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	<title>The penitent - A rational man Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>The penitent - A rational man Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>#Venezia80: The Penitent &#8211; A Rational Man, la recensione del film di Luca Barbareschi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Teti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>The penitent - A rational man, recensione del film di Luca Barbareschi presentato a Venezia nella sezione Fuori Concorso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/the-penitent-a-rational-man-recensione-del-film-di-luca-barbareschi/">#Venezia80: The Penitent &#8211; A Rational Man, la recensione del film di Luca Barbareschi</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/09/thepenitent.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/09/thepenitent-1024x576.png" alt="The Penitent - A Rational Man. Recensione del film diretto da Luca Barbareschi presentato fuori concorso a Venezia 80" class="wp-image-28294" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/09/thepenitent-1024x576.png 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/09/thepenitent-300x169.png 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/09/thepenitent-768x432.png 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/09/thepenitent.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A distanza di quasi sei anni dalla prima de <em>Il penitente</em> al Teatro Eliseo, <strong>Luca Barbareschi</strong> torna alla regia dell’adattamento del testo di <strong>David Mamet</strong>, stavolta davanti e dietro la cinepresa. <strong><em>The Penitent &#8211; A Rational Man</em></strong> arriva a Venezia nella sezione <strong>Fuori Concorso</strong> e riesce miracolosamente a schivare le proteste relative al <em>#MeToo</em>, nonostante Barbareschi abbia prodotto e recitato nel film di Polanski <em><a href="https://www.dasscinemag.com/venezia80-the-palace-la-recensione-del-film-di-roman-polanski/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Palace</a></em>, anch’esso presentato a Venezia, e nonostante le sue dichiarazioni sul privilegio di lavorare col regista. <strong><em>The Penitent</em> è a tutti gli effetti il manifesto delle idee politiche e artistiche di Barbareschi</strong>, che con questo film riesce abilmente a vestire i panni del martire, ruolo che non gli è troppo distante se si pensa a tutte le occasioni in cui negli ultimi anni si è dovuto difendere dalle controversie che lo hanno riguardato (si pensi al caso della gestione del Teatro Eliseo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il protagonista della storia di Mamet, che viene riportata molto fedelmente nell’adattamento, è uno psichiatra ebreo che a seguito di una strage commessa da uno dei suoi pazienti, un giovane ragazzo omosessuale, si rifiuta di testimoniare al processo e viene dunque tacciato di omofobia da parte della stampa. Egli scoprirà nel corso del film che la sua scelta risponde alle precise norme religiose e morali che ha da poco fatte sue, sarà spinto a metterle in discussione ma se ne sentirà poi inevitabilmente vincolato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La religione ha un peso fortissimo su tutta la vicenda. È impossibile non pensare a Franz Kafka: la situazione surreale, il processo alla religione ebraica, la fase di ribellione e il senso di colpa innato, tutto sembra ricondurre alle atmosfere oniriche create dallo scrittore. Anche la struttura del film, scandita per grandi macro-sequenze dominate dal dialogo continuo tra due personaggi, ricorda la struttura episodica de <em>Il processo</em>. Lo psichiatra sarà processato da tutti, <strong>la sua colpa sovrasta incredibilmente quella del suo paziente omicida e non risiede nelle sue azioni ma nella sua identità</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Barbareschi non poteva trovare un soggetto più autobiografico, non a caso frequenta il testo di Mamet da diversi anni. Eppure <strong>il processo di adattamento risulta sorprendentemente sterile e povero</strong>: i dialoghi sono ripetitivi e in alcuni casi quasi identici fra loro, la durata delle scene è esagerata, il protagonista sovrasta inutilmente gli altri personaggi. In più le interpretazioni sono quelle di uno spettacolo teatrale, urlate senza motivo e patetiche. Nell’egoistica ossessione per il testo di Mamet e la sua trasformazione in manifesto politico Luca Barbareschi sembra aver completamente perso di vista il processo di adattamento ma soprattutto il mezzo scelto. <strong><em>The</em> <em>Penitent &#8211; A Rational Man </em>potrebbe dunque sembrare benissimo una ripresa dal vivo di quella prima al Teatro Eliseo nel 2017, ma il cinema è ben altro.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/the-penitent-a-rational-man-recensione-del-film-di-luca-barbareschi/">#Venezia80: The Penitent &#8211; A Rational Man, la recensione del film di Luca Barbareschi</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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