la protagonista. Allo strenuo rifiuto di Nora, che nutre ancora un intenso rancore nei confronti dell’assente ed egoriferito padre, ripiega sulla star americana Rachel Kemp (Elle Fanning), che invece ammira profondamente il lavoro del regista ed è in cerca di una nuova sfida.

Un dramma familiare sull’incomunicabilità che gioca sulla sottrazione piuttosto che sulla spettacolarizzazione, tanta metacinematografia e una punta di umorismo pirandelliano: sembra che la sceneggiatura, co-firmata da Trier e Eskil Vogt, voglia giocare facile ingraziandosi la nicchia di giovani cinefile e cinefili che hanno apprezzato i loro precedenti lavori. Queste premesse spaventavano non poco, perché il filo che divide una delicata opera che apre anche i cuori più duri dalla più stucchevole delle banalità è sempre più sottile di ciò che si pensa. Ma conosciamo già il talento delle due penne, e Sentimental Value ricade senza dubbio alcuno nella prima definizione.

Sentimental Value recensione Dasscinemag

Il conflitto tra le due figlie e il padre, appesantito dal fantasma della madre (che non vediamo mai), e poi anche da quello della nonna, è impossibile da sgrovigliare. Non sembra trovare soluzione, ma la verità è che Sentimental Value una soluzione non la cerca proprio. Non predica né il valore di un perdono incondizionato né consiglia una separazione assoluta, anche perché nella famiglia Borg non esiste nessun colpevole che meriti una totale e definitiva condanna. I loro dolori compongono insieme un mosaico di cui ogni pezzo è indipendente ma inseparabile dagli altri. E anche Rachel, una sorta di intrusa che non assomiglia ai Borg né parla la loro lingua, è segnata da una grande sofferenza che in quel mosaico entra perfettamente. Custode del mosaico è la casa, descritta proprio come se fosse uno dei personaggi, che secondo la Nora bambina osserverebbe tutto dai suoi occhi-finestra, odierebbe il rumore dei litigi e sentirebbe la mancanza di quello delle risate.

L’immensa forza di questo film, oltre l’eccellente sceneggiatura, è un cast impeccabile: anche impegnandosi è impossibile trovare un solo difetto. La collaborazione tra Trier e Reinsve, che sempre alla Croisette aveva conquistato il Prix d’interpretation féminine per La persona peggiore del mondo, si consolida confermandosi una delle più forti nel panorama europeo attuale. Il talento di Lilleaas è una preziosissima scoperta, così come quello di una Elle Fanning come non l’abbiamo mai vista. Che dire poi di Stellan Skasgård al massimo del suo potenziale, che per la sua interpretazione è già stato premiato ai Golden Globes? Menzione speciale anche ad Anders Danielsen Lie, che interpreta l’amante di Nora e che è sempre un piacere vedere tramite gli occhi di Trier.

Sentimental Value è uno di quei film che immobilizza e costringe a fissare i titoli di coda scorrere attraverso una patina di lacrime, ma che poi fa tornare a casa con un riscoperto desiderio di volere bene alla vita e a chi ti circonda. Non si può che essere d’accordo con quello che Trier, che viene da un background controculturale e non credeva che avrebbe fatto «soppy movies», ha dichiarato parlando del suo film: la tenerezza è il nuovo punk, e le persone sono i migliori effetti speciali.

In sala.

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