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	<title>Sophie Marceau Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Sophie Marceau Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>LOL &#8211; Il tempo di Anne, la recensione: elidere et impera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diego Di Gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni di Film]]></category>
		<category><![CDATA[Liza Azuelos]]></category>
		<category><![CDATA[LOL - Il tempo di Anne]]></category>
		<category><![CDATA[Sophie Marceau]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un ampio respiro di 18 anni dal precedente, LOL &#8211; Il tempo dell&#8217;amore (2008), Liza Azuelos riesuma le storie dei suoi personaggi con</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/lol-il-tempo-di-anne-la-recensione-liza-azuelos/">LOL &#8211; Il tempo di Anne, la recensione: elidere et impera</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/coverlg.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/coverlg-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-43521" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/coverlg-1024x576.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/coverlg-300x169.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/coverlg-768x432.jpg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/coverlg.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dopo un ampio respiro di 18 anni </strong>dal precedente, <em>LOL &#8211; Il tempo dell&#8217;amore (2008)</em>, <strong>Liza Azuelos riesuma le storie dei suoi personaggi con impareggiabile forza per adattarle alla nuova società crossmediale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si capisce, né in prima battuta né sul vertere della fine, se Azuelos si sia sincerata della centralità di Anne (sempre interpretata da <strong>Sophie Marceau</strong>), o se abbia voluto inscenare questo pastiche per rimpolpare il degradante <em>maternalismo</em> che mancava a noi spettatori. Ne si parla in questo modo sempre dando per data un&#8217;integrità autoriale, o qualcosa di simile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, si parla di <em>maternalismo</em>, nella speranza che fornisca realmente una guida a questa nuova generazione di dispersi digitali, la cui &#8220;migliore&#8221; rappresentante nel film è Louise (<strong>Thais Alessandrin</strong>), che per poco sopravvive ai cambiamenti di registro continui e ai salti discorsivi fatti a sproposito, creati a tavolino per ricentrare la narrazione su Anne, <strong>inframezzata da digressioni più musicali che diegetiche alla stregua di un listening party a pagamento</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla resa pubblica dell&#8217;intelligenza artificiale, e già dalla spirale di iper-tecnologizzazione che ha seguito questi ultimi ventisei anni, parallelamente all&#8217;impoverimento della letteratura, si è affermata nelle produzioni cinematografiche <strong>l&#8217;eccessiva necessità dell&#8217;elisione: elidere et impera</strong>. Si parla chiaramente di quelle più commerciali, come nel caso del suddetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una <strong>sottesa tendenza a non voler prendersi il proprio tempo</strong>, persino a condensare una manciata di controcampi (con conseguenti scavalcamenti) per un&#8217;azione sola spropositatamente; l&#8217;effetto riscontrabile di questa successione rapida di quadri è prima su tutto la confusione. V&#8217;è l&#8217;intenzione di acchiappare ogni momento, ad esempio di una conversazione (campo-controcampo), evidenziandone continuamente l&#8217;importanza: il dubbio che sorge è il seguente: <strong>quale di questi quadri vale la pena di ricordare?</strong> </p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Il-tempo-di-Anne-1.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="429" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Il-tempo-di-Anne-1.jpg" alt="" class="wp-image-43519" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Il-tempo-di-Anne-1.jpg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Il-tempo-di-Anne-1-300x126.jpg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2026/10/Il-tempo-di-Anne-1-768x322.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un paragone utile a questo fenomeno potrebbe essere la paratassi molto comune nella letteratura di oggi. Come per i cambi bisbetici di inquadratura, alla paratassi è spesso associata l&#8217;utilità nel tenere l&#8217;attenzione del lettore, nel caso dell&#8217;home video e delle serie TV quasi poco importa: lo spettatore sta contemporaneamente consultando un&#8217;altra fonte o cucinando o stirando. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È ironico come nel film i salti mediali (che poi sempre son contenuti nell&#8217;inquadratura digitale) rappresentano un vero e proprio ostacolo: sono claustrofobici, volutamente ritagliati nel formato di un falso piano nero; questa <strong>riduzione spaziale dell&#8217;immagine</strong> a nostro avviso <strong>diviene emblematica della riduttività dei problemi della sintattica cinematografica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al giorno d&#8217;oggi le case di produzione guardano alla &#8220;prestazione sportiva&#8221; dei propri film trattandoli come cavalli da corsa. Scommesse indici di ascolto, sperimentazioni e dati scientifici per riprodurre la migliore visione: ma <strong>la scienza infondo &#8220;inscrive&#8221; un fenomeno riducendolo in FORMULA</strong> (E=mc²), <strong>il concetto assorbito entro quattro lettere ed una misera punteggiatura</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pretesto crossmediale di Azuelos diventa infine un modo per giustificare l&#8217;ennesimo pauperismo grammaticale, non approfondendo nessuno dei formati messi in gioco nella diegesi, come la conclusione dei suoi personaggi: su un pezzo musicale di scarsa metrica <em>(Herr Professor)</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Dal 15 ottobre in sala</em></p>
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		<title>È andato tutto bene, la recensione: la purezza dell&#8217;amore nell&#8217;ultimo film di Ozon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Viviana Serti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni di Film]]></category>
		<category><![CDATA[André Dussollier]]></category>
		<category><![CDATA[Charlotte Rampling]]></category>
