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	<title>Lily Franky Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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	<description>Università degli studi di Roma Sapienza</description>
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	<title>Lily Franky Archivi &#8226; DassCinemag</title>
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		<title>#RomaFF18: Cottontail, la recensione del film di Patrick Dickinson</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marina Anzellotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recensione del film Cottontail di Patrick Dickinson, presentato alla Festa del cinema di Roma nella sezione Progressive Cinema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/romaff18-cottontail-la-recensione-del-film-di-patrick-dickinson/">#RomaFF18: Cottontail, la recensione del film di Patrick Dickinson</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image alignwide size-full"><a href="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/10/Cottontail-Lily-Franku-Ryo-Nishikido.webp"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="335" src="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/10/Cottontail-Lily-Franku-Ryo-Nishikido.webp" alt="" class="wp-image-29349" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/10/Cottontail-Lily-Franku-Ryo-Nishikido.webp 800w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/10/Cottontail-Lily-Franku-Ryo-Nishikido-300x126.webp 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2023/10/Cottontail-Lily-Franku-Ryo-Nishikido-768x322.webp 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ambientato a metà tra Giappone e Inghilterra, <strong><em>Cottontail</em>, film scritto e diretto da Patrick Dickinson, propone sullo schermo la storia di un ricongiungimento familiare focalizzato sulla relazione tra padre e figlio</strong>. Presentato alla diciottesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, il film si è aggiudicato il Premio BNL BNP Paribas per la Migliore Opera Prima. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il padre, Kenzaburo, viene interpretato dall&#8217;attore <strong>Lily Franky</strong> noto per aver interpretato lo stesso ruolo anche in <a href="https://www.dasscinemag.com/un-affare-di-famiglia-la-recensione-hirokazu-kore-eda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Un affare di famiglia</em></a>; un attore che riesce bene a inserirsi e dare valore alle più disparate dinamiche familiari e che in questo caso veste i panni del protagonista, un uomo che ha da poco perso la moglie. <strong>Moglie che viene rappresentata come il grande amore della sua vita e di cui l&#8217;assenza impegna tutta la narrazione</strong>; Akiko (<strong>Tae Kimura</strong>), difatti, ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo della storia ed è presente in essa attraverso il suo ricordo evocato più volte dal protagonista. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prime scene Kenzaburo si lascia travolgere da un&#8217;ondata di malinconia quando, ricreando le stesse dinamiche del loro primo incontro, ricorda una giovane Akiko vitale e coinvolgente, per poi nel corso nella narrazione, mediante l&#8217;uso di flashback, mostrare il lento declino della donna a causa di una malattia che segnerà la sua fine. La piccola rievocazione viene però interrotta dal figlio della coppia, Toshi (<strong>Ryo Nishikido</strong>), che richiama più volte il padre alla dimensione reale, spronandolo a ricomporsi in vista della celebrazione del funerale. L&#8217;uomo appare apatico, decisamente distaccato: non consola il figlio e rifiuta di essere consolato a sua volta.<strong> Una presa di posizione che non appare fatta con il reale scopo di rifiutare il ragazzo ma, diversamente, perché non ancora pronto a razionalizzare la grande perdita subita. