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	<title>Roberto De Francesco Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Roberto De Francesco Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>PesaroFF58: tavola rotonda su Mario Martone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Nobili]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2022 09:59:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>PesaroFF58 25 giugno: abbiamo assistito alla tavola rotonda incentrata su Mario Martone ed il suo cinema.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/pesaroff58-tavola-rotonda-su-mario-martone/">PesaroFF58: tavola rotonda su Mario Martone</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;ultimo giorno della 58esima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro si è svolta la tavola rotonda su<strong> Mario Martone </strong>ed il suo cinema, con la presentazione del libro <strong><em>Mario Martone &#8211; Il cinema e i film</em></strong> edito da Marsilio ed a cura di <strong>Pedro Armocida</strong> e <strong>Giona Nazzaro</strong>. Insieme al regista sono intervenuti: Pedro Armocida, Renato Berta, Gianfranco Capitta, Roberto De Francesco, Roberto De Gaetano, Ippolita di Majo, Bruno Di Marino, Daniele Dottorini, Fabio Ferzetti, Giona A. Nazzaro, Bruno Roberti e Iaia Forte. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Martone regista appare in un momento particolare, sia per la cultura italiana, sia per il rapporto che la cinefilia aveva con quell&#8217;epoca. Martone viene visto come un regista profondamente europeo e contemporaneo capace di viaggiare ad una velocità maggiore rispetto ad altri artisti. Il lavoro del regista, come riporta il libro, è lontano dall&#8217;essere concluso, anzi, è continuamente avviato verso una nuova stagione di epifanie. &#8220;L&#8217;amicizia regola il mio lavoro&#8221; ha esordito all&#8217;inizio dell&#8217;incontro l&#8217;artista. Il suo lavoro, fin dal 1975 (quando ha iniziato a fare spettacoli teatrali d&#8217;avanguardia con un gruppo di amici) è guidato dal dialogo con l&#8217;altro. Anche l&#8217;attrice <strong>Iaia Forte</strong> ha posto l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza di creare delle relazioni artistiche in un lavoro di questo tipo e su quanto l&#8217;approccio di Martone, diviso tra caparbietà ed apertura verso il rischio, sia fondamentale. Ed è proprio grazie a questa energia di lavoro collettivo che è nato nel 1987 <strong>Teatri Uniti</strong>, un laboratorio teatrale permanente creato da Mario Martone, Toni Servillo e Antonio Neiwiller.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro è proseguito con l&#8217;intervento di <strong>Renato Berta</strong>, direttore della fotografia che ha collaborato con Martone in vari lavori come <em><a href="https://www.dasscinemag.com/qui-rido-io-recensione-film-mario-martone-venezia78/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span style="text-decoration: underline;">Qui rido io</span></a></em> ed <em>Il giovane favoloso</em> (per citarne alcuni). Berta vede il lavoro sul set come un&#8217;esperienza condivisa. Il legame con Martone è un legame fraterno che si regge su un continuo confronto creativo tra i due, una sinergia appassionata. Non tutti i direttori della fotografia stabiliscono con gli attori lo stesso rapporto che riesce a creare Berta e, lui e Martone, nell&#8217;attenzione particolare che rivolgono al lavoro con gli attori, sono molto simili. Berta, a detta del regista, è un DOP che prende molti rischi, basti pensare a <em>Noi credevamo</em>, dove è riuscito a creare con maestria un effetto di buio estremamente realistico e controllato, senza perdere mai l&#8217;attenzione sullo sguardo degli attori. Gli attori dei film di Martone vengono principalmente dal teatro (si pensi a Pierfrancesco Favino e Tommaso Ragno in <em><a href="https://www.dasscinemag.com/nostalgia-recensione-film-mario-martone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span style="text-decoration: underline;">Nostalgia</span></a></em>), non perché il regista voglia marcare una differenza rispetto agli attori con una formazione cinematografica, ma perché, lavorando molto in teatro, si ritrova spesso ad attingere a quell&#8217;ambiente per la scelta dei suoi protagonisti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ippolita di Majo</strong> ha aperto una riflessione sulla sceneggiatura. Per lei ed il regista la sceneggiatura è come una mappa, precisa ma non maniacale, che giunge a compimento alla fine delle riprese. Il lavoro sulla storia che guiderà il film è un continuo lavoro di ricerca: mostre, sopralluoghi, spettacoli teatrali, tutto può essere uno spunto per l&#8217;idea finale che arriverà sullo schermo. La matinée è giunta a termine con gli interventi di  studiosi interessati al cinema di Martone, tra cui Bruno Roberti e Roberto De Gaetano. É emersa l&#8217;idea di specchio che sembra ricorrere in molte opere del regista. <em>Nostalgia</em> si specchia con <em>Amore molesto</em>. Napoli, nei primi anni di lavoro del regista, è uno specchio capovolto: la città diurna contrapposta a quella notturna. Questo discorso si può estendere anche al rapporto con la polis, alla comunità che si contrappone alla singolarità: la forte collettività di Napoli contrapposta alla solitudine di Renato Caccioppoli (<em>Morte di un matematico napoletano</em>) o di Giacomo Leopardi (<em>Il giovane favoloso</em>). Per concludere è stato evidenziato come il lavoro del regista si nutra di una  commistione di passato e di presente. Martone, infatti, guarda e rappresenta il presente attraverso uno scavo archeologico del passato e ci riesce anche &#8220;giocando tra le varie arti&#8221;.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">La poetica di Mario Martone si potrebbe evocare con una frase estrapolata durante il dibattito. Nei suoi film &#8220;non è tanto importante come il mondo vede Napoli, ma come tu da Napoli vedi il mondo&#8221;. </p>
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