		<category><![CDATA[È andato tutto bene]]></category>
		<category><![CDATA[éric caravaca]]></category>
		<category><![CDATA[Francois Ozon]]></category>
		<category><![CDATA[Géraldine Pailhas]]></category>
		<category><![CDATA[Sophie Marceau]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Probabilmente lottereste con tutti voi stessi per salvare la vita di un vostro caro, ma se la sua volontà fosse opposta alla vostra?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/e-andato-tutto-bene-reecnsione-la-purezza-dellamore-nellultimo-film-di-ozon/">È andato tutto bene, la recensione: la purezza dell&#8217;amore nell&#8217;ultimo film di Ozon</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/22E4F0AD-3CCE-4A65-9FCE-EDAEA08D390D.jpeg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/22E4F0AD-3CCE-4A65-9FCE-EDAEA08D390D-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-20055" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/22E4F0AD-3CCE-4A65-9FCE-EDAEA08D390D-1024x576.jpeg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/22E4F0AD-3CCE-4A65-9FCE-EDAEA08D390D-300x169.jpeg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/22E4F0AD-3CCE-4A65-9FCE-EDAEA08D390D-768x432.jpeg 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/22E4F0AD-3CCE-4A65-9FCE-EDAEA08D390D.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>È andato tutto bene </em></strong>(<em>Tout s&#8217;est bien passé</em>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qN7BJ7hKu3I" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">qui </a>il trailer) è l’ultima opera del regista parigino <strong>Francois Ozon</strong>, presentata &#8211; anch’essa come il precedente <em><a href="https://www.dasscinemag.com/romaff15-ete-85-la-recensione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Été 85</a></em>  &#8211; al festival di Cannes e disponibile nelle sale italiane dal 14 gennaio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa fareste per amore?</strong> Se con ogni probabilità siete sicuri che lottereste con tutti voi stessi per salvare la vita di un vostro caro, siete altrettanto sicuri che mettereste la stessa energia nel soddisfare la sua volontà opposta? Questa la domanda che sostiene tutta la trama, a cui il film non dà e non vuole dare risposta; ma propone una possibile risoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emmanuelle, interpretata in modo sublime da <strong>Sophie Marceau</strong>, si trova improvvisamente a dover affrontare una situazione tanto dolorosa quanto comune. Suo padre ottantenne è stato colpito da un ictus e sebbene sia fuori pericolo rimane ricoverato per diversi mesi con l’obiettivo di recuperare l’uso di un braccio e altre funzioni rimaste compromesse. Ad affiancarla nelle visite ospedaliere il suo compagno Serge (<strong>Éric Caravaca</strong>) e la sorella Pascale (<strong>Géraldine Pailhas</strong>), mentre loro madre Claude, interpretata dalla celebre <strong>Charlotte Rampling</strong>, rimane defilata perché troppo malata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizialmente, nonostante le dovute e comprensibili preoccupazioni, Emmanuelle appare alquanto tranquilla e fiduciosa del recupero del padre ma tutte le sue speranze si sgretoleranno quando un giorno suo padre André (<strong>André Dussollier</strong>) le chiederà di aiutarlo a morire. <strong>Da questo momento l’azione avrà inizio; o forse no. Infatti nonostante il tempo scorra velocemente mentre siamo seduti in sala, la narrazione di Ozon rimane statica</strong>, si costruisce di continui passi in avanti seguiti da altrettanti passi indietro, sia che la si voglia leggere dal punto di vista della protagonista sia dal punto di André. Emmanuelle vorrebbe assecondare suo padre, fa delle ricerche sull’eutanasia e si informa legalmente, poi tentenna, lascia passare del tempo, fa finta di niente. Si aggrappa a qualsiasi involontaria speranza lanciatagli da André, il quale però, purtroppo, è più convinto che mai.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/33635A17-40E6-4247-9FCA-39D0A59A4298.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/33635A17-40E6-4247-9FCA-39D0A59A4298.jpeg" alt="" class="wp-image-20056" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/33635A17-40E6-4247-9FCA-39D0A59A4298.jpeg 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/33635A17-40E6-4247-9FCA-39D0A59A4298-300x169.jpeg 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2022/01/33635A17-40E6-4247-9FCA-39D0A59A4298-768x432.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ozon ci spinge ad una riflessione profonda che valica le questioni etiche o morali</strong>. In pochissimi casi la scelta dell’eutanasia, o meglio la scelta di Emmanuelle di assistere in questo André, viene criticata. Ciò che più emerge dalla visione è la profonda difficoltà in cui si ritrova una figlia che si sta privando del suo stesso padre. Emmanuelle in più occasioni fa emergere, più o meno esplicitamente, un forte risentimento nei confronti di André, rasente l’odio. Da quanto il film rivela, André è sempre stato un genitore emotivamente abusante, poco attento alle esigenze delle figlie, adultero e causa dello stato mentale di Claude. Che André non sia stato il padre migliore del mondo non importa, o meglio, forse potrebbe importare a qualcuno, ma non a Pascale e Emmanuèlle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante il tema sia tutt&#8217;altro che leggero, <em><strong>È andato tutto bene </strong></em>risulta un film nel complesso equilibrato. La continua tensione tra dramma e commedia tinteggiata talvolta di grottesco rende possibile emozionarsi ed immedesimarsi senza però uscirne appesantiti. Sorridiamo, piangiamo, rimaniamo contrariati e sbalorditi; affascinati dalla leggerezza della morte. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine l’amore di queste due sorelle, di due figlie per il loro padre è tanto puro da vincere ogni egoismo. Una chiusura poetica, ad effetto, pronunciata dolcemente al telefono dalla signora svizzera (<strong>Hanna Schygulla</strong>, musa del regista Rainer Werner Fassbinder): «È andato tutto bene».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/e-andato-tutto-bene-reecnsione-la-purezza-dellamore-nellultimo-film-di-ozon/">È andato tutto bene, la recensione: la purezza dell&#8217;amore nell&#8217;ultimo film di Ozon</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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