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Toshi, infatti, è sempre stato tagliato fuori dal nucleo famigliare, fattore che emerge chiaramente attraverso i ricordi che riguardano la malattia di Akiko dove è Kenzaburo a volersi costantemente occupare di tutto. Questo antefatto, nel corso del tempo, ha creato una distanza sempre più ampia tra i due uomini rendendo ancora più evidente come la morte della moglie abbia portato Kenzaburo a una chiusura totale riguardo ai suoi sentimenti; <strong>una sfera, quella emotiva, a cui solo Akiko era in grado di accedere e che, in sua assenza, sembra destinata ad essere messa da parte</strong>. Akiko, inoltre, ci viene raccontata attraverso gli occhi innamorati del protagonista che la ricorda quasi come una figura ultraterrena e priva di imperfezioni oltre che, in seguito, un corpo in balia della malattia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La donna, una volta diagnosticata la malattia, appare già proiettata verso un futuro prossimo in cui la sua presenza rappresenterà un peso per i suoi cari. Dunque, cerca fin dal principio di convincere Kenzaburo a porre fine alle sue sofferenze, se mai diventassero insostenibili. Promessa che l&#8217;uomo si viene costretto a suggellare seppur, in seguito, non sarà in grado di rispettare fino in fondo. Anche in questo caso è l&#8217;ultimo desiderio della donna a rappresentare un&#8217;ulteriore premura verso la famiglia, Akiko chiede infatti che le sue ceneri vengano disperse nei pressi del lago Windermere, in Inghilterra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La famiglia, composta non solo da padre e figlio ma anche dal nuovo nucleo familiare creato da quest&#8217;ultimo, si appresta a intraprendere il viaggio che però viene, in parte, boicottato da Kenzaburo, deciso ancora una volta di farsi carico da solo delle volontà della moglie. A riportare l&#8217;uomo sulla buona strada, letteralmente e metaforicamente, sono un padre e sua figlia, reduci anche loro dalla recente perdita della rispettiva moglie e madre. Gli inaspettati benefattori lo spingono a contattare il figlio e accompagnano l&#8217;uomo, che si era perso, al lago scoprendo però che il luogo non era quello indicato da Akiko. Inizia dunque una seconda fase del viaggio dove l&#8217;unico riferimento è una foto di Akiko con suo padre, un ricordo felice che la donna ha più volte rievocato e che verrà riproposto specularmente alla fine dell&#8217;avventura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La scena finale mostra, infatti, la tanto agognata riappacificazione tra Toshi e Kenzaburo che però, una volta ricongiunti alla moglie e alla figlia di Toshi, appaiono ancora una volta fisicamente e intimamente distanti. Una distanza che viene colmata dall&#8217;inseguimento collettivo di un coniglietto, avvenimento che ricalca quanto raccontato in precedenza da Akiko e rappresenta un elemento di rafforzamento nel ripristinato, ma ancora instabile, equilibrio familiare.  </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nonostante ciò i momenti più toccanti sono quelli in cui è presente Akiko, la storia d&#8217;amore viene raccontata in modo tenero e appassionante mentre nel delicato compito di ricucire il rapporto padre-figlio Dickinson non lascia il giusto livello di emotività libero di scorrere. </strong>Ciò crea nello spettatore la sensazione di essere semplicemente un osservatore esterno, incapace di connettersi alla scena, che finisce per risultare così irrimediabilmente statica. <em>Cottontail</em> si può definire un film dal ritmo pacato che non riesce fino in fondo a raggiungere dei picchi emotivi neanche nelle scene più forti, nonostante la grande attenzione alla fotografia (che si nota maggiormente nella composizione delle scene) e un corretto sviluppo dei personaggi.</p>
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		<title>Un affare di famiglia, la recensione del film di Hirokazu Kore-eda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Ria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni di Film]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes2018]]></category>
		<category><![CDATA[Jyo Kairi]]></category>
		<category><![CDATA[Kirin Kiki]]></category>
		<category><![CDATA[Kore – Eda Hirokazu]]></category>
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		<category><![CDATA[Palma d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[Sakura Andō]]></category>
		<category><![CDATA[un affare di famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Un affare di famiglia Hirokazu Kore-eda mette in scena un focolare domestico più stravagante e insolito del normale.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/Un-affare-di-famiglia.png"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/Un-affare-di-famiglia-1024x576.png" alt="un affare di famiglia." class="wp-image-14324" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/Un-affare-di-famiglia-1024x576.png 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/Un-affare-di-famiglia-300x169.png 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/Un-affare-di-famiglia-768x432.png 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/Un-affare-di-famiglia.png 1366w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo dieci anni dal film <em>Still walking</em> che lo ha consacrato in occidente, in <em><strong>Un affare di famiglia</strong></em> (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=4f9OD0BM4zM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trailer</a>) <strong>Hirokazu Kore-eda</strong> mette in scena un altro focolare domestico, più stravagante e insolito. Un padre gaglioffo di nome Osamu Shibata (<strong>Lily Franky</strong>) e suo figlio Shota (<strong>Jyo Kairi</strong>) attuano il loro ennesimo furto a causa dei lavori precari e dell’esigua paga. Al ritorno a casa si imbattono in una bambina di nome Juri (<strong>Miyu Sasaki</strong>). Scoprendo che la piccola viene maltrattata dai genitori, decidono di portarla nella loro piccola e modesta abitazione. Ad aspettarli troviamo la moglie Nobuyo (<strong>Sakura Andō</strong>), la cognata Aki (<strong>Mayu Matsuoka</strong>) e la suocera Hatsue (<strong>Kirin Kiki</strong>). Dopo un evento che segnerà il definitivo sfaldarsi del nucleo famigliare, alcuni segreti, ben occultati fino a quel momento, saranno svelati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello di Un affare di famiglia è un ritratto familiare, meno anticonvenzionale di quanto possa apparire, che mostra una <strong>cruda realtà della società giapponese</strong> e convenzioni e situazioni che vengono ribaltate. Nonostante i problemi economici e i trascorsi non proprio trascurabili, il dubbio parentado riscoprirà attraverso la piccola Juri, che sarà il collante ed elemento pulsante del nido, valori e sentimenti reconditi o dimenticati. Una convivenza mendace e fatiscente, ma che evidenzia quanto non sia scontata la responsabilità genitoriale, scardinando la comune congettura secondo la quale consanguineità garantisce inequivocabilmente amore.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/un-affare-di-f.png"><img decoding="async" src="http://https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/un-affare-di-f-1024x576.png" alt="" class="wp-image-14325" width="836" height="470" srcset="https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/un-affare-di-f-1024x576.png 1024w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/un-affare-di-f-300x169.png 300w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/un-affare-di-f-768x432.png 768w, https://www.dasscinemag.com/dass2021/wp-content/uploads/2021/03/un-affare-di-f.png 1366w" sizes="(max-width: 836px) 100vw, 836px" /></a></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Muovendosi da tempo sulle orme di uno dei maestri della storia del cinema Yasujirō Ozu, Kore-eda riprende lo stesso stile rarefatto, semplice, autentico, dove il dolore lo si esprime in gesti, sguardi e situazioni di stasi, con la macchina da presa posta molte volte sul tatami. La fotografia non degrada nel massimizzare i tecnicismi e riesce a stare in equilibrio tra accademismo e naturalezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Molteplici sono gli elementi che accomunano i due registi nipponici: l’incomunicabilità tra generazioni; la solitudine e l’accettazione; il mare dal quale emergono rivelazioni. Ma se da un lato Ozu cerca di mantenere un legame familiare conservando una sottile speranza, dall’altro <strong>Kore-eda affida il compito agli stessi personaggi di combattere per mantenere saldo un legame che non è mai perpetuo</strong>. In <em>Un affare di famiglia</em> il concetto di <strong>mono no aware</strong>, tanto caro ad Ozu, viene accantonato, ma non del tutto abbandonato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> L’attrice feticcio Kirin Kiki verrà a mancare pochi giorni dopo l’uscita del film, andando ad elevare una particolare sequenza del film, struggente e premonitrice, ma bellissima e indimenticabile. <em>Un affare di famiglia</em> è disponibile in streaming su <strong>Amazon Prime Video</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dasscinemag.com/un-affare-di-famiglia-la-recensione-hirokazu-kore-eda/">Un affare di famiglia, la recensione del film di Hirokazu Kore-eda</a> proviene da <a href="https://www.dasscinemag.com">DassCinemag</a>.</p>
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